Delib. CIPE 15 febbraio 2000 n. 27
Approvazione del programma nazionale
"Biocombustibili" (PROBIO).
(Gazzetta
Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2000)
È approvato l'allegato Programma nazionale
"Biocombustibili" (PROBIO), che costituisce parte integrante della
presente delibera.
Allegato
PROGRAMMA NAZIONALE
"BIOCOMBUSTIBILI" PROBIO
Il programma nazionale biocombustibili (PROBIO) è
stato predisposto dal Ministero delle politiche agricole e forestali in
ottemperanza all'art. 3 della legge 2 dicembre 1998, n. 423, "Interventi
strutturali e urgenti nel settore agricolo, agrumicolo e zootecnico", che
recita:
per avviare le azioni nazionali derivanti
dall'applicazione delle determinazioni adottate dalla conferenza di Kyoto per
la riduzione delle emissioni gassose, il Ministro per le politiche agricole,
d'intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, presenta al CIPE per l'approvazione
un Programma nazionale denominato "Biocombustibili". Per la
realizzazione del predetto programma è autorizzata la spesa di lire 5 miliardi
annue a decorrere dal 1999.
In coerenza con il programma nazionale energia
rinnovabile da biomasse (PNERB) del 24 giugno 1998, e con il conseguente
Programma nazionale per la valorizzazione delle biomasse agricole e forestali
(PNVBAF) del 18 giugno 1999, che vengono qui integralmente richiamati ed a cui
va fatto riferimento per quanto non esplicitato in questa sede, il PROBIO ne
rappresenta il primo strumento di attuazione operativa.
Poichè l'obiettivo prioritario è "l'avvio di
azioni", lo scenario di questo programma abbraccia l'arco di un triennio.
Il proseguimento e l'adeguamento delle azioni negli anni successivi, secondo
quanto previsto dal PNERB e dal PNVBAF ed in funzione dei risultati che si
conseguiranno con l'attuazione del PROBIO, dovranno rendere possibile il
raggiungimento degli obiettivi programmati e con una tempistica coerente con le
scadenze previste dal protocollo di Kyoto e dalla delibera CIPE n. 137 del 19
novembre 1998.
Il programma, che non prevede interventi di sostegno
"ordinario" al mondo produttivo, è orientato verso l'attuazione di
attività dimostrative/divulgative con una forte caratterizzazione territoriale,
in grado di stimolare sia le amministrazioni locali che gli imprenditori
agricoli ed industriali verso un ulteriore sviluppo dei biocombustibili, e potrà
fare affidamento su forme di supporto ed incentivazioni provenienti da altre
fonti.
Definizioni.
Il termine "biocombustibili" individua,
nella sua accezione più ampia, l'insieme di quelle biomasse o prodotti
derivanti dalle biomasse che presentano caratteristiche fisico-chimiche tali da
renderli utilizzabili in processi di combustione od altra trasformazione
termochimica.
I biocombustibili, in funzione del loro stato,
possono essere classificati in: solidi (legno, paglie, pellets, ecc.), liquidi
(oli vegetali, alcoli, eteri, esteri, ecc.), gassosi (biogas da digestione
anaerobica ecc.). Un ulteriore metodo di classificazione divide i
biocombustibili in biomasse tal quali (ad es. paglia) e in combustibili
derivanti da una qualche trasformazione di biomasse tal quali (ad es. pellets).
La necessità di raggiungere l'obiettivo posto, cioè
di dare concreto avvio alle azioni nazionali per la riduzione di emissioni
gassose, impone una restrizione a priori del campo di intervento al fine di non
disperdere le limitate risorse disponibili.
Pertanto, ai fini di questo programma, le azioni di
tipo generale sono previste per l'insieme dei biocombustibili, mentre quelle di
tipo specifico, limitatamente al triennio considerato, sono fortemente
orientate verso il campo di quei biocombustibili che, derivando da processi di
trasformazione di biomasse tal quali, presentano elevate caratteristiche di
trasportabilità e di impiego al di fuori dei circuiti di autoconsumo.
Tipologie di intervento.
Premesso che, se è vero che un'importante ricaduta
per il settore primario è attesa dallo sviluppo delle biomasse per energia, ed
in particolare dei biocombustibili, è altrettanto realistica la considerazione
per cui non avrebbe senso indirizzare le azioni del PROBIO esclusivamente verso
gli agricoltori, in quanto il successo delle azioni è determinato da un
armonico sviluppo delle filiere nel loro complesso.
Ciò significa che le azioni previste dal PROBIO, pur
incentrate sul settore primario, e quindi coordinate dal MIPAF, devono andare
nel senso di stimolare le filiere biocombustibili in tutte le loro componenti,
come del resto previsto dalla citata delibera CIPE e dallo stesso PNVBAF.
Le azioni previste sono strutturate su due livelli:
centrale: coordinato direttamente dal MIPAF con il
contributo di rappresentanti regionali;
regionale: basato essenzialmente su "progetti
dimostrativi interregionali" in grado di ottimizzare l'impatto di PROBIO.
