Il 30 gennaio, in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (la Commissione Ecomafie), il Commissario straordinario Vadalà per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa delle discariche abusive ha segnalato che siamo ancora a rischio infrazione sul fronte discariche.

Facendo un passo indietro, l’obiettivo da portare a termine – ha spiegato  il commissario – è quello di bonificare e mettere in sicurezza 80 siti di discariche abusive: dal 2003, anno dell’infrazione UE, abbiamo avuto la prima sentenza nel 2007 e la seconda nel 2014, con l’inizio della sanzione, ma “siamo partiti da 200 siti“, a causa degli “strascichi” degli anni ’60, ’70 e ’80, quando “le amministrazioni comunali, non sapendo come smaltire bene questi rifiuti, li gettavano dalla sommità delle colline negli alvei torrentizi, o li lasciavano in depositi temporanei“. In questi 22 mesi di attività il numero è sceso a 52, con altre 8 già bonificate al vaglio della Commissione europea, se tutto va bene, rimarranno 44 siti. Ora, però rischiamo una procedura di infrazione per la mancata bonifica di una quarantina di discariche: stiamo lavorando almeno su 20 siti al momento, di cui 10 da chiudere (speriamo) entro il 2 giugno 2019 e 10 entro il 2 dicembre 2019, in modo da abbassare a 24 il numero dei siti da lasciare al 2020 e 2021” (fonte: Ansa).


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