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D.L.vo 5 dicembre 2019, n. 163

Disciplina sanzionatoria F-GAS: pubblicato il decreto legislativo n.163/2019

Gazzetta ufficiale: Serie Generale n.1 del 02 gennaio 2020

Dal 17 gennaio 2020 sarà in vigore il DLvo 5 dicembre 2019, n. 163, recante“ Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui al regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra e che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006”, con conseguente abrogazione del DLvo 5 marzo 2013, n. 26.

Tra le sanzioni previste si segnala in particolare quella di cui all’art. 3, c. 2, per cui “l’operatore che rilascia in modo accidentale gas fluorurati a effetto serra e che, in caso di rilevamento di perdite di gas fluorurati a effetto serra, non effettua la relativa riparazione, senza indebito ritardo e comunque non oltre 5 giorni dall’accertamento della perdita stessa, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 25.000,00 euro”.

 

 

 

 

Leggi testo completo legge

Art. 1  

Ambito di applicazione

  1. Il presente decreto reca la disciplina sanzionatoria per la violazione degli obblighi, di cui al regolamento (UE) n. 517/2014, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, sui gas fluorurati a effetto serra e che abroga il regolamento (CE)  n. 842/2006, di seguito denominato «regolamento (UE) n. 517/2014», e dei relativi regolamenti di esecuzione della Commissione europea, attuati con decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018, n. 146.
  2. Nei casi in cui nel presente decreto sono previste sanzioni amministrative resta ferma  l’applicazione  delle  sanzioni  penali quando il fatto costituisce reato.

 

Art. 2    Definizioni

  1. Ai fini del presente decreto, si applicano le definizioni di cui all’articolo 2 del regolamento (UE) n. 517/2014 e all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica, n. 146 del 2018.

 

Art. 3   

Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 3 del  regolamento  (UE) n. 517/2014 in materia di prevenzione delle emissioni  di  gas  fluorurati a effetto serra       

  1. Chiunque rilascia in  modo  intenzionale  nell’atmosfera  gas  fluorurati  a  effetto  serra  se  il  rilascio  non  è   necessaria  conseguenza tecnica dell’uso consentito, e’ punito  con  la  sanzione  amministrativa pecuniaria da 20.000,00 euro a 100.000,00 euro.
  2. L’operatore che rilascia in modo accidentale gas  fluorurati  a  effetto serra e che,  in  caso  di  rilevamento  di  perdite  di  gas  fluorurati a effetto serra, non  effettua  la  relativa  riparazione,  senza   indebito   ritardo   e   comunque    non    oltre 5    giorni  dall’accertamento della perdita stessa, è  punito  con  la  sanzione  amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 25.000,00 euro.
  3. L’operatore che,  entro  un  mese  dall’avvenuta   riparazione  dell’apparecchiatura soggetta  ai  controlli  delle  perdite  di  cui  all’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE)  n.  517/2014,  non  effettua, avvalendosi di persone fisiche in possesso del  certificato  di cui all’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica, n.  146 del 2018, ovvero di cui all’articolo 13 dello stesso decreto,  la  verifica dell’efficacia della riparazione eseguita è punito  con  la  sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 15.000,00 euro.

 

Art. 4

Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 4  del  regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di controllo delle perdite

  1. L’operatore che non ottempera agli obblighi di controllo delle perdite secondo le scadenze e le modalità di cui all’articolo 4 del regolamento (UE) n. 517/2014, è punito   con   la   sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 15.000,00 euro.

 

Art. 5

Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 5 del  regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di sistemi di rilevamento delle perdite

