Cari web-lettori,

Ammazziamo il GattoSistri?
Mentre il post-varo del relitto del “Costa Codardia” (tipo zombie) sgomita tra Yara e Mogherini nell’occupare al 90% (ora che è finito il mondiale) titoli e pagine tra ingiustificati sorrisi istituzionali, leggiamo un trafiletto in cui si dice che il Governo “apre nel rivedere le norme sul Sistri”, tuttavia ammettendo in buona sostanza che, nonostante le inefficienze, il “bidone” non si può bloccare sennò “l’Amministrazione dovrebbe sostenere gli oneri economici delle spese sostenute per realizzare il sistema”. E’ questo l’unico vero motivo.
Traduzione: ci siamo fatti fregare da truffatori (e politici) ladri e incapaci (da Bisignani in giù e in su) ma non possiamo tornare indietro perché sennò l’Amministrazione (cioè noi!) dobbiamo pure pagare le penali! Ancor prima della galera fare qualche riflessione sulle varie responsabilità dei registi di questa immondizia, no?
In periodo di rottamazione a gogo’, e’ mai possibile che di questo non si possa nemmeno discutere?
Ma qualcosa si muove e non solo da parte della magistratura che giustamente sta pian piano smascherando questa vera e propria associazione per delinquere.
Infatti, non solo il Presidente della Commissione Ambiente alla Camera, Realacci, afferma finalmente “sul Sistri serve voltare pagina” (alleluja!), ma anche il mio vecchio amico Ronchi non solo, con una dignità che pochi possiedono – rifiuta l’ambita poltrona di sub-commissario ILVA a fronte degli insufficienti sforzi per reperire i soldi da chi ha lucrato su salute e ambiente, ma si spinge, attraverso la newsletter della sua ISSI, a veicolare la raccolta di firme lanciata dal sito www.abroghiamoilsistri.it .
Io ho già firmato, e voi?

Alla prossima settimana!

Stefano Maglia

s.maglia@tuttoambiente.it

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