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Discarica abusiva: si può applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto?

Categoria: Rifiuti
Autorità: Cass. Pen., Sez. VII
Data: 13/03/2018
n. 11255

In tema di gestione non autorizzata di rifiuti, di cui all’art. 256 del D.L.vo 152/2006, il reato di discarica abusiva presuppone la reiterazione nel tempo, e quindi la ripetizione, della condotta di abbandono di rifiuti configurandosi, quindi, quale reato abituale. Di conseguenza, per tale reato non sarà applicabile la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all'art. 131-bis cod. pen., esclusa, infatti, per i reati necessariamente abituali e per quelli eventualmente abituali che siano stati realizzati mediante reiterazione della condotta tipica.


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RITENUTO IN FATTO

 

1.Con sentenza emessa in data 4.11.2016, la Corte d'appello di Potenza confermava la sentenza del tribunale di Potenza del 9.03.2015, appellata dal B., che lo aveva riconosciuto colpevole del reato di deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi (art. 256, co. 1 e 3, d. Igs. n. 152 del 2006), realizzando di fatto una discarica abusiva in relazione a fatto accertato in data 1.12.2008, condannandolo alla pena di 4 mesi di arresto ed C 1700,00 di ammenda, disponendo il dissequestro con obbligo di bonifica e ripristino dello stato dei luoghi.

 

2.Ha proposto ricorso per cassazione l'imputato a mezzo del difensore di fiducia iscritto nell'Albo speciale ex art. 613 c.p.p., deducendo un unico motivo, di seguito enunciato nei limiti strettamente necessari per la motivazione ex art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

In particolare si evoca con tale motivo, il vizio di cui all'art. 606, lett. b), cod. proc. pen. in relazione all'art. 131 bis c.p. (si censura la motivazione della sentenza in quanto ha respinto la richiesta di applicazione della speciale causa di non punibilità del fatto di particolare tenuità motivandola sull'asserita abitualità dei reati e delle conseguenze pregiudizievoli per l'ambiente; si tratterebbe di motivazione che non soddisfa l'onere richiesto dalla legge, soprattutto alla luce del fatto che il materiale depositato consisteva in autoveicoli, rifiuti speciale non pericoloso, non essendo stati peraltro causati danni ambientali, attesa la non pericolosità dei rifiuti, con conseguente esclusione dell'abitualità).

 
CONSIDERATO IN DIRITTO

 

3.Il ricorso è inammissibile.

 

4.Ed invero, dall'esame congiunto delle sentenze di primo grado e di appello (che, com'è noto si integrano reciprocamente: Sez. 3, n. 44418 del 16/07/2013 - dep. 04/11/2013, Argentieri, Rv. 257595), risulta palese la manifesta infondatezza del motivo. La Corte territoriale motiva come esposto in sede di illustrazione della censura. Non è motivaizone censurabile in diritto, in quanto, come è noto, la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all'art. 131-bis cod. pen., non può essere applicata ai reati necessariamente abituali ed a quelli eventualmente abituali che siano stati posti in essere mediante reiterazione della condotta tipica (Sez. 7, n. 13379 del 12/01/2017 - dep. 20/03/2017, Boetti, Rv.

269406). Nel caso di specie, è contestato anche il reato di discarica abusiva, che presuppone una reiterazione della condotta di abbandono dei rifiuti nel tempo, ed è reato abituale (Sez. 3, n. 18399 del 16/03/2017 - dep. 11/04/2017, P.M. in proc. Cotto, Rv. 269914).

 

5. Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché, in mancanza di elementi atti ad escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versa-mento della somma, ritenuta adeguata, di Euro 2.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
[omissis]

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