Lavoro agile: tutela della salute e sicurezza dei lavoratori

Il lavoro agile è una modalità flessibile di lavoro subordinato rispetto all’orario e al luogo della prestazione lavorativa che, per la parte resa fuori dei locali aziendali, è eseguita senza una postazione fissa, ma che comunque comporta l’estensione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali (legge 22 maggio 2017, n. 81).

Con la circolare n. 48 del 2 novembre 2017 si forniscono le prime indicazioni circa l’obbligo assicurativo e la classificazione tariffaria, la retribuzione imponibile, la tutela assicurativa, la garanzia della salute e sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione e le istruzioni operative per la denuncia assicurativa.

 

Piemonte: finanziamenti per la prevenzione

Pubblicato sul sito dell’Inail l’avviso pubblico per la selezione dei migliori progetti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il finanziamento complessivo è pari a trecentomila euro. E’ possibile presentare le manifestazioni di interesse fino al 7 dicembre 2017.

I progetti, individuati in armonia con il Piano nazionale di prevenzione 2014-2018 e con il Piano regionale della Prevenzione 2014/2018, potranno interessare i seguenti ambiti: infortuni su strada, agricoltura, edilizia, infortuni in ambiente sanitario, malattie professionali.

 

Cadmio LED

Pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il 01/11/2017, L 285/32 la “Rettifica della direttiva delegata (UE) 2017/1975 della Commissione, del 7 agosto 2017, che modifica, adattandolo al progresso tecnico, l’allegato III della direttiva 2011/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’esenzione relativa al cadmio in diodi a emissione luminosa (LED) con conversione di colore per uso in sistemi di visualizzazione” – Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 281 del 31 ottobre 2017.

 

Editoriale sull’Ispettorato nazionale del lavoro

Istituito dal Jobs Act e “normativamente” operativo da febbraio 2017, l’Ispettorato nazionale del lavoro – INL risulta essere, allo stato attuale, un “disegno” che mira a razionalizzare e semplificare il sistema dei controlli in materia di lavoro, lontano dal ritenersi compiuto. Molte ancora le zone d’ombra. Secondo Alessandra Servidori, nell’editoriale pubblicato su Ipsoa. Ad un anno dalla legge sul caporalato, per esempio, il quadro delle attività ispettive risulta essere frammentato, in quanto, di fatto, ripartito tra più attori: ASL, INPS, INAIL e nuovo Ispettorato. Una situazione che rischia di creare (non pochi) problemi agli operatori. Ed allora, cosa si aspetta a renderlo operativo “di fatto”? L’obiettivo era razionalizzare le funzioni, mettendo insieme gli ispettori delle Direzioni territoriali del lavoro- DTL, dell’INPS e dell’INAIL nella prospettiva di sviluppare e di integrare le competenze dei diversi funzionari, così da formare “sul campo” personale che abbia una capacità di verificare a 360 gradi il rispetto dell’intero complesso normativo che ha avuto una accelerazione consistente in seguito al processo riformatore in atto.

Uno dei provvedimenti più delicati emanati da INL risale al 2016 e riguarda l’attività di contrasto al lavoro nero. La circolare n. 3 del 22 dicembre 2016 attua il DM 10 agosto 2016, rivolto a contrastare il fenomeno dei distacchi transnazionali illeciti effettuati da imprese che si presentano apparentemente come straniere (con sede in altri Stati dell’Unione, come in primis Romania e Bulgaria), ma che sono invece esclusivamente attive in Italia e che, grazie a questo escamotage, riescono (indebitamente) a risparmiare per intero il versamento degli oneri contributivi e assistenziali.

(A cura di P.Rossi – paolarossilegal@libero.it)


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