  1. L’operatore  delle  apparecchiature  elencate  all’articolo  4,   paragrafo 2, lettere da a) a d) del regolamento (UE)  n.  517/2014  e   contenenti gas  fluorurati  a  effetto  serra  in  quantità  pari  o   superiori a 500 tonnellate di CO2  equivalente  che  non  doti  dette   apparecchiature di un sistema di rilevamento delle perdite  in  grado   di segnalare allo stesso operatore o ad  un’impresa  di  manutenzione   eventuali  perdite,  e’  punito  con   la   sanzione   amministrativa   pecuniaria da 10.000,00 euro a 100.000,00 euro.
  2. L’operatore delle  apparecchiature  elencate  all’articolo  4,   paragrafo 2, lettere f) e g)  del  regolamento  (UE)  n.  517/2014  e  contenenti gas  fluorurati  a  effetto  serra  in  quantità  pari  o   superiori a 500 tonnellate di CO2 equivalente, installate a decorrere   dal 1° gennaio 2017, che non doti dette apparecchiature di un sistema   di rilevamento delle  perdite  in  grado  di  segnalare  allo  stesso   operatore o ad  un’impresa  di  manutenzione  eventuali  perdite,  è   punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro  a   100.000,00 euro.
  3. L’operatore delle  apparecchiature  elencate  all’articolo  4,   paragrafo 2, lettere da a) a d) del regolamento (UE)  n.  517/2014  e   lettera g) e contenenti gas fluorurati a effetto serra  in  quantità   pari o superiori a 500 tonnellate di CO2  equivalente  dotate  di  un   sistema di rilevamento delle  perdite  in  grado  di  segnalare  allo   stesso operatore o ad un’impresa di manutenzione  eventuali  perdite,   che non effettua il controllo di detti sistemi almeno una volta  ogni   dodici mesi, è punito con la sanzione amministrativa  pecuniaria  da   10.000,00 euro a 100.000,00 euro.
  4. L’operatore delle  apparecchiature  elencate  all’articolo  4,   paragrafo 2, lettera f) del regolamento (UE) n. 517/2014 e contenenti  gas fluorurati a effetto serra in quantità pari o  superiori  a  500   tonnellate di CO2 equivalente, installate a decorrere dal 1°  gennaio   2017, dotate di un sistema di rilevamento delle perdite in  grado  di   segnalare allo stesso  operatore  o  ad  un’impresa  di  manutenzione   eventuali perdite, che non effettua il  controllo  di  detti  sistemi   almeno  una  volta  ogni  sei  anni,  è  punito  con   la   sanzione   amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro a 100.000,00 euro.

 

Art. 6

Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 6  del  regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di tenuta dei registri conservati nella Banca Dati di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  n. 146/2018

  1. Le imprese certificate di cui all’articolo 8  del  decreto  del  Presidente della Repubblica n. 146 del 2018,  ovvero  quelle  di  cui    all’articolo 13 dello stesso decreto, o,  nel  caso  di  imprese  non    soggette  all’obbligo   di   certificazione,   le   persone   fisiche    certificate di cui all’articolo 7 dello stesso decreto, ovvero quelle    di cui all’articolo 13 dello  stesso  decreto,  che  non  inseriscono    nella Banca Dati di cui all’articolo 16 del  decreto  del  Presidente    della Repubblica n. 146 del 2018 le informazioni di cui  all’articolo    16 commi 4, 5 e 7 del medesimo decreto,  entro  trenta  giorni  dalla    data dell’intervento, sono  punite  con  la  sanzione  amministrativa    pecuniaria da 1.000,00 euro a 15.000,00 euro.

 

Art. 7

Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 8 del  regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di recupero di gas fluorurati a effetto serra

  1. L’operatore di  apparecchiature  fisse  di  refrigerazione,  di     condizionamento d’aria fisso, di pompe di calore fisse, di unità  di     refrigerazione   di   autocarri   e    rimorchi    frigorifero,    di     apparecchiature fisse contenenti solventi a base di gas fluorurati  a     effetto serra, di apparecchiature fisse di protezione  antincendio  e     di commutatori elettrici fissi, che si avvale di persone fisiche  non     in possesso del certificato di cui all’articolo  7  del  decreto  del     Presidente della Repubblica,  n.  146 del  2018,  ovvero,  nei  casi     applicabili, di quello di cui all’articolo 13 dello  stesso  decreto,    nell’attività  di  recupero  di  gas   fluorurati   dalle   predette     apparecchiature, durante la loro riparazione e manutenzione, al  fine     di assicurarne il riciclaggio, la rigenerazione o la distruzione,  è  punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro  a     100.000,00 euro.
  2. L’impresa che utilizza un contenitore di cui all’articolo  8, paragrafo 2, del  Regolamento  (UE)  n.  517/2014, che  prima  dello smaltimento del contenitore non provvede affinché i  gas  fluorurati     ivi  contenuti  siano  recuperati,  al   fine   di   assicurarne   il     riciclaggio, la rigenerazione o  la  distruzione, è  punito  con  la     sanzione amministrativa pecuniaria  da  7.000,00  euro  a  100.000,00     euro.
  3. Le imprese che svolgono attività di recupero dei gas fluorurati dagli impianti di condizionamento d’aria dei veicoli  a  motore  che     rientrano nel campo di applicazione della  direttiva  2006/40/CE  del     Parlamento europeo e del Consiglio del 17 maggio 2006, con esclusione     dell’attività di ricarica che non comporta preventivo  o  successivo     recupero dei gas fluorurati dagli  impianti  stessi,  avvalendosi  di personale non in possesso dell’attestato di cui all’articolo 9, comma 1, del decreto del Presidente  della  Repubblica  n.  146 del  2018,  ovvero di quello di cui all’articolo 13 dello  stesso  decreto,  sono     punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000,00  euro  a     100.000,00 euro.
  4. Sono fatte  salve  le  sanzioni  previste  per   il   corretto     smaltimento di prodotti ed apparecchiature  come  disciplinato  dalla     normativa in materia di rifiuti  di  cui  al  decreto  legislativo  3     aprile 2006, n. 152.

