Novità in materia di sicurezza degli alimenti. La disciplina relativa ai materiali destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari tende ad escludere il trasferimento di sostanze in quantità tali da mettere in pericolo la salute umana o da danneggiare o modificare la composizione dei prodotti stessi.

Con il regolamento 1935/2004 l’UE ha fissato i principi generali in materia e con il regolamento 10/2011 ha definito norme specifiche per i materiali e gli oggetti di materia plastica al fine di garantirne l’impiego in condizioni di sicurezza: il relativo allegato I, in particolare, stabilisce un elenco comunitario delle sostanze autorizzate che possono essere utilizzate in tali materiali.

Successivamente all’ultima modifica del regolamento 10/2011, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato ulteriori pareri scientifici su determinate sostanze che possono essere utilizzate nei materiali a contatto con i prodotti alimentari, anche dette sostanze MCA, nonché sull’utilizzo consentito delle sostanze precedentemente autorizzate. Alla luce di tali più recenti conclusioni la Commissione ha deciso di modificare l’allegato I al regolamento 10/2011, e lo ha fatto tramite il regolamento 2018/831 del 5 giugno 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE L 140 del 6 giugno 2018.

Le modifiche insistono sul perclorato, il cui limite di migrazione specifica è stato ridotto da 0,05 mg/kg a 0,002 mg/kg, e acido fosforoso, sostanza che, invece, non destando preoccupazioni per la sicurezza dei consumatori vede aumentare il suo limite di migrazione specifica da 5 a 10 mg/kg di prodotto alimentare, a condizione che siano rispettate le altre restrizioni. Sono, infine, aggiunte le voci di tetraidronaftalene, dicarbossilato di dimetile e trimetossisilano.

Il regolamento 2018/831, in vigore dal 26 giugno 2018, stabilisce infine che i materiali e gli oggetti di materia plastica conformi al regolamento 10/2011, nella versione applicabile prima di tale data, possono essere immessi sul mercato fino al 26 giugno 2019 e rimanere sul mercato fino all’esaurimento delle scorte.


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