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L. 12 dicembre 2019, n. 141

In Gazzetta la Legge di conversione del DL Clima

Gazzetta ufficiale: n.292 del 13 dicembre 2019

Il 13 dicembre è entrata in vigore la Legge 12 dicembre 2019, n. 141, che ha convertito il DL 14 ottobre n. 111, recante «Misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualita’ dell’aria e proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.».

La Legge n.141 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 13 dicembre 2019 e contiene importanti novità soprattutto in tema di:

  • art. 1- Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria
  • art. 1 ter – informazione e formazione ambientale nelle scuole
  • art. 2 – mobilità sostenibile
  • art. 5 – procedura infrazione discariche abusive e depurazione
  • art. 7 – prodotti sfusi o alla spina

Leggi testo completo legge

Avvertenza:

 Il testo coordinato qui pubblicato è stato redatto dal Ministero della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, nonché dell’art. 10, comma 3, del medesimo testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui riportati.

Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi.

Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( … )).

 

A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

 

 Art. 1

Misure urgenti per la definizione di una politica strategica nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria.

 

  1. (( In coordinamento con il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC) e con la pianificazione di bacino per il dissesto idrogeologico,)) entro ((novanta giorni)) dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti il Ministro della salute e gli altri Ministri interessati, ((nonché sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,)) è approvato il Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria in cui sono individuate le misure di competenza nazionale da porre in essere al fine di ((assicurare la corretta e piena attuazione della normativa europea e nazionale in materia di contrasto al cambiamento climatico e della direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, e sono identificate)) le risorse economiche disponibili a legislazione vigente per ciascuna misura con la relativa tempistica attuativa.
  2. Ciascuna amministrazione pubblica, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, conforma le attività di propria competenza al raggiungimento degli obiettivi di contrasto ai cambiamenti climatici e miglioramento della qualità dell’aria.

((2-bis. E’ istituito presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare il tavolo permanente interministeriale sull’emergenza climatica, composto da un rappresentante del Ministero medesimo e di ciascuno dei Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali, della salute, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, al fine di monitorare, e adeguare ai risultati, le azioni del Programma strategico nazionale, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica. Ai componenti del tavolo di cui al presente comma non sono corrisposti compensi, indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati.))

 

((Art. 1 bis

 

Coordinamento delle politiche pubbliche per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

  1. Al fine di rafforzare il coordinamento delle politiche pubbliche in vista del perseguimento degli obiettivi in materia di sviluppo sostenibile indicati dalla risoluzione A/70/L.I adottata dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, a decorrere dal 1° gennaio 2021 il Comitato interministeriale per la programmazione economica assume la denominazione di Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS). A decorrere dalla medesima data, nella legge 27 febbraio 1967, n. 48, e in ogni altra disposizione vigente, qualunque richiamo al Comitato interministeriale per la programmazione economica deve intendersiriferito al Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS).))

 

((Art. 1 ter

Campagne di informazione e formazione ambientale nelle scuole

 

  1. Al fine di avviare campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulle questioni ambientali, e in particolare sugli strumenti e le azioni di contrasto, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, nelle scuole di ogni ordine e grado, è istituito presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare uno specifico fondo denominato «Programma #iosonoAmbiente» con una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022.
  2. Il fondo di cui al comma 1 è destinato a finanziare progetti, iniziative, programmi e campagne, ivi comprese le attività di volontariato degli studenti, finalizzati alla diffusione dei valori della tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, nonché alla promozione di percorsi di conoscenza e tutela ambientale, nell’ambito delle tematiche individuate dall’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92, sull’insegnamento dell’educazione civica.
  3. Nell’ambito delle attività di cui al comma 2, le scuole di ogni ordine e grado, in forma singola o associata, anche congiuntamente alle associazioni di protezione ambientale, al Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente, a università statali e non statali, a centri di ricerca pubblici, a consorzi universitari ed interuniversitari, presentano al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca proprie proposte progettuali coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa, da finanziare con il fondo di cui al comma 1.
  4. Con regolamento ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da adottare con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono determinati i criteri di presentazione e di selezione dei progetti nonchè le modalità di ripartizione e assegnazione del finanziamento.
  5. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.))

