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Trasporto senza formulario: si può parlare di gestione non autorizzata?

Categoria: Rifiuti
Autorità: Cass. Pen. Sez. III
Data: 22/03/2019
n. 12737

In tema di rifiuti, l'art. 256, comma 1 del D.L.vo 152/2006 sanziona chi effettua attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti senza la prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione. La finalità di tale disposizione è quella di sanzionare tutte quelle condotte nell'ambito della gestione dei rifiuti espletate in assenza di autorizzazione, iscrizione o comunicazione e che, dunque, non consentano la tracciabilità dei rifiuti oggetto di movimentazione: di conseguenza, non può trovare applicazione in fattispecie diverse, quale è certamente l'omessa compilazione dei formulari di identificazione dei rifiuti prescritti per il loro trasporto. Infatti, la carenza dei formulari di identificazione dei rifiuti, così come la loro incompleta o inesatta compilazione, è prevista dal successivo art. 258, che relega la condotta illecita, allorché si tratti di rifiuti non pericolosi, al rango di sanzione amministrativa trattandosi di attività che, sebbene non conforme alle prescrizioni di legge, non incide comunque sulla tracciabilità dei rifiuti, a presidio della quale si configura, invece, l'illecito penale.


Leggi la sentenza

Ritenuto in fatto

 

1.Con sentenza in data 29.2.2018 il Tribunale di Firenze ha condannato A. C. alla pena di C 2.6000,00 di ammenda ritenendolo responsabile del reato di cui all'art. 256, 1 comma d. Igs. 152/2006 per non aver, in qualità di legale rappresentante della società I. a r.l., svolgente attività di raccolta e smaltimento di carta e cartone, compilato gli appositi formulari in relazione ad un carico eseguito il 4.12.2014.

 

2.Avverso il suddetto provvedimento l'imputato ha proposto, per il tramite del proprio difensore, ricorso per cassazione, articolando tre motivi di seguito riprodotti nei limiti di cui all'art. 173 disp. att. cod. proc. pen..

 

2.1.Con il primo motivo contesta, in relazione al vizio di violazione di legge, la mancata applicazione della procedura prevista dagli artt. 318 bis - 318 octies D.Lgs. 152/2006 che prevede la possibilità di estinguere i reati contravvenzionali in materia ambientale con l'adempimento, e la conseguente sospensione del procedimento penale in corso, da parte del contravventore alle prescrizioni impartite dalla PG a seguito delle violazioni riscontrate, con il pagamento in caso di esito positivo di una somma pari ad un quarto del massimo dell'ammenda stabilita per la contravvenzione contestata. Deduce che l'imputato rientrava pienamente tra i legittimati a fruire della suddetta procedura, in vigore per i procedimenti successivi alla data del 22.5.2015 essendo stato iscritto nel registro degli indagati per il reato in contestazione solo in data 14.10.2016, ovverosia successivamente all'avvio delle indagini, risalente al 2014, svolte nei confronti degli altri imputati, alla cui posizione è stata riunita la propria, di talché doveva ritenersi essere state illegittimamente limitate le proprie scelte difensive.

 

2.2.Con il secondo motivo deduce, in relazione al vizio di violazione di legge riferito all'art. 256 D.Lgs. 152/2006 e al vizio motivazionale, che l'istruttoria dibattimentale aveva permesso di accertare che per i rifiuti concernenti la carta ed il cartone non necessitavano, stante l'accordo concluso con la Q. s.p.a., ente preposto alla gestione della raccolta differenziata, formulari come emerso anche dalla deposizione del teste dell'accusa R., espressosi in termini ampiamente dubitativi sulla necessità di compilare i formulari nel caso di specie, nonché della teste Z., secondo cui tutti i rifiuti in ingresso presso lo stabilimento della I. venivano regolarmente pesati, annotati e dichiarati nel MUD. Conseguentemente il giudice di merito, che pure aveva assolto il prevenuto dalla concorrente imputazione relativa alla regolare tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti, avrebbe dovuto quanto meno spiegare perché non avesse ritenuto credibile quanto affermato dai testimoni suddetti. La motivazione resa al riguardo sarebbe, secondo la difesa in ogni caso illogica posto che se era vero, come ritenuto con la disposta assoluzione, che tutti i rifiuti fossero stati dichiarati, era altrettanto innegabile che tutti i conferimenti fossero stati tracciati, onde, pur in assenza del dato formale del formulario, lo scopo perseguito dalla normativa ambientale era stato comunque garantito. Inoltre, anche diversamente opinando, la mancata annotazione nei registri di carico e scarico costituiva a norma dell'art. 258 d. Igs. 152/2006 un mero illecito amministrativo.

