Con riferimento allo schema di D.P.C.M. dedicato alla rete nazionale di inceneritori, costituente attuazione dell’art. 35, D.L. n. 133/2014 (c.d. Sblocca Italia), segnaliamo due rilevanti documenti a firma dell’On. Piergiorgio Carrescia e di altri parlamentari del PD.
In primo luogo tramite l’Interrogazione parlamentare n. 5/06449 del 23 settembre 2015 è stato chiesto al Governo di riesaminare il suddetto schema di D.P.C.M. al fine di “riproporne uno che sia più coerente con la ratio legis dell’articolo 35 del decreto-legge n. 133 del 2014 e che sia basato su un’altra e più aggiornata fase di raccolta delle informazioni per verificare gli effetti, in termini di aumento della capacità operativa degli impianti di incenerimento derivanti dagli adeguamenti e verifiche previsti dai commi 3 e 5 del medesimo articolo, nonché ad elaborare una programmazione che tenga conto delle variazioni nel frattempo intervenute o già previste sui territori in attuazione dei piani regionali di gestione dei rifiuti”. Ciò in quanto le conclusioni relative al fabbisogno impiantistico risultano risalenti nel tempo o comunque riferite a piani regionali di gestione dei rifiuti che devono essere adeguati; inoltre non si tiene conto, nello schema di D.P.C.M., delle politiche regionali che hanno previsto la riduzione dei rifiuti urbani prodotti tramite “azioni incisive di prevenzione e riciclo”. Un ulteriore limite del provvedimento in questione, sostengono i firmatari dell’interrogazione, è quello di ritenere che l’incenerimento con recupero di energia costituisca l’unica soluzione possibile, mentre per la normativa comunitaria e nazionale costituisce solo un’opzione, seppure da preferire rispetto allo smaltimento in discarica. Il Governo è altresì tenuto a fornire informazioni circa l’eventuale “realizzazione di inceneritori in quelle regioni che hanno già fissato obiettivi di raccolta differenziata superiori al 65 per cento, almeno fino al raggiungimento della percentuale prevista e comunque solo se il quantitativo residuale dovesse infine essere superiore alla «taglia minima» di 100.000 tonn/a”.
In secondo luogo, la Risoluzione n. 7/00780 del 24 settembre 2015 ripropone i medesimi contenuti della summenzionata Interrogazione, impegnando il Governo a riesaminare lo schema di D.P.C.M. in esame alla luce delle argomentazioni suesposte e ad assumere iniziative finalizzate a realizzare inceneritori nelle Regioni con obiettivi di raccolta differenziata superiori al 65%. (GG)


Condividi: