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Rifiuti o sottoprodotti? Occhio alle scorciatoie!

L’istituto del sottoprodotto è senza ombra di dubbio, e contemporaneamente, lo strumento più potente ma anche il più complesso e “rischioso” della circular economy, e ve lo dice uno che lo studia e lo ha analizzato e fatto applicare con successo in numerose aziende italiane (oltre 60!) da più di 15 anni.

Pertanto mi stupisce sempre come ci si riesca ancora a far “turlupinare” da sedicenti “maghi” del sottoprodotto, i quali con stupefacente faccia tosta si inventano addirittura la “guida definitiva” oppure un software che come per miracolo crea il sottoprodotto semplicemente con un click, magari accecati da siti stile Las Vegas che promettono mirabilie a prezzi stracciati. Occhio!

Fate attenzione!!! Le scorciatorie in questo campo portano diritti diritti nel baratro delle sanzioni penali (reato+231) se non si fanno le cose per bene, con competenza ed esperienza. Date un’occhiata alla numerosissima giurisprudenza sul tema!

Alcune cosucce da tener conto: il sottoprodotto va analizzato “caso per caso”; non può essere “eventuale”; non necessita di autorizzazione ma – di fatto – di un approfondito dossier “probatorio”; utilizzare un intermediario con detenzione è una scorciatoia per un bel penale; ecc…

Per saperne di più vi do ben tre consigli:

Il sottoprodotto è una roba seria. Per consulenti esperti ed aziende serie e consapevoli. Grandissima opportunità ed altrettanto grandissimi rischi. Da non dimenticare…

Alla prossima settimana!

Stefano Maglia

s.maglia@tuttoambiente.it

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