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Il Riconoscimento della Professione di Consulente Ambientale: l’impegno di UN.I.C.A. Unione Italiana Consulenti Ambientali

(di Giulia Ciaramelli)

Categoria: Generalità

L’Unione Italiana Consulenti Ambientali ha come scopo fondamentale quello della qualificazione e del riconoscimento della professione di Consulente Ambientale, e fin dalla sua costituzione ha creduto nella necessità di impegnarsi per raggiungere questo obiettivo.
L’emanazione della Legge 4/2013, “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” ha aperto un nuovo scenario nel complesso panorama dei professionisti “senza albo”, attribuendo amplio risalto alle “Associazioni professionali di natura privatistica fondate su base volontaria”, per garantire sia i professionisti che gli utenti finali.
UN.I.C.A.  si candida per assumere il ruolo attribuito dalla Legge 4/13 alle Associazioni, nella convinzione di poter mettere a frutto il bagaglio di ricerca, analisi, valutazioni, accumulato nel corso di 14 anni di attività, sia a livello nazionale che europeo, evitando facili quanto pericolose improvvisazioni.
La candidatura di UN.I.C.A. nasce dal nostro curriculum, dalla serietà del nostro operato, dalla “severità” nella selezione dei soci, ma soprattutto dal carattere europeo che ha sempre contraddistinto l’Associazione, nella ferma convinzione che solo una visione Europea della professione possa garantire ai consulenti ambientali italiani di distinguersi e qualificarsi in un settore professionale che nell’Europa vede il proprio riferimento.
A tal fine UN.I.C.A. ha attivato un Gruppo di lavoro impegnato a confrontarsi sul tema del Riconoscimento della Professione alla luce della Legge 4 del 2013. Nei giorni 5 aprile e 3 maggio 2013 a Roma presso il CNR di Roma si sono tenute due giornate di lavoro del Gruppo.
L’attività svolta da UN.I.C.A. per la Certificazione del Consulente Ambientale, ed in particolare i risultati raggiunti dal Progetto Europeo Leonardo “Quality Standards of Vocational Training for European Eco Counselling” EcoStandsFor* (realizzato da 18 organizzazioni che si occupano di Ambiente e Formazione in 8 diversi paesi europei) rappresentano il background che l’Associazione intende condividere con quanti si occupano di Ambiente a livello professionale e sentono la necessità di vedere riconosciuta e qualificata la loro professione. L’innovazione di cui UN.I.C.A. vuole farsi portatore è il taglio Europeo della figura del Consulente Ambientale, per arrivare a distinguere un Esperto di Settore da un Consulente Ambientale.
Consulenze ambientali per aziende enti e professionisti
Ricalcando il percorso già compiuto e i risultati raggiunti, ed arricchendoli di nuovi ragionamenti e considerazioni, UN.I.C.A. oggi pone l’accento su due grandi ambiti di discussione:

  • chi è il Consulente Ambientale da Certificare e Qualificare, e quindi i vari profili di identità dei professionisti che operano nel settore
  • i criteri/sistemi di qualificazione.

 

Innanzitutto si devono identificare i diversi “profili di identità” dei professionisti che si occupano di Ambiente. Esistono identità diverse e diversificate in relazione a: ambiti di competenza, livelli di esperienza, estrazione formativa.
UN.I.C.A., quale associazione di riferimento per la categoria professionale, intende rappresentare, quanto più possibile in maniera completa, gli addetti ai lavori nel campo ambientale. Quindi le varie categorie di Socio sono rese più attuali per permettere di accogliere nell’Associazione tutti i professionisti del settore. Sempre richiedendo e garantendo professionalità e competenze, evidentemente diverse per le varie categorie di soci individuate.
Rispetto poi alla identificazione del Consulente Ambientale, è fondamentale chiarire se è sufficiente essere un professionista del settore ambientale, con minore o maggiore competenza, per essere definito un Consulente Ambientale. Cosa distingue cioè, e se è possibile distinguere, il Consulente Ambientale dal professionista che opera in uno specifico settore ambientale.
Può essere considerato Consulente Ambientale ci si occupa di un ristretto ambito di uno dei tanti settori ambientali (es. chi si occupa di MUD, oppure il tecnico fonometrista) oppure il professionista esperto di uno specifico settore ambientale (es. l’ingegnere progettista di impianti di depurazione)?
Occorre individuare, nell’ambito delle svariate professioni che operano nel campo ambientale, le competenze/conoscenze/esperienze che identificano e contraddistinguono un Consulente Ambientale certificabile.
L’esperienza di UN.I.C.A. ed in particolare i risultati del progetto Europeo Leonardo “EcoStandsFor” già citato, e quindi il confronto e la conoscenza di quanto è prassi in molti paesi Europei, hanno permesso di identificare il Consulente Ambientale come un professionista che, disponendo di un bagaglio formativo di tipo tecnico-scientifico oppure tecnico-legale, ha acquisito conoscenze trasversali di base sui diversi temi ambientali (aria, acqua, suolo, rifiuti, rumore, energie ecc), ha sviluppato esperienze lavorative nel campo ambientale in uno o più settori specifici, e aggiunge a questo bagaglio formativo/lavorativo la consapevolezza della centralità dello Sviluppo Sostenibile.
Il Consulente Ambientale, quindi, accanto ed in aggiunta alle competenze ambientali specifiche, scientifiche o legali, accompagna conoscenze/capacità/competenze attuative dei processi di Sviluppo Sostenibile, capacità di comunicazione, di coinvolgimento, di programmazione, di gestione del tema ambientale in un’ottica di sviluppo sostenibile.
Il compito di UN.I.C.A. è quello di definire i criteri per identificare la professione del Consulente Ambientale, e quindi il percorso formativo da seguire per raggiungere queste competenze, percorso facilitato ai soci, e comunque aperto a tutti gli interessati.

Conformemente a quanto richiesto dalla L.4/2013, UN.I.C.A. deve realizzare, attraverso un proprio Istituto di Formazione Ambientale, la formazione di base e specifica, atta a creare la individuata figura del Consulente Ambientale.

Il tema della Formazione è molto sentito dagli addetti del settore perché è quello che permette di aprire le porte della professione ai giovani, garantendone serietà, professionalità, preparazione.

Questo tema è particolarmente caro ad UN.I.C.A.  che ha avuto modo di misurarsi in questo campo e sperimentare in Italia, con successo, esperienze di carattere europeo, (vedi il nostro corso EGRELÌ* finanziato dal MIUR Avviso 4391 “Esperta in Gestione Rifiuti negli Enti Locali nelle Imprese”), trasferendo sul nostro territorio e contestualizzando metodi formativi largamente in uso in Europa finalizzati alla creazione della figura europea dell’Eco Consulente.
In Italia esistono corsi specialistici e di approfondimento di altissimo livello, ma manca un percorso formativo atto a creare la figura del Consulente Ambientale di stampo europeo.
L’impegno di UN.I.C.A. è attivare una formazione poco accademica e molto esperienziale, attuata da Consulenti Ambientali di respiro europeo, che con approccio metodologico di tipo pratico, anche attraverso la realizzazione di Laboratori, trasmettano le proprie esperienze per la soluzione di problemi pratici. Inoltre, sempre prendendo spunto dai risultati raggiunti dal progetto Leonardo “EcoStandsFor” la creazione di un portale per la formazione ambientale sui temi di base è un altro elemento determinante.
 

Piacenza, 13.05.2013

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