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Il rovescio del diritto (ambientale)

 Dopo trent’anni di attività nel settore del diritto ambientale, continuo, sempre ed ancora, a stupirmi di come ci sia tanta superficialità e poca conoscenza (ignoranza?) in questo settore.

Del resto, basti pensare che è una disciplina che, ancora oggi, non costituisce nemmeno un esame obbligatorio nelle facoltà di giurisprudenza, per cui chiunque può diventare avvocato o – addirittura – magistrato, conoscendo magari perfettamente l’esegesi delle fonti del diritto romano, ma senza sapere nulla di gestione dei rifiuti o di responsabilità ambientali.

Non solo. L’ignoranza in tale materia è ancor più palese in campo tecnico e giornalistico, in cui alla grande si parla ancora di rifiuti “tossico-nocivi” (da vent’anni “pericolosi”), di gestione illecita di rifiuti (quando nella maggior parte dei casi si tratta di “attività organizzate” in tale gestione) o si confonde la “T” di BAT tra tecniche e tecnologie.

Per non parlare della “231 Ambiente”, argomento sciaguratamente semisconosciuto e sottostimato da molti. (a Milano, il 17 dicembre ci sarà la nuova edizione del relativo corso di formazione).

Volete un consiglio? Il 15 dicembre, a Milano, inizia la prossima edizione del Master DIRITTO AMBIENTALE: dateci un’occhiata.

Da ultimo vi segnalo ancora che TuttoAmbiente sarà presente ad ECOMONDO a Rimini anche quest’anno, non solo allo Stand 035 Pad B4, ma anche il 6 novembre dalle 10 al Workshop a partecipazione libera e gratuita organizzato in collaborazione con ASSIEA su “Le professioni e le responsabilità nella Circular economy“. In quell’ambito verrà poi presentato in anteprima nazionale uno straordinario prodotto formativo! Quale? Veniteci a trovare!

Alla prossima settimana!

Stefano Maglia

s.maglia@tuttoambiente.it

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