 

Art. 8

Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 10 del regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di certificazione

  1. Le persone fisiche che svolgono le attività di cui all’articolo 10, paragrafi 1, lettere a), b), c) e 2,  del  regolamento  (UE)  n. 517/2014, senza essere in  possesso  del  pertinente  certificato  o  attestato di cui agli articoli 7 e 9 del decreto del Presidente della  Repubblica n. 146 del 2018, ovvero di quello di cui  all’articolo  13  dello stesso decreto, sono  punite  con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria da 10.000,00 euro a 100.000,00 euro.
  2. Le imprese che svolgono le attività di cui  all’articolo  10, paragrafo 6, del  regolamento  (UE)  n.  517/2014,  senza  essere  in  possesso del pertinente certificato rilasciato ai sensi dell’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, ovvero  di quello di cui all’articolo 13 dello stesso  decreto,  sono  punite con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  10.000,00  euro  a  100.000,00 euro.
  3. L’impresa che affida le attività di installazione, riparazione, manutenzione, assistenza o smantellamento di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria fisse, pompe di calore fisse e apparecchiature di protezione antincendio, ad un’impresa che non  è   in  possesso  del  pertinente   certificato   rilasciato ai sensi dell’articolo 8 del decreto del Presidente della  Repubblica  n.  146 del 2018, ovvero di quello di  cui  all’articolo  13  dello  stesso decreto, è punita  con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria  da  10.000,00 euro a 100.000,00 euro.
  4. Gli organismi di certificazione  di  cui  all’articolo  5  del  decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, nonché’  gli organismi  di  valutazione  della   conformità   di   organismi  di  attestazione  di  formazione  di  cui  all’articolo  6  dello  stesso      decreto, che non  trasmettono  al  Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela del territorio e del mare, entro il 31 marzo di ogni anno,  la relazione  sulle  attività  da  loro  svolte  nel  corso   dell’anno  precedente, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria  da  1.000,00 euro a 5.000,00 euro.
  5. Gli organismi di certificazione di cui all’articolo 5  del  decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, che  non  si      iscrivono  al  registro  di  cui  all’articolo  15  del  decreto  del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, entro il  termine  di 10      giorni dalla data di ricevimento  della  designazione  degli  stessi, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00  euro  a 1.000,00 euro.
  6. Gli organismi di attestazione di formazione di cui all’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018,  che  non trasmettono all’organismo di valutazione della conformità che li ha certificati i nominativi delle persone fisiche che hanno  ottenuto  l’attestato, entro il termine di 10 giorni  dalla  data  di  rilascio  dello stesso, sono puniti con la sanzione  amministrativa  pecuniaria      da 150,00 euro a 1.000,00 euro.
  7. Il mancato rispetto dei termini di cui all’articolo 5, comma 4, e  dall’articolo  6,  comma  4,  del  decreto  del  Presidente  della   Repubblica  n.  146 del 2018,  da  parte  degli  Organismi  di certificazione designati  e  degli  Organismi  di  valutazione  della      conformità di organismi di attestazione è punito  con  la  sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00 euro a 1.000,00 euro.
  8. I soggetti obbligati di cui agli articoli 6, 7, 8, 9 e 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146  del  2018,  che  non  effettuano l’iscrizione  al  Registro  telematico  nazionale  di  cui all’articolo 15 dello stesso decreto, sono  puniti  con  la  sanzione  amministrativa pecuniaria da 150,00 euro a 1.000,00 euro.

