L'ESPOSIZIONE
AI CAMPI ELETTROMAGNETICI E I PROBLEMI PER LA SALUTE
di Nicola Magnavita (*)
(*) Istituto di Medicina del Lavoro, Università
Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 8, 00168 Roma. E-mail: nmagnavita@rm.unicatt.it
Pochi argomenti hanno
stimolato l'interesse dei ricercatori come quello degli effetti dei campi
elettromagnetici (CEM) per la salute. Eppure siamo ben lontani da conclusioni
definitive sull'argomento. Dall'analisi della letteratura risulta anzi che le
conclusioni di molti studi sono "troppo indefinite o troppo incoerenti per
essere utilizzate a fini pratici".
Lo sviluppo tumultuoso di
alcune applicazioni dei CEM (basti pensare alle telecomunicazioni,
all'elettronica, all'energia) ha determinato il coagularsi di interessi
economici (lobbies) assai prima che si formasse una opinione universalmente
accettata dalla comunità scientifica e da quella civile.
Il fatto che il nostro
organismo non abbia percezione dei CEM, e non sia quindi possibile il formarsi
di una diretta esperienza circa le conseguenze dell'esposizione, può finire per
collocare la problematica in un'area irrazionale. E d'altra parte risulta
irrazionale la precipitazione con cui studi non significativi vengono indicati
come prove della innocuità dei CEM. La combinazione di preoccupazione da parte della pubblica opinione e incertezza da parte della comunità
scientifica può essere molto pericolosa.
I medici, inoltre, non hanno
eccessiva familiarità con le grandezze fisiche che definiscono le forze
elettromagnetiche, mentre i fisici non sempre riescono ad inquadrare la
complessità dei fenomeni biologici.
L'interazione di un CEM con la materia vivente non rappresenta
necessariamente un effetto biologico,
e quest'ultimo non necessariamente determina un effetto sanitario.
Le domande alle quali si
vuole rispondere sono:
1.
I
campi elettrici e magnetici che si trovano negli ambienti di vita influenzano
la salute?
2.
In
caso affermativo, quali sono i parametri più importanti di cui tenere conto?
3.
Se
c’è un rischio per la salute, chi è a rischio, e di quale entità è questo
rischio?
4.
Esiste
una soglia, al di sotto della quale non c'è alcun rischio?