La Fondazione ICEF (International Court of the Environment Foundation), in occasione della Conferenza Onu sul clima che si terrà a Parigi dal 29 novembre 2015, ripropone la richiesta presentata per la prima volta a Rio nel 1992 per la creazione di una Corte Internazionale dell’Ambiente, insieme con numerose ONG, organismi scientifici e vari Governi interessati.
In particolare, secondo ICEF la “necessità ed urgenza di questa nuova istituzione di giustizia è divenuta ancor più attuale a causa del grave mutamento climatico in atto e del degrado complessivo del pianeta Terra nei suoi equilibri fondamentali”. Ciò anche alla luce del fatto che gli impegni sottoscritti a Rio nel 1992 con le Convenzioni sul clima e sulla biodiversità sono rimasti di fatto inadempiuti, e che persiste un “grave ritardo … nella adozione di misure di prevenzione e precauzione sia nel diritto nazionale che in ambito internazionale, dirette ad arrestare le cause economiche della grave crisi globale del clima, dell’acqua e della biodiversità”.
Conseguentemente ICEF propone, fra l’altro, “una strategia comune economica per un uso equo e razionale delle risorse, il risparmio energetico, l’uso di energie rinnovabili, un commercio rispettoso dell’ambiente, un utilizzo razionale e non predatorio del suolo e delle terre fertili, una speciale cura di tutta la biodiversità e delle acque dolci, un approccio eco-sistemico ai mari ed agli oceani oltre che ai fiumi… e naturalmente uno stop immediato alla attuale finanza internazionale speculativa ed ai paradisi fiscali”.
Per fare ciò, occorrerà assicurare l’effettività delle norme giuridiche internazionali esistenti e dei nuovi obblighi internazionali che scaturiranno dalla Conferenza di Parigi sul clima, anche tramite una Corte Internazionale per l’Ambiente da localizzare in via provvisoria a L’Aia, accessibile non solo dagli stati ma anche dalle organizzazioni internazionali , dalle ONG e dai singoli. Sarà inoltre necessario “assicurare un equilibrio tra due poli internazionali: una Autorità amministrativa (può essere l’attuale UNEP riformata); una Autorità giudiziaria (può essere l’attuale Corte Internazionale di Giustizia se riformata nel suo Statuto)”. (GG)


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