Cari web lettori,

anzi, caro On. Andrea Orlando, neo Ministro dell’ambiente, devo ammettere che sono rimasto un po’ stupito a sentire il Suo nome dalla voce del neo-Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ma si sa, l’arte della mediazione e dell’equilibrio fa parte della politica, e dopo aver sentito in tre giorni consecutivi i nomi di Ermete Realacci (il maggior esponente dell’ambientalismo illuminato, nei cui confronti nutro una stima incondizionata), dell’On. Bernini del PDL (no comment) e addirittura vagheggiare l’ipotesi di eliminazione dello stesso Ministero dopo 27 anni, nonostante tutto dobbiamo certo tirare un sospiro di sollievo per l’elezione di un “giovane turco”.
Mi sono permesso di leggere qualcosa del Suo curriculum, dal quale rilevo che non abbia particolari competenze in questa complessa disciplina, ma questa non è certo una novità.
Mi voglio dunque permettere di rivolgere qualche sommesso consiglio e qualche prece, con spirito collaborativo da parte di chi iniziò a curare il primo Codice dell’ambiente italiano proprio nel 1986, anno dell’istituzione del Ministero che da oggi dirigerà.
Innanzitutto sa cosa spero? Che finalmente possano lavorare a braccetto i ministeri dello sviluppo economico, del lavoro e dell’ambiente per offrire opportunità di lavoro nuove, sostenibili ed ambientalmente compatibili: forza con la green economy! Ma quella vera! Che passa dagli investimenti e dalla ricerca. E’ solo cosi che lo sviluppo economico può ripartire. Guardi i dati USA per esempio!
Poi sono certo che Lei non si farà turlupinare da quelli che cercheranno di farLe credere che con il Sistri si combatte l’ecomafia (la Sua recente partecipazione alla relativa Commissione potrebbe essere di sicura utilità), ma che punti i piedi per far restituire i milioni rubati da una cricca ancora indefinita a migliaia di aziende italiane.
Dunque: restituzione soldi Sistri, partenza effettiva dell’AUA (ad oggi ancora non in Gazzetta), più risorse e più personale per la vigilanza e i controlli, risposte certe e puntuali della PA con risarcimenti danni immediati in caso di inadempienze, mettersi subito alla pari con la UE su tutte le normative ambientali, riformare il TUA facendosi aiutare da persone competenti e disinteressate, che hanno a cuore e conoscono il sistema ambiente. Spinga poi per la riforma dell’art. 9 della Costituzione sostituendo la parola “ambiente” a “paesaggio”, per l’educazione ambientale nelle scuole, per la valorizzazione del made in Italy di qualità ed ecocompatibile; si facciano una buona volta  tutti i DM attuativi ancora nel freezer (subito terre e rocce nei piccoli cantieri!), si crei un sistema sanzionatorio efficace e potente nei confronti dei veri crimini contro l’ambiente e le sue risorse (puntando specialmente sul ripristino), e non per quisquilie formali; si facciano le cose che servono, senza tabù, ma con rigore scientifico, e specialmente si ascolti.
Si ascolti il grido delle risorse e dei nostri beni ambientali morenti, delle “vere” associazioni ambientaliste, delle imprese che soffocano di scartoffie e burocrazia, di chi vuole lavoro pulito e sicuro. Di chi vuole un futuro con un futuro.
Buon lavoro Ministro.

Alla prossima settimana

Stefano Maglia
s.maglia@tuttoambiente.it

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