 

 Art. 2

Misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane

 

  1. E’ istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il fondo denominato «Programma sperimentale buono mobilita’», con una dotazione pari a euro 5 milioni per l’anno 2019, euro 70 milioni per l’anno 2020, euro 70 milioni per l’anno 2021, euro 55 milioni per l’anno 2022, euro 45 milioni per l’anno 2023 e euro 10 milioni per l’anno 2024, per le finalità di cui al presente comma. ((Al relativo onere)) si provvede mediante corrispondente utilizzo, per ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024 di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, destinata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, versata ((dal Gestore dei servizi energetici (GSE) )) ad apposito capitolo del bilancio dello Stato, che resta acquisita definitivamente all’erario. Al fine di ridurre le emissioni climalteranti, a valere sul suddetto programma sperimentale, ai residenti nei comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 e n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE che rottamano, entro il 31 dicembre 2021, autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, e’ riconosciuto, ((nei limiti della dotazione del fondo di cui al primo periodo)) e fino ad esaurimento delle risorse, un «buono mobilita’» pari ad euro 1.500 per ogni autovettura e ad euro 500 per ogni motociclo ((rottamati)) da utilizzare, entro i successivi tre anni, per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale nonche’ di biciclette anche a pedalata assistita ((o per l’utilizzo dei servizi di mobilita’ condivisa a uso individuale.)) Il «buono mobilita’» non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dello sviluppo economico, ((sentita la Conferenza unificata,)) sono definite le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio di cui al presente comma, anche ai fini del rispetto del limite di spesa.

 

  1. Per le medesime finalita’ di cui al comma 1, per il finanziamento di progetti per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale e’ autorizzata la spesa di euro 20 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021. ((Al relativo)) onere si provvede mediante corrispondente utilizzo, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, destinata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, versata dal GSE ad apposito capitolo del bilancio dello Stato, che resta acquisita definitivamente all’erario. ((I progetti di cui al presente comma sono presentati al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dai comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, ovvero da uno o piu’ comuni finitimi anche in forma associata riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a 50.000 abitanti per la realizzazione di un’unica opera, interessati dalle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 e n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria.)) Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottarsi entro ((novanta giorni)) dalla data di entrata in vigore del presente decreto, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze e d’intesa con la Conferenza unificata che si pronuncia entro trenta giorni, ((decorsi i quali)) il decreto e’ emanato anche in mancanza di detto parere, sono stabilite le modalita’ e i termini di presentazione delle domande, ((adottando criteri che assicurino priorita’ ai progetti presentati dai comuni con i piu’ elevati livelli di emissioni inquinanti.))

 

Art. 3

 Disposizioni per la promozione del trasporto scolastico sostenibile

 

  1. Al fine di limitare le emissioni climalteranti e inquinanti in atmosfera e migliorare la qualità dell’aria, è autorizzata la spesa di euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per il finanziamento degli investimenti necessari alla realizzazione di progetti sperimentali per la realizzazione o l’implementazione del servizio di trasporto scolastico per i bambini della scuola dell’infanzia statale e comunale e per gli alunni delle scuole statali del primo ciclo di istruzione con mezzi di trasporto ibridi o elettrici, selezionati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare in base ((all’entita’ del numero)) di studenti coinvolti e alla stima di riduzione dell’inquinamento atmosferico. ((Al relativo onere)) si provvede mediante corrispondente utilizzo, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, destinata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, versata dal GSE ad apposito capitolo del bilancio dello Stato, che resta acquisita definitivamente all’erario.
  2. ((I progetti di cui al comma 1 sono presentati al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dai comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti interessati dalle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 e n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualita’ dell’aria.))
  3. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottarsi entro ((novanta giorni)) dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentiti ((il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e il Ministro dell’economia e delle finanze, nonche’ sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali,)) sono stabilite le modalita’ di presentazione delle domande e le spese ammissibili ai fini del finanziamento.

 

 Art. 4

Azioni per la riforestazione

 