 

2.3.Con il terzo motivo lamenta, in relazione al vizio di violazione di legge riferito all'art. 131 bis cod. pen. e al vizio motivazionale, la mancata applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto, avuto riguardo alla mancanza di abitualità della condotta e dell'esiguità dell'offesa emergente dalla pena contenuta nel minimo edittale.

 

Considerato in diritto

 

Seguendo l'ordine logico e sistematico derivante dalla struttura dell'impugnazione in sede di legittimità, dev'essere prioritariamente esaminata la questione di cui al secondo motivo afferente alla stessa configurabilità del reato.

 

L'eccepita natura amministrativa dell'illecito consistente nella mancata compilazione dei formulari relativi ad un carico di rifiuti in carta e cartone, entrato presso lo stabilimento della Italmaceri che aveva comunque provveduto alla sua annotazione, qual è quello contestato all'imputato con il capo e) dell'imputazione, risulta fondata.

 

Osserva il Collegio che l'art. 256, comma 1 D.Lgs. n. 152 del 2006, sanziona l'effettuazione di attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti senza la prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione. La sussistenza di detto reato, che pure aveva formato oggetto di contestazione all'interno del medesimo capo di imputazione, sotto il profilo dell'omessa corretta tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti negli anni 2013 e 2014 da parte della società Italmaceri, è stata, però, esclusa nella parte motiva della sentenza impugnata in base al rilievo che nel vi era esatta corrispondenza tra i dati riportati nel MUD (Modello Unico Dichiarazioni) attraverso il quale venivano annualmente comunicate le operazioni effettuate alla Camera di Commercio e quanto annotato nel registro in esame. Ciò detto la norma in esame, la cui ratio è sottesa a sanzionare tutte quelle condotte nell'ambito della gestione dei rifiuti espletate in assenza di autorizzazione, iscrizione o comunicazione e che dunque non consentano la tracciabilità dei rifiuti oggetto di movimentazione, non può trovare applicazione analogica in fattispecie diverse, quale è certamente l'omessa compilazione dei formulari di identificazione dei rifiuti prescritti per il loro trasporto, accertata nella specie dai giudici di merito (Sez. 3, n. 42465 del 20/09/2013 - dep. 16/10/2013, Romeo, Rv. 257756).

 

La carenza dei formulari di identificazione dei rifiuti, così come la loro incompleta o inesatta compilazione è, invece, prevista dal successivo art.258 che relega la condotta illecita, allorché si tratti di rifiuti non pericolosi, al rango di sanzione amministrativa trattandosi di attività che, sebbene non conforme alle prescrizioni di legge, non incide comunque sulla tracciabilità dei rifiuti, a presidio della quale e della conseguente tutela dell'impatto ambientale si configura, invece, l'illecito penale: dispone infatti il 4 comma, sostituito dal D.Lgs. 3 dicembre 2010, n. 205, art. 35, che le imprese di raccolta o trasporto di rifiuti non pericolosi non aderenti al SISTRI (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) che effettuano il trasporto di rifiuti senza il formulario di cui all'art. 193, ovvero indicano nel formulario dati incompleti o inesatti sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria. Peraltro, a completezza del quadro, va tenuto conto che anche quando si tratti di imprese che abbiano aderito all'apposito sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, la mancanza della copia cartacea della scheda SISTRI ed, ove prescritta, della copia del certificato analitico che identifica le caratteristiche dei rifiuti) è punita con la sanzione amministrativa, sia pure di importo più elevato (Sez. 3, n. 29973 del 21/06/2011 - dep. 27/07/2011, Rigotti, Rv. 251019)

 

La sentenza impugnata deve essere, pertanto, annullata senza rinvio perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, restando tutti gli altri motivi assorbiti.

 

[Omissis]

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