DELIBER. (Cipe) 25 maggio 2000.
Approvazione del sesto piano triennale
della pesca marittima e dell'acquacoltura, 2000/2002 - legge n. 41/1982.
(Deliberazione n. 50/2000).
(Gazzetta
Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2000)
È approvato, per i successivi adempimenti di cui
all'art. 1 della legge 17 febbraio 1982, n. 41, il sesto piano triennale della
pesca marittima e dell'acquacoltura 2000-2002.
La ripartizione dei fondi per settore d'intervento e
per soggetto gestore è riportata nella tabella allegata, che costituisce parte
integrante della presente delibera.
La destinazione delle risorse disponibili, in legge
finanziaria ed il cui riparto non viene definito nella proposta di piano, di
importo pari a 6,257 miliardi (3,23 Meuro), verrà stabilita con decreto del
Ministro delle politiche agricole e forestali su proposta del Comitato
nazionale per la conservazione delle risorse biologiche del mare e d'intesa con
la Conferenza Stato-regioni. Di tale riparto integrativo il Ministero informerà
il C.I.P.E. in sede di relazione annuale.
Nell'attuazione del piano il Ministro delle
politiche agricole e forestali avrà cura di verificare la coerenza degli
interventi previsti con la normativa comunitaria per il settore della pesca e
dell'acquacoltura.
Il Ministro delle politiche agricole e forestali
informerà annualmente il C.I.P.E. sullo stato di attuazione del piano e sulle
più significative problematiche emerse nel corso dell'attuazione.
al Ministro delle politiche agricole e forestali che
nell'attuazione del piano e ove necessario, nell'orientamento delle risorse
finanziarie:
sia assicurato un efficace coordinamento fra le
amministrazioni a vario titolo interessate al settore;
siano intensificate le azioni di riduzione delle
forme di pesca a maggiore aggressività ambientale;
siano promosse, nelle zone costiere, in un'ottica di
sostenibilità, anche attraverso progetti pilota, interventi di ripopolamento,
conservazione e ripristino dell' habitat marino;
sia favorito lo sviluppo di attività collaterali a
quelle della pesca, che permettano di integrare e diversificare il reddito
degli operatori del settore, riducendo gli impatti negativi delle azioni di
limitazione dello sforzo di pesca;
sia avviata l'esperienza dei distretti di pesca e consolidati
i consorzi di gestione, come mezzo per assicurare i benefici economici
derivanti da una gestione sostenibile dell'attività di pesca;
sia perseguito il potenziamento del ruolo delle aree
marine protette per la tutela e la valorizzazione della biodiversità e per la
loro funzione di sviluppo ecosostenibile delle economie locali, promovendo,
prioritariamente in tali aree, la riconversione delle attività di pesca e la
gestione integrata ed ambientalmente responsabile delle attività delle marinerie
interessate;
sia garantita la coerenza fra le attività di ricerca
prevista dal piano e gli indirizzi che saranno definiti dal piano nazionale
ricerca attualmente in corso di elaborazione;
sia assicurata in sede di pubblicazione del piano,
da effettuarsi a cura del Ministero delle politiche agricole e forestali, la
modifica del quadro finanziario in conformità a quanto indicato nella tabella
allegata.
(Allegato omesso)