  1. Per il finanziamento di un programma sperimentale di messa a dimora di alberi, ((ivi compresi gli impianti arborei da legno di ciclo medio e lungo, purche’ non oggetto di altro finanziamento o sostegno pubblico,)) di reimpianto e di silvicoltura, e per la creazione di foreste urbane e periurbane, nelle citta’ metropolitane, in coerenza con quanto previsto dal decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34, e’ autorizzata la spesa di euro 15 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021. ((Al relativo onere)) si provvede mediante corrispondente utilizzo, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, destinata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, versata dal GSE ad apposito capitolo del bilancio dello Stato, che resta acquisita definitivamente all’erario.
  2. Al fine di procedere a un rapido avvio del programma sperimentale di cui al presente articolo, entro ((novanta giorni)) dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza unificata che si pronuncia entro trenta giorni, ((decorsi i quali)) il decreto e’ emanato anche in mancanza di detto parere, sulla base dell’istruttoria del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico di cui all’articolo 3 della legge 14 gennaio 2013, n. 10, sono definite le modalita’ per la progettazione degli interventi ((e di ogni eventuale successiva variazione)) e il riparto delle risorse di cui al comma 1 tra le citta’ metropolitane, tenendo conto, quali criteri di selezione, in particolare, della valenza ambientale e sociale dei progetti, del livello di riqualificazione e di fruibilita’ dell’area, dei livelli di qualita’ dell’aria e della localizzazione nelle zone oggetto delle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 e n. 2015/2043 del 28 maggio 2015.
  3. Entro ((centoventi giorni)) dalla data di pubblicazione del decreto di cui al comma 2, ciascuna citta’ metropolitana presenta al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare le progettazioni, corredate dai programmi operativi di dettaglio con i relativi costi. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare provvede all’approvazione di almeno un progetto, ove ammissibile in base ai requisiti previsti dal decreto di cui al comma 2, per ciascuna citta’ metropolitana, con i relativi programmi operativi di dettaglio, e di ogni eventuale successiva variazione, sulla base di apposite istruttorie effettuate dal Comitato per lo sviluppo del verde pubblico che, a tal fine, puo’ avvalersi, anche per la verifica della fase attuativa dei progetti e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente di cui alla legge 28 giugno 2016, n. 132.
  4. Le autorita’ competenti nella gestione del demanio fluviale e nella programmazione degli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico introducono, tra i criteri per l’affidamento della realizzazione delle opere, ((la pulizia, la manutenzione e ))il rimboschimento delle fasce ripariali e delle aree demaniali fluviali ((con relativo piano di manutenzione,)) laddove ritenuto necessario per prevenire il rischio idrogeologico, ((garantendo l’opportuno raccordo con la pianificazione e la programmazione delle misure e degli interventi per la sicurezza idraulica di competenza delle Autorita’ di bacino distrettuale di cui all’articolo 63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Al rimboschimento delle fasce ripariali e delle aree demaniali fluviali di cui al primo periodo si provvede secondo le modalita’ stabilite con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico di cui all’articolo 3 della legge 14 gennaio 2013, n. 10, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presentedecreto. Le autorita’ competenti di cui al primo periodo, quando non ritengono necessario il rimboschimento per prevenire il rischio idrogeologico, devono darne motivatamente conto negli atti di affidamento, che, agli effetti di quanto previsto dall’articolo 46 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, sono pubblicati, entro trenta giorni dalla loro adozione, nella sezione «Amministrazione trasparente» del rispettivo sito internet.

4-bis. Le autorita’ competenti di cui al comma 4, tra i criteri per la programmazione degli interventi di messa a dimora di alberi, di reimpianto e di silvicoltura nelle citta’ metropolitane, in coerenza con quanto previsto dal testo unico in materia di foreste e filiere forestali, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34, tengono conto principalmente delle aree che hanno subito notevoli danni da eventi climatici eccezionali.

4-ter. Lo svolgimento delle attivita’ di rimboschimento di cui al comma 4 puo’ essere affidato dalle autorita’ competenti nella gestione del demanio fluviale e nella programmazione degli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico agli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, in forma singola o associata, nel rispetto della disciplina prevista dal codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

4-quater. Al comma 2 dell’articolo 3 del testo unico di cui al decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34, e’ aggiunta, in fine, la seguente lettera: «s-bis) bosco vetusto: superficie boscata costituita da specie autoctone spontanee coerenti con il contesto biogeografico, con una biodiversita’ caratteristica conseguente all’assenza di disturbi da almeno sessanta anni e con la presenza di stadi seriali legati alla rigenerazione ed alla senescenza spontanee».

4-quinquies. All’articolo 7 del testo unico di cui al decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: «13-bis. Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono adottate apposite disposizioni per la definizione delle linee guida per l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti e le indicazioni per la loro gestione e tutela, anche al fine della creazione della Rete nazionale dei boschi vetusti».

4-sexies. Dalle disposizioni di cui ai commi 4-quater e 4-quinquies non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

4-septies. All’articolo 7 del testo unico di cui al decreto legislativo 3 aprile 2018, n. 34, dopo il comma 13-bis, introdotto dal comma 4-quinquies del presente articolo, e’ aggiunto il seguente: «13-ter. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in accordo con i principi di salvaguardia della biodiversita’, con particolare riferimento alla conservazione delle specie dipendenti dalle necromasse legnose, favoriscono il rilascio in bosco di alberi da destinare all’invecchiamento a tempo indefinito».

