Cari web-lettori,

Terra dei fuochi o terra dei cachi? Leggo sui giornali che il Governo nel Consiglio dei Ministri del 3 dicembre ha “partorito” un DL urgentissimo (al momento in cui si scrive comunque non ancora pubblicato in GU!) che stabilisce che bruciare rifiuti è reato. Ma va? E fino ad adesso cos’era? Carbonella per il barbecue? Geyser islando-campani? Metodi alternativi di affumicamento scamorze?
Ovviamente sin dal Decreto Ronchi (cioè da quasi 17 anni) tale comportamento configura un illecito già sanzionato (e penalmente), e ci mancherebbe altro! Ma ciò premesso vorrei fare un altro paio di considerazioni sul “comunicato stampa” (a questo siamo ridotti!) relativo a tale DL (futuro).
La prima riguarda il solito concetto di “urgenza/emergenza”. Nelle aree “terra dei fuochi” la camorra comanda, decide e uccide da decine di anni. Terreni sventrati per ospitare rifiuti speciali di ogni tipo, poi bruciati per disperderne diossine ed altri veleni nell’aria, per poter far spazio ad altri rifiuti e così via. Da decine di anni, sotto gli occhi di tutti. E quando dico tutti, intendo tutti. E sapete cosa mi ha fatto più rabbrividire in questi giorni? L’immagine di un cartello annerito anch’esso nel bel mezzo di quell’inferno che diceva: “no all’inceneritore e alla discarica”! Certo: se lì ci fossero inceneritori e discariche come potrebbero guadagnarci camorristi &C con le discariche abusive? Quel cartello merita una seria riflessione. Molto seria.
Ancora: “È urgente e fondamentale acquisire una fotografia ufficiale della situazione attraverso una mappatura delle aree che individui quelle interessate da fenomeni di inquinamento tali da rendere necessaria la limitazione della coltivazione”. Già! Da quanti decenni popolazione locale (e non) si nutre e commercia prodotti figli di quei veleni? Ci svegliamo oggi? Quante mozzarelle, pummarò e prelibatezze varie hanno e avranno avuto quei concimi “alternativi”? Certo, comunque, meglio tardi che mai.
Soluzioni? “Introdurre sanzioni penali per contrastare chi appicca i roghi tossici, oggi sanzionabili solo con contravvenzioni” e “Le incriminazioni si aggiungono a quelle di cui agli articoli 255 e 256 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, (abbandono di rifiuti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata)”. Dunque, aspettiamo il testo del DL, ma parlare di “roghi tossici” che vuol dire? E perché punire solo chi li “appicca”? Inoltre qualcuno avvisi che le contravvenzioni, sono già “sanzioni penali”. Ed infine: ok abbandono di rifiuti e gestione non autorizzata. Ma perché non la discarica abusiva (256 c. 3)?
Insomma, penso che anche a qualche politico/legislatore ambientale farebbe comodo partecipare alla Scuola di alta formazione in DIRITTO AMBIENTALE (Piacenza, 3-7 marzo 2014), non credete? Ne approfitto per segnalarvi anche l’altra Scuola di alta formazione che abbiamo lanciato in questi giorni: la terza edizione di quella dedicata a MANAGER E RESPONSABILI AMBIENTALI (Firenze, 12-16 maggio 2014). Tutte a numero chiuso!

Alla prossima settimana

Stefano Maglia                                                      

s.maglia@tuttoambiente.it

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