Figura nell’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni di giovedì 20 settembre 2018 il Parere sullo schema di decreto del Ministro dell’ambiente recante la designazione delle autorità competenti responsabili dell’applicazione del regolamento (UE) n. 511/2014, sulle misure di conformità per gli utilizzatori risultanti dal Protocollo di Nagoya. Si tratta, cioè, del Protocollo relativo all’accesso alle risorse genetiche e alla giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione nell’Unione Europea. In particolare, esse devono intendersi come risorse vegetali, animali o microrganismi, utilizzate principalmente da Istituti di ricerca, Università e aziende private operanti in settori quali la farmaceutica, l’agricoltura, l’orticoltura, i cosmetici e le biotecnologie, dalla ricerca di base allo sviluppo dei prodotti.

Il Protocollo  persegue la giusta ed equa condivisione dei benefici che derivano dall’utilizzazione delle risorse genetiche, incluso l’appropriato accesso alle stesse e l’appropriato trasferimento delle relative tecnologie, tenendo in considerazione tutti i diritti riguardanti quelle risorse e quelle tecnologie e i fondi opportuni, contribuendo alla conservazione della diversità biologica e all’uso sostenibile dei suoi componenti. Esso regola, cioè, l’accesso a tali risorse in relazione al sapere tradizionale degli indigeni e delle comunità locali. Infatti, i Paesi ricchi di biodiversità e di tradizioni locali sono per lo più quelli in via di sviluppo, mentre i paesi utilizzatori coincidono con quelli industrializzati che dispongono di tecnologie avanzate e di risorse finanziarie: l’Italia è l’esempio di un Paese che è contemporaneamente fornitore e utilizzatore di risorse genetiche.

 

 


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