Il Rapporto Lancet “The 2018 report of the Lancet Countdown on health and climate change: shaping the health of nations for centuries to come“, pubblicato il 28 novembre 2018, mostra preoccupanti trend di crescita dei rischi per la salute derivanti da calore e ondate di calore, malattie infettive e calo della sicurezza alimentare, che non sia questa la chiave per umanizzare il cambiamento climatico?

Il Rapporto Lancet, frutto della collaborazione di 27 istituzioni accademiche, l’ONU, le agenzie intergovernative di tutti i continenti e dell’esperienza di scienziati, ecologisti, matematici, geografi, ingegneri, esperti di energia, agroalimentare, trasporti, economisti, professionisti della sanità pubblica e medici, si basa su decenni di ricerca in questo campo e fu proposto per la prima volta nella Commissione Lancet del 2015 su salute e cambiamenti climatici, che documentava gli impatti umani dei cambiamenti climatici e forniva dieci raccomandazioni globali per rispondere all’emergenza. Il Lancet Countdown: tracking progress on health and climate change è stato istituito per fornire un sistema di monitoraggio globale ed indipendente sulle dimensioni dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute, e della risposta che gli viene data.

I bambini di oggi, dall’età adulta, vivranno su un pianeta senza un Artico“, si legge nell’editoriale che commenta il Rapporto, pensato non tanto per descrivere il cambiamento climatico con riferimento alle scadenze del 2030 o 2050, ma con approccio intergenerazionale. Non solo: “il colpo di calore e le condizioni meteorologiche estreme ridefiniranno il lavoro e la produzione a livello globale…Molte città saranno inabitabili e i modelli di migrazione saranno ben al di là di quei livelli che già stanno creando pressione in tutto il mondo“. In particolare, poi, durante una sessione del simposio su Cambiamenti climatici e salute Philip Landrigan, esperto del Boston College, ha segnalato che sono già 9 milioni l’anno nel mondo i morti causati dall’inquinamento, e potrebbero raddoppiare entro il 2050 (qui l’articolo).

Dal Lancet Countdown emergono 4 messaggi principali. In primis, gli attuali cambiamenti relativi ad ondate di calore e sicurezza alimentare costituiscono già un importante avvertimento circa l’impatto travolgente sulla salute pubblica che dobbiamo attenderci se le temperature continuare a salire; la mancanza di progressi nella riduzione delle emissioni minaccia l’uomo e il sistema sanitario, mettendo a rischio la pubblica sanità ed i servizi sanitari. Nonostante questi ritardi, un certo numero di settori ha visto l’inizio di una transizione a basse emissioni di carbonio, ed è chiaro che la natura e la portata della risposta al cambiamento climatico sarà il fattore determinante nel plasmare la salute delle nazioni per i secoli a venire. Infine, è fondamentale, per ottenere una risposta quanto più pronta possibile, garantire la consapevolezza che il cambiamento climatico costituisce un problema globale di sanità pubblica.

Da ultimo, si osserva nell’Editoriale citato che sebbene gran parte del danno già causato al nostro pianeta sia irreversibile, è ancora possibile modificare l’eredità della prossima generazione: usare la salute per umanizzare l’emergenza aiuterà a realizzare questo obiettivo.

 

 


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