Cari web-lettori,

the times they are a changing (cantava il vecchio Bob)?
Questo week end ha avuto inizio con grande successo a Milano il MASTER ESPERTO AMBIENTALE organizzato da TuttoAmbiente (edizione che si ripeterà a ROMA dal 4 aprile al 7 giugno: attenzione, posti limitati!). In quella sede venerdì scorso ho svolto la prima lezione, nella quale mi sono soffermato per un attimo coi corsisti sulla L. 349 del 1986 forse la vera pietra miliare della nostra moderna legislazione ambientale, a tal punto che prendendo spunto da essa nacque quell’anno l’idea di realizzare il primo Codice dell’ambiente italiano. Pensate: in pochi articoli troviamo l’istituzione del Ministero dell’ambiente, la base della V.I.A., l’inquadramento dell’ambiente come bene giuridico autonomo e (artt. 13, 18) persino le prime norme (tra le più evolute al mondo) sul danno ambientale.
Ebbene, per capire quanto siano cambiati i tempi da allora, e solo per rimanere sul danno ambientale, basta scorrere l’elenco delle “associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale” riconosciute dal ministero dell’ambiente.
E’ vero che dopo la riforma del danno ambientale (si veda ora la sesta parte del TUA) i poteri delle medesime siano assai più limitate, ma passare da WWF, Legambiente, Greenpeace, Associazione ambiente&lavoro (tanto per citarne alcune) a quelle attualmente e recentemente riconosciute dal Ministero fa assai riflettere (e persino, in certi casi, sorridere amaramente). Qualche esempio? Solo per rimanere nella “A”: Accademia Kronos di Viterbo, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, Anni Verdi, Associazione Nazionale Istruttori Subaquei, Associazione Codiciambiente (l’ultima arrivata, pochi giorni fa), Associazione Nazionale Rangers d’Italia (direttamente da Yellowstone?) e per finire c’è anche (mai sigla più appropriata) URCA (!): Associazione Nazionale Cacciatori dell’Appennino…
Mala tempora currunt…

Alla prossima settimana

Stefano Maglia                                                      

s.maglia@tuttoambiente.it

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