4-octies. Dalla disposizione di cui al comma 4-septies non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

4-novies. A decorrere dal 1° gennaio 2020, nelle aree interessate da elevata criticita’ idraulica, come definite dalle norme tecniche di attuazione dei relativi Piani di bacino, non sono consentiti incrementi delle attuali quote di impermeabilizzazione del suolo.))

 

((Art. 4 bis

 Fondo per il rimboschimento e la tutela ambientale e idrogeologica delle aree interne

 

  1. Al fine di favorire la tutela ambientale e paesaggistica e di contrastare il dissesto idrogeologico nelle aree interne e marginali del Paese e’ istituito, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, un fondo volto a incentivare interventi di messa in sicurezza, manutenzione del suolo e rimboschimento attuati dalle imprese agricole e forestali, con dotazione pari ad 1 milione di euro per l’anno 2020 e a 2 milioni di euro per l’anno 2021.
  2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e sentita la Conferenza unificata, entro il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti le condizioni, i criteri e le modalita’ di ripartizione delle risorse del fondo.
  3. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, pari a 1 milione di euro per l’anno 2020 e a 2 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.
  4. I finanziamenti degli interventi a valere sulle risorse del fondo sono erogati alle condizioni previste dal regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo.
  5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.))

 

((Art. 4 ter

Misure per contrastare i cambiamenti climatici e migliorare la qualità dell’aria nelle aree protette nazionali e nei centri urbani

 

  1. Al fine di potenziare il contributo delle aree naturalistiche a livello nazionale per il contenimento delle emissioni climalteranti e di assicurare il rispetto dei limiti previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualita’ dell’aria, nonche’ di favorire in tali aree investimenti orientati al contrasto ai cambiamenti climatici, all’efficientamento energetico, all’economia circolare, alla protezione della biodiversita’ e alla coesione sociale e territoriale e di supportare la cittadinanza attiva di coloro che vi risiedono, il territorio di ciascuno dei parchi nazionali costituisce una zona economica ambientale (ZEA). Nell’ambito delle suddette zone possono essere concesse, nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente e nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, forme di sostegno alle nuove imprese e a quelle gia’ esistenti che avviano un programma di attivita’ economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale compatibile con le finalita’ di cui all’articolo 19, comma 6, lettere a), b), d), d-bis) e h), del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, a condizione che le imprese beneficiarie mantengano la loro attivita’ nell’area ZEA per almeno sette anni dopo il completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni di cui al presente comma, pena la revoca dei benefici concessi, che non siano in stato di liquidazione o scioglimento e che le attivita’ oggetto di sostegno siano coerenti con le finalita’ di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabiliti criteri e modalita’ per la concessione delle misure di sostegno di cui al presente comma, assicurando il rispetto del limite delle risorse disponibili.
  2. Per le finalita’ di cui al comma 1, nell’ambito dei progetti finanziati ai sensi dell’articolo 19, comma 6, lettere a), b), d), d-bis) e h), del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, una quota dei proventi delle aste di competenza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per gli anni 2020, 2021 e 2022 e’ destinata a contributi in favore delle micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa nei comuni aventi almeno il 45 per cento della propria superficie compreso all’interno di una ZEA, che svolgono attivita’ economiche eco-compatibili, secondo modalita’ e condizioni definite ai sensi del comma 1.
  3. Nell’ambito dei progetti finanziati ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, una quota dei proventi delle aste di competenza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per gli anni 2020, 2021 e 2022 e’ destinata al rifinanziamento del fondo per le esigenze di tutela ambientale connesse al miglioramento della qualita’ ambientale dell’aria e alla riduzione delle emissioni di polveri sottili in atmosfera nei centri urbani, di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 2005, n. 58, anche per finalita’ di riduzione delle emissioni climalteranti e di adattamento ai cambiamenti climatici mediante interventi di riduzione delle emissioni climalteranti degli impianti di riscaldamento alimentati a biomassa, di diffusione del trasporto pubblico a basse emissioni, di efficientamento energetico degli edifici, nonche’ per la riduzione delle emissioni di CO2 nelle aree portuali.))