 

Art. 9

 Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 11 del regolamento (UE) n.  517/2014 in materia di restrizioni all’immissione in commercio

  1. Chiunque immette in commercio i prodotti e  le  apparecchiature  elencati all’allegato III del regolamento (UE) n. 517/2014  con  data  di fabbricazione successiva a quella indicata nel medesimo  allegato,       e’ punito con l’arresto da tre mesi a nove mesi o  con  l’ammenda  da  50.000,00 euro a 150.000,00 euro.
  2. La sanzione di cui al comma 1, non si applica all’immissione in commercio di materiale militare e ai prodotti di cui all’articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 517/2014.
  3. Le imprese che forniscono gas fluorurati  a  effetto  serra  a  persone fisiche o imprese che non sono  in  possesso  del  pertinente  certificato o attestato rilasciato ai sensi degli articoli 7, 8, 9  e 13 del decreto del Presidente della Repubblica, n. 146 del 2018,  per  le attività di cui all’articolo 11,  paragrafo  4,  del  regolamento  (UE)  n.  517/2014,  indipendentemente  dalle  modalità  di  vendita  utilizzata, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria  da 1.000,00 euro a 50.000,00 euro.
  4. Le persone fisiche o imprese che acquistano  gas  fluorurati  a   effetto serra per le attività di cui all’articolo 11,  paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 517/2014, indipendentemente  dalle  modalità  di vendita  utilizzata,  senza  essere  in  possesso  del  pertinente       certificato o attestato rilasciato ai sensi degli articoli 7, 8, 9  e   13 del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018,  sono   punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00  euro  a 50.000,00 euro.
  5. Le imprese che forniscono  apparecchiature  non  ermeticamente sigillate contenenti gas fluorurati a effetto serra agli utilizzatori  finali, indipendentemente  dalle  modalità  di  vendita  utilizzata, senza acquisire la dichiarazione dell’acquirente di cui  all’articolo       16, comma 3, lettera d), del decreto del Presidente della  Repubblica n.  146  del  2018,  sono  punite  con  la  sanzione   amministrativa  pecuniaria da 1.000,00 euro a 50.000,00 euro.
  6. Le imprese che forniscono gas fluorurati a effetto serra per le attività di cui all’articolo 11, paragrafo 4, del  regolamento  (UE)       n. 517/2014, indipendentemente dalle modalità di vendita utilizzata,       che non inseriscono nella Banca Dati  di  cui  all’articolo  16,  del       decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.  146  del   2018   le informazioni ivi previste al comma 2, sono  punite  con  la  sanzione  amministrativa pecuniaria da 500,00 euro a 5.000,00 euro.
  7. Le imprese che forniscono  apparecchiature  non  ermeticamente sigillate contenenti gas fluorurati a effetto serra agli utilizzatori finali, indipendentemente dalle modalità di vendita utilizzata,  che non inseriscono nella Banca Dati di cui all’articolo 16, del  decreto       del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018, le informazioni  ivi       previste al comma 3,  sono  punite  con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria da 500,00 euro a 5.000,00 euro.

 

Art. 10               

Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 12 del  regolamento  (UE) n. 517/2014 in materia di  etichettatura  e  informazioni  sui         prodotti e sulle apparecchiature                 

  1. Chiunque immette in commercio i prodotti e le apparecchiature di cui all’articolo 12, paragrafi 1, 2 e  5  del  regolamento  (UE)  n. 517/2014,  nonché  i  gas  fluorurati  a  effetto   serra   di   cui  all’articolo 12, paragrafi da 6 a  12,  non  etichettati  secondo  le prescrizioni e le modalità del medesimo articolo, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 50.000,00 euro.
  2. La medesima sanzione si applica nel caso in cui l’etichetta non sia conforme al formato di cui al  regolamento  di  esecuzione  (UE)  2015/2068 e  a  quanto  previsto  all’articolo  19  del  decreto  del  Presidente della Repubblica, n. 146 del 2018.