Le attività a livello centrale.
Le attività a livello centrale sono affidate al
Gruppo di supporto tecnico-scientifico "Bioenergia", già previsto dal
PNERB ed istituito presso il MIPAF con l'obiettivo di supportare il Ministero
ed il coordinamento Stato-regioni per tutta la tematica biocombustibili, in
applicazione del PNERB e del PNVBAF, di cui alle delibere CIPE n. 211 del 3
dicembre 1997 e n. 137 del 19 novembre 1998.
In particolare sono previste le seguenti incombenze:
coordinamento generale dell'intero PROBIO, in
coerenza con PNERB e PNVBAF;
definizione di metodologie di raccolta, analisi e
valutazione dei risultati;
supporto tecnico scientifico ai processi decisionali
del MIPAF e delle regioni, con particolare riferimento alla gestione delle
risorse economiche messe a disposizione anche da altri provvedimenti di legge
per il sostegno alla produzione e l'uso dei biocombustibili (ad es. d.lgs n.
173/1998);
istruttoria di progetti presentati, quando richiesto
e di competenza;
monitoraggio dell'andamento del PROBIO;
supporto alla collaborazione ed all'interscambio con
le amministrazioni regionali e con altri enti ed istituzioni, anche a livello
europeo, a partire da quelli partecipanti alle reti europee di cooperazione
promosse dalla Commissione europea (programma Altener ed altri);
collaborazione alla definizione ed alla gestione di
accordi di programma e di altri strumenti operativi con la diretta
partecipazione del MIPAF.
Una serie di ulteriori competenze potranno essere
individuate con specifico riferimento alle azioni dimostrative a livello
territoriale interregionale, incentrate sullo sviluppo dei biocombustibili con
le caratteristiche prima accennate (trasportabilità ed impiego non per
autoconsumo), tra cui:
definizione di campagne informative per gli
agricoltori finalizzate al miglioramento delle tecniche agronomiche;
promozione verso le aziende di trasporto pubblico,
gli enti locali e gli altri soggetti pubblici o assimilabili (università,
scuole, comunità, ecc.) perchè utilizzino biocombustibili nei veicoli, nel
riscaldamento degli edifici ed in altre utenze;
elaborazione e diffusione di manuali sulla
produzione e l'uso dei biocombustibili;
organizzazione di seminari (almeno uno per ciascun
progetto interregionale) per diffondere la conoscenza degli aspetti ambientali,
economici e sociali del Programma.
Le attività a livello territoriale.
Le attività di tipo dimostrativo sono gestite dalle
amministrazioni regionali e dalle province autonome che predispongono e
presentano al MIPAF specifici programmi; la priorità è assegnata ai programmi
con forti caratteristiche di interregionalità con l'obiettivo di ampliare il
raggio d'azione delle ricadute attese.
Le tematiche che rivestono carattere di priorità
riguardano:
i biocombustibili liquidi derivanti dagli oli
vegetali (biodiesel e derivati);
i biocombustibili liquidi derivanti dalla
fermentazione alcolica di materie prime agricole (etanolo e derivati, ecc.);
i biocombustibili solidi derivanti dalla lavorazione
di materiali lignocellulosici (pellets, briquettes, ecc.);
I piani d'azione da espletare a livello locale
dovranno essere finalizzati ad enfatizzare, nelle linee generali, i seguenti
aspetti:
definizione di eventuali strutture locali e delle
collaborazioni da attivare;
orientamento per un ampio e corretto utilizzo delle
incentivazioni ordinarie previste dalla normativa comunitaria, nazionale e
regionale per lo sviluppo dei biocombustibili;
incremento delle coltivazioni a prevalente
destinazione energetica a carattere sperimentale/dimostrativo, con l'intento di
ottimizzare quanti-qualitativamente le produzioni in funzione delle potenzialità
industriali di trasformazione;
organizzazione della raccolta di biomasse residue o
di scarto da utilizzare come base per la produzione di biocombustibili;
sviluppo della produzione di biocombustibili, ove
opportuno e nel rispetto della normativa vigente, individuando quelli più
confacenti alle specifiche caratteristiche del sistema agro-forestale e delle
richieste dal mercato;
utilizzo dei biocombustibili sia per autotrazione
(essenzialmente veicoli pubblici e comunque di grande dimensione) che per
riscaldamento, in mercati ed aree ben definiti, individuando situazioni nelle
quali sia massimo il beneficio ambientale;
monitoraggio degli effetti sulla qualità nell'aria
indotti dall'uso dei biocombustibili;
sviluppo di una efficiente campagna di
sensibilizzazione dei cittadini.
Gli specifici programmi saranno predisposti e
realizzati dalle regioni competenti d'intesa cono il MIPAF.
Piano finanziario.
La dotazione finanziaria del PROBIO proviene dalla
medesima legge 2 dicembre 1998, che ha assegnato l'importo di lire 5
miliardi/anno a partire dall'annualità 1999.