 

 

((Art. 4 quater

 Programma Italia verde

 

  1. Al fine di favorire e accelerare progetti, iniziative e attivita’ di gestione sostenibile delle citta’ italiane e di diffondere le buone prassi, anche attraverso forme di confronto e di competizione tra le diverse realta’ territoriali, promuovendo la crescita verde e i relativi investimenti, nonche’ il miglioramento della qualita’ dell’aria e della salute pubblica, ai fini dell’adesione ai programmi europei «Capitale europea verde» e «Foglia verde», il Consiglio dei ministri conferisce annualmente il titolo di «Capitale verde d’Italia» ad una citta’ italiana, capoluogo di provincia, sulla base di un’apposita procedura di selezione definita con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, previa intesa in sede di Conferenza unificata. Il titolo di «Capitale verde d’Italia» e’ conferito, in via sperimentale, a tre diverse citta’ italiane, una per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022.
  2. Ai fini di cui al comma 1, le citta’ capoluogo di provincia possono presentare al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare un dossier di candidatura che raccoglie progetti cantierabili volti a incrementare la sostenibilita’ delle attivita’ urbane, migliorare la qualita’ dell’aria e della salute pubblica, promuovere la mobilita’ sostenibile e l’economia circolare, con l’obiettivo di favorire la transizione ecologica.
  3. I progetti contenuti nel dossier di candidatura della citta’ proclamata «Capitale verde d’Italia» sono finanziati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nell’anno del conferimento del titolo, nel limite di 3 milioni di euro.
  4. Il titolo di «Capitale verde d’Italia» nell’anno del conferimento rappresenta requisito premiale in tutti gli avvisi e bandi per il finanziamento di misure di sostenibilita’ ambientale avviati dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
  5. In sede di prima attuazione, le candidature di cui al comma 2 sono presentate entro il 31 dicembre 2019.
  6. Agli oneri di cui al comma 3, pari a 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 476, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
  7. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.))

 

((Art. 4 quinquies

 Programma sperimentale Mangiaplastica

 

  1. E’  istituito,  nello  stato  di   previsione   del   Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare,  il  fondo denominato «Programma sperimentale Mangiaplastica», con una dotazione pari a euro 2 milioni per l’anno  2019,  euro 7  milioni  per  l’anno 2020, euro 7 milioni per l’anno 2021, euro 5 milioni per l’anno 2022, euro 4 milioni per l’anno 2023 ed euro 2 milioni per l’anno 2024,  al fine di contenere la produzione di  rifiuti  in  plastica  attraverso l’utilizzo di eco-compattatori. Ai relativi  oneri,  pari  a  euro  2 milioni per l’anno 2019, euro 7  milioni  per  l’anno  2020,  euro  7 milioni per l’anno 2021, euro 5  milioni  per  l’anno  2022,  euro  4 milioni per l’anno 2023  ed  euro  2  milioni  per  l’anno  2024,  si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 476, della legge 28 dicembre 2015, n.  208. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del  territorio e del mare,  sentita  la  Conferenza  unificata,  sono  stabilite  le modalita’ per il riparto del fondo.
  2. A valere sulla dotazione del Programma sperimentale di  cui  al comma 1, i comuni  presentano  al  Ministero  dell’ambiente  e  della tutela del territorio e del mare progetti finalizzati all’acquisto di eco-compattatori,  ai  fini   dell’ottenimento   di   un   contributo corrisposto sino ad esaurimento delle relative risorse e  nel  limite di uno per comune ovvero di uno ogni 100.000 abitanti.
  3. Il Ministro dell’economia e delle  finanze  e’  autorizzato  ad apportare,  con  propri  decreti,   le   occorrenti   variazioni   di bilancio.))

 

Art. 5

 Ulteriori disposizioni per fronteggiare le procedure d’infrazione in materia ambientale

 

