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La verità mi fa male lo so?

“Nel nuovo articolo 6 paragrafo 4 della nuova direttiva UE 2018/851, è espressamente stabilita la possibilità, per le autorità competenti, di rilasciare autorizzazioni End of Waste caso per caso”. Autore? Ministero dell’ambiente, nota Prot. 0014430 del 10 settembre 2018! Ma guarda un po’! E poi cosa sarà successo nei successivi 7 mesi? Vuoto di memoria? Mah!

Non avete idea quanto mi spiaccia tornare ancora su questi argomenti, ma purtroppo mentre ci si riempie la bocca di Circular economy si fa di tutto per non applicarla. Per fortuna ora sono state pubblicate le due sentenze della Corte di Giust. UE che dovrebbero metter la parola fine su EoW e voci a specchio. Speriamo. Ma ho i miei dubbi, come ho scritto la scorsa settimana. Dubbi fondati, visto che noto già qualche commento che parla addirittura di “verità”! Verità? Diciamola tutta allora!

  • – Rapporto Istituto Sup. Sanità 2010: “per quanto riguarda i rifiuti individuati con voci speculari, andranno ricercate unicamente quelle che ragionevolmente possono essere contenute in funzione della conoscenza del ciclo produttivo e/o di consumo che ha generato il rifiuto”;
  • – Requisitoria del 3 luglio 2017 del Sostituto Procuratore Generale: “Non sembra, invero, persuasiva, la tesi secondo cui, ai fini della classificazione di un rifiuto come pericoloso mediante riferimento a sostanze pericolose, è in ogni caso necessaria una analisi quantitativamente esaustiva del rifiuto”;
  • – Comunicazione UE 9 aprile 2018: Le sostanze da ricercare sono quelle “che potrebbero essere ragionevolmente presenti nei rifiuti” (conf. ISPRA, “Approccio metodologico”, luglio 2018);
  • – Cass. Pen, sez IV, n. 6548/2018: “non è necessaria la indiscriminata ricerca di tutte le sostanze che il rifiuto potrebbe astrattamente contenere, ma unicamente di quelle che, con più elevato livello di probabilità, possono essere presenti nel rifiuto”;
  • – Corte Giust UE 28 marzo 2019: “Il detentore di un rifiuto, pur non essendo obbligato a verificare l’assenza di qualsiasi sostanza pericolosa nel rifiuto in esame, ha tuttavia l’obbligo di ricercare quelle che possano ragionevolmente trovarvisi”.

Io diffido terribilmente dagli oracoli della verità parziale. E voi?

Per saperne davvero di più argomento, vi segnalo non solo un articolo ed un video di Paolo Pipere, ma i prossimi corsi di formazione su Rifiuti: novità e criticità e Classificazione rifiuti (a Bari, Milano, Padova).

A proposito di formazione, sono già aperte le iscrizioni anche ai Master del secondo semestre:

Alla prossima settimana!

Stefano Maglia

s.maglia@tuttoambiente.it

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