Cari web lettori,

sono reduce dalla bellissima esperienza e del grande successo della Scuola di Alta formazione per Manager e Responsabili ambientali che si è svolta la scorsa settimana a Roma (la prossima edizione si svolgerà a Milano a novembre: attenzione! Posti limitati!), in cui si è studiato, discusso, approfondito di economia, diritto, internazionalità, finanziamenti, risorse  e sviluppo ambientale, sotto la guida di alcuni fra i più autorevoli esperti del settore (Frey, Andretta, Cirelli, Zortea, Fabri ed il sottoscritto). Bello, davvero, grazie anche ad una interazione speciale tra i corsisti che hanno rilasciato giudizi davvero entusiastici a questa iniziativa che non ha pari in Italia.
Nell’intervento di Massimo Zortea, in particolare, mi ha molto colpito un’espressione – “cuccioli di leone” – che descrive perfettamente l’approccio che in particolare i giovani dovrebbero avere nei confronti delle “prospettive” ambientali, senza rimanere passivi, ma guardando e puntando attivamente e con coraggio alle opportunità e possibilità e non solo agli obblighi e ai problemi.
A proposito di giovani leoni e vecchi marpioni, mi sto divertendo un sacco (veramente il verbo più adatto sarebbe un altro) a vedere intervistato e riverito con tutti gli onori (non si sa mai!) il mitico capo della P4 Luigi Bisignani, un “signore” dei salotti e degli intrallazzi già temuto e tenuto in elevatissima considerazione dal “mondo che conta” (su quel che “conta” ognuno faccia le sue riflessioni) sin dai tempi di “Tangentopoli” (per capirci era colui che “portava” le tangenti tra Gardini-Ior-e politici vari). In questi giorni sta destando scalpore un suo recentissimo libro che racconta alcune delle sue funamboliche imprese. Ci ho dato un’occhiata in libreria (vi confesso che acquistarlo mi sembrava davvero troppo!) e mi sono immolato ad ascoltarlo in un sobrio talk show in cui faceva sfoggio di una invidiabile cultura del turpiloquio quel gentiluomo di Giuliano Ferrara.
Ebbene, in nessuna pagina, in nessuna domanda è comparsa un’altra delle sue mirabolanti imprese, che noi – purtroppo – conosciamo assai bene: il SISTRI. Non ci credete?
Rileggetevi questo articolo di Giovanni Bianconi sul Corriere del 21 giugno 2011 oppure questa agenzia di un paio di giorni dopo (due anni fa esatti) e meditate, gente, meditate!
Pertanto, cari cuccioli di leone puntate alto! Ma attenti al lupo!

Alla prossima settimana

Stefano Maglia
s.maglia@tuttoambiente.it

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