  1. Il Commissario unico nominato ai sensi dell’articolo 41,  comma 2-bis, della legge 24 dicembre 2012, n.  234,  per  la  realizzazione degli interventi attuativi della sentenza di condanna della Corte  di giustizia dell’Unione europea del  2  dicembre  2014,  relativa  alla procedura di infrazione europea n. 2003/2077, puo’  avvalersi,  sulla base di apposite convenzioni,  nei  limiti  della  normativa  europea vigente, di societa’ in house delle  amministrazioni  centrali  dello Stato, del sistema nazionale a rete per la  protezione  dell’ambiente di cui alla legge 28  giugno  2016,  n.  132,  delle  amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e ((degli enti  pubblici  dotati)) di specifica competenza tecnica, nell’ambito delle aree di intervento utilizzando le risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza pubblica. Al personale di cui il Commissario si avvale, ivi inclusi i membri della Struttura di supporto di cui al  comma  3,  puo’  essere riconosciuta la corresponsione di compensi per prestazioni di  lavoro straordinario nei limiti delle risorse finanziarie  disponibili,  per un massimo di 70 ore mensili  pro  capite.  Gli  oneri  di  cui  alle predette convenzioni sono posti a carico dei quadri  economici  degli interventi da realizzare.
  1. Il Commissario unico ((di cui al comma 1,))  scelto  nei  ruoli dirigenziali della pubblica amministrazione, resta in carica  per  un triennio ed e’ collocato in posizione di comando, aspettativa o fuori ruolo secondo i rispettivi ordinamenti. All’atto  del  ((collocamento fuori ruolo, in aspettativa o in comando)) e’ reso indisponibile, per tutta la durata del ((collocamento fuori ruolo, in aspettativa  o  in comando,))  un numero di  posti  nella dotazione organica dell’amministrazione di provenienza, equivalente dal punto  di  vista finanziario. Al predetto Commissario e’ corrisposto  in  aggiunta  al trattamento   economico   fondamentale   che  rimane  a  carico dell’amministrazione di  appartenenza,  un compenso accessorio in ragione dei risultati conseguiti, determinato nella misura e  con  le modalita’ di cui al comma 3  dell’articolo  15  del  decreto-legge  6 luglio 2011, n. 98, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge 15 luglio 2011,  n.  111,  a  valere  sulle  risorse  assegnate  per  la realizzazione degli interventi.
  1. Il Commissario unico ((di cui al comma 1)) si avvale altresi’ di una struttura di supporto composta da non piu’ di  dodici  unita’  di personale in posizione di comando, fuori ruolo o aspettativa o  altro analogo istituto previsto  dai  rispettivi  ordinamenti  appartenenti alle amministrazioni pubbliche di cui agli articoli 1, comma 2, e  3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nominati  con  decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del  mare, scelti tra soggetti dotati di comprovata esperienza nel settore delle bonifiche e in materia  di  affidamento  dei  contratti  pubblici  in ragione dell’esperienza maturata e dei compiti di  tutela  ambientale attribuiti dall’ordinamento. All’atto del collocamento fuori ruolo e’ reso indisponibile, per tutta la durata del collocamento fuori ruolo, un numero di posti nella dotazione organica  dell’amministrazione  di provenienza equivalente dal punto di vista finanziario. La  struttura cessa alla scadenza dell’incarico del ((Commissario unico.))
  1. Sulla base di una specifica convenzione, il  Commissario  unico ((di cui al comma 1,)) unitamente alla struttura di supporto  di  cui al comma 3, opera presso il Ministero dell’ambiente  e  della  tutela del territorio e del mare, con sede  presso  il  medesimo  Ministero, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
  1. Le risorse finanziarie necessarie per le esigenze  operative  e per il funzionamento della  struttura,  ivi  compresi  gli  eventuali oneri per le convenzioni di cui al comma 1, sono poste  a  valere  su una quota, non superiore allo 0,5% annuo, delle risorse assegnate per la realizzazione degli interventi.
  1. Al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi  di  collettamento,  fognatura  e   depurazione   di   cui all’articolo  2  del  decreto-legge  29  dicembre   2016,   n.   243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017,  n.  18, nonche’ degli ulteriori interventi previsti  all’articolo  4-septies, comma 1, del decreto-legge 18 aprile 2019,  n.  32,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 14 giugno  2019,  n.  55,  entro  sessanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  e’ nominato con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri, sentiti il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il  Ministro  per  il  sud  e  la  coesione  territoriale,  un Commissario unico che subentra  in  tutte  le  situazioni  giuridiche attive e passive del  Commissario  unico  nominato  con  decreto  del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2017,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2017, ((il quale)) cessa dal proprio incarico alla data di nomina ((del nuovo Commissario.))
  1. ((All’articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre  2016,  n.  243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017,  n.  18, dopo il comma 8 e’ inserito il seguente: «8-bis. Il Commissario unico puo’ avvalersi fino a un massimo di due  subcommissari  in  relazione alla portata e al numero degli interventi sostitutivi,  nominati  con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  sentiti  il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e  il Ministro per il Sud e la coesione  territoriale,  che  operano  sulla base di specifiche deleghe definite dal Commissario  unico  e  per  i quali si applica la disciplina di cui ai commi 1 e  3,  con  oneri  a carico  del  quadro  economico  degli  interventi.  Con  il  medesimo procedimento di  cui  al  primo  periodo  si  provvede  all’eventuale sostituzione o revoca dei subcommissari».))