 

Art. 11

 Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 13 del  regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di controllo dell’uso

  1. Chiunque utilizza esafluoruro di zolfo per le attività di cui all’articolo 13, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE)  n.  517/2014, è punito con l’arresto da tre mesi a nove mesi o  con  l’ammenda  da  50.000,00 euro a 150.000,00 euro.
  2. Chiunque viola il divieto di cui all’articolo 13, paragraf 3, del regolamento  (UE)  n.  517/2014, è  punito  con  la sanzione  amministrativa pecuniaria da 10.000,00 euro a 100.000,00 euro.

 

Art. 12

 Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 14 del  regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di precarica delle apparecchiature  con idrofluorocarburi

  1. Chiunque immette in commercio apparecchiature di refrigerazione edi condizionamento  d’aria  e  pompe di  calore  caricate con  idrofluorocarburi, senza essere in possesso delle  autorizzazioni  di cui all’articolo 18, paragrafo 2, del regolamento, e’ punito  con  la  sanzione amministrativa pecuniaria da  50.000,00  euro a 150.000,00  euro.
  2. Chiunque immette in commercio apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d’aria e  pompe di calore caricate  con  idrofluorocarburi, senza presentare la dichiarazione  di  conformità redatta secondo le modalità di  cui  al  regolamento  di  esecuzione  (UE) 2016/879, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da  5.000,00 euro a 50.000,00 euro.

 

Art. 13

 Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 15, 16  e  18  del regolamento  (UE)  n.  517/2014 in  materia  di  riduzione   della quantità   di  idrofluorocarburi   immessa   in   commercio,   di  assegnazione  delle  quote,  di  trasferimento  delle  quote  e  di  autorizzazioni all’utilizzo delle quote     

  1. I produttori  e  gli  importatori,  ovvero  il  rappresentante   esclusivo  che  ha  ricevuto  il  mandato  da  un  produttore  o   un   importatore,  che   immettono   in   commercio   una   quantità di  idrofluorocarburi, anche contenuti  in  poliolo  premiscelato,  senza       aver  ottenuto  l’assegnazione  della  rispettiva  quota   ai   sensi dell’articolo 16, del regolamento (UE) n. 517/2014, sono  puniti  con  l’arresto da tre mesi a nove mesi o con l’ammenda da 50.000,00 euro a 150.000,00 euro.
  2. I  produttori  e  gli  importatori,  ovvero  il  rappresentante  esclusivo  che  ha  ricevuto  il  mandato  da  un  produttore  o   un  importatore,  che  immettono   in   commercio   una   quantità di  idrofluorocarburi, anche contenuti  in  poliolo  premiscelato,  senza       aver ottenuto il trasferimento di una quota  ai  sensi  dell’articolo  18, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 517/2014,  sono puniti con  l’arresto da tre mesi a nove mesi o con l’ammenda da 50.000,00 euro a  150.000,00 euro.
  3. I produttori  e  gli  importatori,  ovvero  il  rappresentante  esclusivo  che  ha  ricevuto  il  mandato  da  un  produttore  o   un  importatore, che  immettono  in  commercio  idrofluorocarburi,  anche   contenuti in poliolo premiscelato, in quantita’  superiore  a  quella assegnata ai sensi dell’articolo 16,  paragrafo  5,  del  regolamento (UE) n. 517/2014, ovvero in quantita’ superiore a quella trasferita  ai sensi dell’articolo 18, paragrafo  1,  dello  stesso  regolamento, sono puniti con la sanzione amministrativa  pecuniaria  da  50.000,00  euro a 150.000,00 euro.
  4. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano ai produttori e agli importatori,  ovvero  al  rappresentante  esclusivo  che  ha  ricevuto il mandato da un produttore o un importatore, nelle  ipotesi  di  cui  all’articolo  15,  paragrafo  2,  del  regolamento  (UE)  n. 517/2014.

