Cari web-lettori,

ne è passata (e ne sta passando) di acqua sotto i ponti! L’Italia in ginocchio, si legge. Già, e per colpa della pioggia, dicono. Ci fosse stata meno (in ginocchio) e si fosse messa in piedi con dignità e rigore non sarebbe sicuramente conciata così.
Pensate: l’anno scorso ha compiuto 90 anni il Regio (!) Decreto n. 3267 sul vincolo idrogeologico, ad oggi ancora perfettamente vigente, il quale rappresenta sostanzialmente la prima (unica?) normativa italiana in materia di prevenzione dai disastri, appunto, idrogeologici.
Ricordo poi nel 1989 quando fui invitato dal WWF Italia al bellissimo Casale della Giannella in Toscana a discutere con entusiasmo della neonata legge (la 183) sulla difesa del suolo con Fulco Pratesi ed altri relatori (ben più competenti di me), entusiasmo ben presto ridotto a frustrazione per l’incapacità e la cattiva volontà mostrata in seguito dal nostro legislatore di mettere in pratica i sacrosanti principi di difesa del territorio. Poi anche la L. 183 è stata abrogata, risucchiata anch’essa in quell’ammucchiata normativa chiamata Testo Unico Ambientale o Codice dell’ambiente.
A proposito vi segnalo la neo pubblicata 24° edizione del mio
Codice dell’Ambiente (2014), iniziato nel lontano 1986! Il primo, vero, Codice dell’ambiente! Fatemelo dire con una punta di orgoglio!
Dunque piove, tanto, troppo. E ci sono disastri, tanti, troppi. Esondano fiumi, franano monti e colline, deragliano treni, crollano case e monumenti, agricoltura in ginocchio. E mai nessuno che risponda “normativamente”, “scientificamente” e “politicamente” davvero agli unici due quesiti che una persona normale si pone: 1) Perché); 2) Che fare?
Perché troppo caldo, troppa acqua, troppe malattie? Perché conseguenze sempre più tragiche? Insomma: perché queste CAUSE? Perché questi EFFETTI?
Il prossimo imbecille che parla di “calamità naturali” sarà solo l’ennesimo ignorante (se va bene) oppure l’ennesimo complice di queste tragedie annunciate!
Cambiamenti climatici? Cementificazione esasperata? Inquinamento da gas serra? Colpevole ignavia di una generazione cieca ed egoista? Ma va! I soliti catastrofisti!
Attenzione. E’ davvero passata troppa acqua sotto i ponti della pazienza. Cosa deve accadere ancora? Difendiamo il futuro dei nostri figli.
Apriamo gli occhi, non gli ombrelli.
E pronti all’esondazione.

Alla prossima settimana

Stefano Maglia                                                      

s.maglia@tuttoambiente.it

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