 

((Art. 5 bis

 

Attivita’ di supporto dell’Unita’ Tecnica-Amministrativa

 

  1. All’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio  2014,  n. 6, le parole: «31 dicembre 2019» sono sostituite dalle seguenti:  «31 dicembre 2022».
  1. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.))

 

((Art. 5 ter

 Programma sperimentale «Caschi verdi per l’ambiente»

 

  1. E’ istituito presso il Ministero dell’ambiente e  della  tutela del territorio e del mare il programma sperimentale «Caschi verdi per l’ambiente» con lo scopo di realizzare,  d’intesa  con  il  Ministero degli affari esteri e della cooperazione  internazionale,  iniziative di collaborazione internazionale volte  alla  tutela  e  salvaguardia ambientale  delle  aree  nazionali  protette  e  delle   altre   aree riconosciute in  ambito  internazionale  per  il  particolare  pregio naturalistico, anche rientranti nelle riserve  di  cui  al  programma «L’uomo e la  biosfera» –  MAB  dell’Unesco,  e  di  contrastare  gli effetti  derivanti  dai  cambiamenti  climatici.  A  tali  fini  e’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro  per  ciascuno  degli  anni 2020, 2021 e 2022. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a  2 milioni di euro per  ciascuno  degli  anni  2020,  2021  e  2022,  si provvede mediante  corrispondente  riduzione  dell’autorizzazione  di spesa di cui all’articolo 3 della legge 1° giugno 2002,  n.  120.  Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato  ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.))

 

Art. 6

 Pubblicità dei dati ambientali

 

  1. In attuazione delle previsioni della  Convenzione  sull’accesso alle  informazioni,  la  partecipazione  del  pubblico  ai   processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale, con due allegati, fatta ad Aarhus  il  25  giugno  1998,  ratificata  e  resa esecutiva con legge 16 marzo 2001, n. 108, fermo restando il  diritto di accesso diffuso dei cittadini singoli ((nonche’ delle associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero  dell’ambiente  e della tutela del territorio e del  mare,))  di  cui  all’articolo  13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, alle  informazioni  ambientali,  i soggetti di cui all’articolo 2-bis del decreto legislativo  14  marzo 2013,  n.  33,  ((i  concessionari  di  servizi  pubblici  nonche’  i fornitori che svolgono servizi  di  pubblica  utilita’))  pubblicano, nell’ambito degli  obblighi  di  cui  all’articolo  40  del  medesimo decreto  legislativo,  anche  i   dati   ambientali   risultanti   da rilevazioni effettuate dai medesimi ai sensi della normativa vigente.
  1. Ai fini di cui al comma 1, entro centottanta giorni dalla  data di entrata in vigore del presente decreto, i gestori di centraline  e di sistemi di rilevamento automatico  dell’inquinamento  atmosferico, della qualita’ dell’aria e  di  altre  forme  di  inquinamento  ed  i gestori del servizio idrico pubblicano in rete  le  informazioni  sul funzionamento del dispositivo, sui rilevamenti effettuati e  tutti  i dati acquisiti.
  1. Le pubbliche amministrazioni provvedono a svolgere le attivita’ di cui ai commi 1 e 2 con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri  per la finanza pubblica.
  1. I dati e le informazioni di cui ai commi 1 e 2 sono  acquisiti, con modalita’ telematica, dall’Istituto superiore per la protezione e la  ricerca  ambientale  (ISPRA)   di   cui   all’articolo   28   del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.  Il  medesimo  Istituto  provvede, altresi’, ((in conformita’ a quanto previsto dall’articolo  3,  comma 2, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32,)) e sulla base  di una specifica convenzione con  il  Ministero  dell’ambiente  e  della tutela del territorio e del mare, ad acquisire e  sistematizzare,  in formato aperto e accessibile, ogni  ulteriore  dato  ambientale  e  a renderlo pubblico attraverso una sezione dedicata e fruibile dal sito internet istituzionale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare denominata «Informambiente», anche  nell’ambito della sezione «Amministrazione trasparente».
  1. Per le finalita’ di cui al comma 4 e’ autorizzata una spesa  di euro 500.000 per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022.  Ai  relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione delle  proiezioni, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai fini del bilancio  triennale  2019-2021,  nell’ambito  del  programma «Fondi di riserva e speciali» della  missione  «Fondi  da  ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del  territorio  e del mare.
  1. Il Ministro dell’economia e delle  finanze  e’  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 