 

     Art. 14

Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 17 del  regolamento (UE) n. 517/2014 in materia di iscrizione al  registro  elettronico delle quote per l’immissione in commercio di idrofluorocarburi

  1. I  produttori  e  gli  importatori,  ovvero  il  rappresentante  esclusivo  che  ha  ricevuto  il  mandato  da  un  produttore  o un importatore, che forniscono idrofluorocarburi per le finalità di cui all’articolo 15, paragrafo 2, secondo sottoparagrafo, lettere da a) a f) del regolamento (UE) n. 517/2014 senza effettuare la registrazione ai sensi dell’articolo 17 del  regolamento  (UE)  n.  517/2014, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00  euro  a  50.000,00 euro.
  2. La medesima sanzione si  applica  alle  imprese  che  ricevono  idrofluorocarburi per le finalita’ di cui all’articolo 15,  paragrafo 2, secondo sottoparagrafo, lettere da a) a f) del regolamento (UE) n.  517/2014 senza effettuare la registrazione ai sensi dell’articolo  17  del regolamento (UE) n. 517/2014.
  3. Gli importatori di apparecchiature che immettono in commercio apparecchiature precaricate che contengono idroclorofluorocarburi non immessi in commercio prima di caricare tali  apparecchiature  senza effettuare la registrazione ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (UE)  n.  517/2014, sono puniti con  la  sanzione amministrativa  pecuniaria da 5.000,00 euro a 50.000,00 euro.
  4. Ai fini dell’iscrizione al registro elettronico delle quote per l’immissione in commercio di idrofluorocarburi, di cui  all’articolo 17, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 517/2014, le imprese che non   forniscono alla Commissione  europea  le  informazioni  previste  dal   regolamento di esecuzione (UE) 2019/661, sono punite con la  sanzione   amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 50.000,00 euro.

 

Art. 15

Violazione degli obblighi stabiliti dall’articolo 19 del  regolamento (UE) n. 517/2014 in  materia  di  comunicazioni  sulla  produzione,  l’importazione, l’esportazione,  l’uso  come  materia  prima  e  la  distruzione delle sostanze elencate  negli  allegati  I  e  II  del  regolamento          

       

  1. Il produttore, l’importatore, ovvero il rappresentante esclusivo che ha ricevuto il mandato da un produttore  o  un  importatore,  e l’esportatore che non rispetta gli obblighi di cui  comunicazione  di   cui all’articolo 19, paragrafo 1, del regolamento (UE)  n.  517/2014, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00  euro  a 10.000,00 euro.
  2. L’impresa che ha  distrutto,  nel  corso   dell’anno  civile   precedente,  una  tonnellata  metrica  o  1000  tonnellate   di   CO2  equivalente o oltre di gas fluorurati a effetto serra e di altri  gas  di cui all’allegato II del regolamento  (UE)  n.  517/2014, che  non   rispetta gli  obblighi  di  comunicazione  di  cui  all’articolo  19,  paragrafo 2, del regolamento (UE)  n.  517/2014, è  punita  con  la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00 euro a 10.000,00 euro.
  3. L’impresa che ha utilizzato  come  materia  prima,  nel  corso dell’anno civile precedente, 1000 tonnellate  di  CO2  equivalente  o   oltre di gas fluorurati a  effetto  serra  e  di  altri  gas  di  cui   all’allegato II del regolamento (UE) n. 517/2014,  che  non  rispetta  gli obblighi di comunicazione di cui all’articolo  19,  paragrafo  3,  del  regolamento  (UE)  n.  517/2014, è  punita  con  la   sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00 euro a 10.000,00 euro.
  4. L’impresa che immette sul mercato  prodotti  e  apparecchiature  contenenti  500  tonnellate  di  CO2  equivalente  o  oltre  di gas  fluorurati a effetto serra e di altri gas di cui all’allegato II  del regolamento (UE) n.  517/2014,  che  non  rispetta  gli  obblighi  di  comunicazione di cui all’articolo 19, paragrafo  4,  del  regolamento  (UE) n. 517/2014, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria  da 1.000,00 euro a 10.000,00 euro.
  5. Il produttore, l’importatore, ovvero il rappresentante esclusivo che ha ricevuto il mandato da un produttore  o  un  importatore,  e  l’esportatore che ha immesso in commercio almeno 10.000 tonnellate di CO2 equivalente  di  idrofluorocarburi  nel  corso  dell’anno  civile  precedente, che non provvede a far verificare l’accuratezza dei  dati  comunicati  alla  Commissione  europea  ai  sensi  dell’articolo  19,  paragrafo 1, del regolamento (UE) n.  517/2014  da  un  organismo  di   controllo indipendente, è  punito  con  la  sanzione  amministrativa  pecuniaria da 500,00 euro a 5.000,00 euro.
  6. L’importatore di apparecchiature  precaricate  con    idrofluorocarburi  di  cui  all’articolo  14,  paragrafo  2,  secondo  sottoparagrafo, del regolamento  (UE)  n.   517/2014,   ovvero  il   rappresentante  esclusivo  che  ha  ricevuto  il  mandato   da   un       importatore, che non provvede a far verificare  da  un  organismo  di controllo indipendente l’accuratezza  della  documentazione  relativa  alle prescrizioni ivi previste e della dichiarazione  di  conformità   di cui al regolamento di esecuzione (UE) 2016/879, è punito  con  la  sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 euro a 5.000,00 euro.
  7. Chiunque trasmette le informazioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, in modo  incompleto,  inesatto  o  comunque  non  conforme  a  quanto previsto dal regolamento di esecuzione (UE) n. 1191/2014  è  punito  con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 euro  a  1.000,00  euro.