La ripartizione delle risorse per il triennio
1999-2001 è stata così determinata:
|
(000 di lire) |
1999 |
2000 |
2001 |
|
MIPAF |
500.000 |
500.000 |
500.000 |
|
Regioni |
4.500.000 |
4.500.000 |
4.500.000 |
Una specifica proposta di prosecuzione del PROBIO
verrà elaborata, d'intesa con le regioni e provincie autonome, alla fine del
secondo anno di attività, in modo che, partendo dai risultati raggiunti, sia
possibile indirizzare e dimensionare al meglio gli interventi futuri.
Soggetti attuatori e procedure.
Il MIPAF, le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano sono responsabili della gestione delle attività di rispettiva
competenza.
Il Gruppo di supporto "Bioenergia" del
MIPAF, di cui fa parte un rappresentante designato dalle regioni, assicura il
necessario coordinamento tecnico-scientifico per tutte le azioni a livello
centrale e per quelle d'intesa tra livello centrale e locale.
Le regioni elaborano i programmi dimostrativi,
preferibilmente a livello interregionale, avvalendosi di proprie strutture o,
qualora necessario, del supporto del Gruppo "Bioenergia".
Per la definizione delle attività e della relativa
attribuzione di fondi di competenza 1999 sono state adottate le procedure
previste per i Programmi interregionali, di cui alla legge 5 novembre 1996, n.
578; i criteri e le modalità per il finanziamento
delle azioni a valere sulle successive annualità saranno definiti con apposito
provvedimento d'intesa con le regioni e le province autonome.
Utilizzazione dei fondi 1999.
Sulla base delle azioni definite e dei progetti presentati,
il MIPAF e le regioni e province autonome hanno proceduto d'intesa alla
ripartizione dei fondi 1999, tenendo conto della coerenza generale delle azioni
con il PROBIO, dell'efficacià delle medesime azioni in funzione dell'avvio di
filiere bioenergetiche sul territorio e della compartecipazione di fondi
regionali e di altra provenienza.
Il Programma di attività è strutturato su sei
progetti regionali e su due a valenza interregionale, risultanti dallo stralcio
di altrettante sotto-azioni, di più ampio interesse e ricaduta, avanzate dalle
amministrazioni regionali che fungeranno comunque da capofila dei rispettivi
comitati di gestione costitutiti ex lege n. 578/1996.
L'elenco dei progetti è il seguente:
regione Basilicata: Piano d'azione per il decollo
delle filiere bioenergetiche;
regione Emilia-Romagna: La filiera del biodiesel;
regione Lombardia: Progetto dimostrativo integrato
per la diffusione dell'uso dei biocombustibili;
regione Lombardia: Impianti colturali a rotazione
breve per la fitodepurazione dei reflui civili ed agricoli;
regione Valle d'Aosta: Biogas in montagna;
regione Veneto: Sviluppo della filiera dei
biocombustibili;
programma interregionale: Normativa amica (capofila
regione Lombardia);
programma interregionale: Banca dati biocombustibili
liquidi (capofila regione Veneto).
Il Piano finanziario è riportato nella Tabella 1.
Tabella 1
RIPARTIZIONE DEI FONDI DEL PROBIO PER I
PROGRAMMI REGIONALI ED INTERREGIONALI ANNO 1999
|
(000 di lire) |
PROBIO Legge 423 |
Fondi Regionali |
Altri fondi pubblici |
Privati |
Totale |
|
Programmi Interregionali |
170.000 |
|
|
|
170.000 |
|
Basilicata |
1.130.000 |
850.000 |
280.000 |
1.560.000 |
3.820.000 |
|
Emilia- Romagna |
557.000 |
82.000 |
257.000 |
|
896.000 |
|
Lombardia |
988.000 |
246.000 |
760.000 |
40.000 |
2.034.000 |
|
Valle d'Aosta |
450.000 |
310.200 |
|
|
760.200 |
|
Veneto |
1.205.000 |
245.000 |
|
|
1.450.000 |
|
Totale |
4.500.000 |
1.733.200 |
1.297.000 |
1.600.000 |
9.130.200 |
|
in% |
49,3 |
19,0 |
14,2 |
17,5 |
100,0 |
Il dettaglio dei progetti regionali è riportato nei
successivi allegati da 1 a 6/1.
Al fine di assicurare la più ampia ed efficace
ricaduta sul settore primario e su tutte le componenti delle filiere
bioenergetiche, sia nelle aree considerate che sull'intero territorio
nazionale, si procederà, d'intesa tra il MIPAF e le regioni interessate, ad una
previa e più puntuale definizione delle procedure di esecuzione, gestione,
monitoraggio e valutazione dei progetti tenendo conto dei collegamenti,
esistenti o da valorizzare, tra i progetti stessi e tra questi e il PNERB ed il
PNVBAF.
Nel rispetto delle finalità del PROBIO, oltre a
quanto previsto dai progetti regionali e dai progranni interregionali, tutte le
regioni e province autonome vengono impegnate ad assicurare il più ampio
trasferimento dei risultati, parziali e finali, all'interno del territorio
regionale e verso l'intero territorio nazionale, anche in collaborazione con lo
stesso MIPAF.