    Art. 7

 Misure per l’incentivazione di prodotti sfusi o alla spina

 

  1. Al fine di ridurre la produzione di  rifiuti  e  contenere  gli effetti climalteranti, agli esercenti commerciali di vicinato e  ((di media e grande struttura)) di cui all’articolo 4, comma 1,  ((lettere d), e) ))ed f) del decreto legislativo 31 marzo  1998,  n.  114,  che attrezzano spazi dedicati alla vendita  ai  consumatori  di  prodottialimentari e detergenti, sfusi o alla spina, ((o  per  l’apertura  di nuovi negozi che prevedano  esclusivamente  la  vendita  di  prodotti sfusi ))e’ riconosciuto, in via sperimentale, un contributo economico a fondo perduto pari  alla  spesa  sostenuta  e  documentata  per  un importo massimo di euro 5.000 ciascuno, corrisposto secondo  l’ordine di presentazione delle domande ammissibili, nel limite complessivo di 20 milioni di euro per ciascuno degli  anni  2020  e  2021,  sino  ad esaurimento delle predette risorse e a condizione che il  contenitore offerto dall’esercente ((sia riutilizzabile e rispetti  la  normativa vigente in materia di materiali a contatto con alimenti.

1-bis. Ai  clienti  e’  consentito  utilizzare  contenitori  propri purche’  riutilizzabili,  puliti  e  idonei   per   uso   alimentare. L’esercente  puo’  rifiutare  l’uso  di   contenitori   che   ritenga igienicamente non idonei.))

  1. Con decreto del  Ministro  dell’ambiente  e  della  tutela  del territorio e del  mare,  d’intesa  con  il  Ministro  dello  sviluppo economico e sentita la Conferenza  unificata,  entro  il  termine  di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono fissate le modalita’ per l’ottenimento  del  contributo  nonche’ per la verifica dello svolgimento dell’attivita’ di  vendita  per  un periodo minimo di tre anni a pena di revoca del contributo.
  1. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma  1,  pari  a  20 milioni di euro per ciascuno degli anni  2020  e  2021,  si  provvede mediante riduzione delle  proiezioni  dello  stanziamento  del  fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del  bilancio  triennale 2019-2021, nell’ambito del programma «Fondi di  riserva  e  speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello  stato  di  previsione  del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019,  allo  scopo parzialmente  utilizzando  l’accantonamento  relativo  al   Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
  1. Le disposizioni di cui al presente articolo  si  applicano  nel rispetto delle condizioni  e  dei  limiti  del  regolamento  (UE)  n. 1407/2013  della  Commissione,  del  18   dicembre   2013,   relativo all’applicazione  degli  articoli  107  e  108   del   trattato   sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis».
  1. Il Ministro dell’economia e delle  finanze  e’  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio

 

   Art. 8

 Proroga del termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13,  del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189

 

  1. All’articolo 48 del decreto-legge  17  ottobre  2016,  n.  189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n.  229, sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. a) al comma 11 le parole «entro  il  15  ottobre  2019,  ovvero,mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di  pari importo, con il  versamento  dell’importo  corrispondente  al  valore delle prime cinque rate entro il 15  ottobre  2019»  sono  sostituite dalle  seguenti  «entro  il  15  gennaio   2020,   ovvero,   mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari  importo, con il versamento dell’importo della prima rata entro il  15  gennaio 2020»;
  1. b) al comma 13 le  parole  «entro  il  15  ottobre  2019,  anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di  pari importo, con il  versamento  dell’importo  corrispondente  al  valore delle prime cinque rate entro il 15  ottobre  2019»  sono  sostituite dalle  seguenti  «entro  il   15   gennaio   2020,   anche   mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari  importo, con il versamento dell’importo della prima rata entro il  15  gennaio 2020».
  1. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 13,8  milioni  di euro per l’anno 2019, si provvede mediante utilizzo delle risorse  di cui all’articolo 2, comma 107, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
  1. Il Ministro dell’economia e delle  finanze  e’  autorizzato  ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

 

((Art. 8 bis

Clausola di salvaguardia per le  regioni  a  statuto  speciale  e  le province autonome

 

  1. Le disposizioni del presente  decreto  sono  applicabili  nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento  e  di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative  norme di attuazione, anche con  riferimento  all’articolo  10  della  legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.))

 

Art. 9

Entrata in vigore

 

  1. Il presente decreto entra in  vigore  il  giorno  successivo  a quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.

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