 

Art. 16

Procedimento di applicazione delle sanzioni

  1. L’attività  di  vigilanza   e  di   accertamento,   ai   fini       dell’irrogazione delle sanzioni  amministrative  pecuniarie  previste  dal presente decreto, e’  esercitata,  nell’ambito  delle  rispettive       competenze, dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che si avvale  del  Comando  carabinieri  per  la  tutela       dell’ambiente (CCTA), dell’Istituto superiore per la protezione e  la  ricerca ambientale (ISPRA), delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente  (ARPA),  nonché’  dall’Agenzia  delle  dogane  e   dei  monopoli secondo le procedure concordate  con  l’autorità  nazionale   competente.
  2. All’accertamento delle violazioni previste dal presente decreto possono procedere  anche  gli  ufficiali  e  gli  agenti  di  polizia giudiziaria nell’ambito delle rispettive competenze.
  3. Ai sensi dell’articolo 13, della legge 24 novembre 1981, n. 689, i soggetti di cui ai commi 1 e 2, ai fini  dell’accertamento  delle violazioni di rispettiva competenza, possono assumere ogni più utile  informazione e procedere a ispezioni, rilievi e ogni altra operazione       tecnica, nonché’ procedere  al  sequestro  cautelare  di  prodotti  o   apparecchiature o sostanze, secondo i poteri loro attribuiti.
  4. All’esito delle  attività  di   accertamento   il   Ministero  dell’ambiente  e  della   tutela   del   territorio   e   del   mare,  successivamente alla contestazione all’interessato  della  violazione  accertata,   trasmette  il relativo rapporto al Prefetto territorialmente competente, ai fini dell’irrogazione delle  sanzioni amministrative di cui al presente decreto, ai sensi dell’articolo 17,  comma 1, della legge n. 689 del 1981.
  5. In caso di violazioni accertate dall’Agenzia delle dogane dei monopoli, all’irrogazione delle  relative  sanzioni  provvedono  gli  uffici dell’Agenzia medesima territorialmente  competenti,  ai  sensi  dell’articolo 17, comma 1, della legge n. 689 del 1981.
  6. L’autorità amministrativa  con  l’ordinanza-ingiunzione  o  il  giudice penale con la sentenza di condanna, a seconda della  gravità    della violazione, possono disporre la confisca  amministrativa  della sostanza  tal  quale  o  in  quanto  contenuta  in  un   prodotto  o  apparecchiatura. All’eventuale distruzione della sostanza si provvede  a cura e spese del trasgressore, nel rispetto della disciplina di cui  al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
  7. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste  dal  presente  decreto non  si  applica  il  pagamento  in  misura  ridotta  di  cui  all’articolo 16, della legge n. 689 del 1981.

 

Art. 17

Proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie

  1. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per  le violazioni di  cui  all’articolo  16  sono  versati  all’entrata  del bilancio dello Stato.

 

 Art. 18

Clausola di invarianza finanziaria

  1. Dal presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  2. I soggetti pubblici interessati svolgono le attività previste dal presente decreto con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

 

  Art. 19

Abrogazione

  1. Il decreto legislativo 5 marzo 2013, n. 26 è abrogato. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

 

 

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