Proposta di risoluzione del Parlamento europeo sulla diplomazia climatica come priorità strategica nella politica estera dell’Unione
 
Nel 2015 il raggiungimento a Parigi di un accordo universale sul clima e l’adozione dell’Agenda 2030, incentrata sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, hanno rappresentato un enorme successo per la trasformazione globale verso una società più sostenibile e a basse emissioni di carbonio. Entrambi i risultati possono essere visti come esempi positivi di multilateralismo. L’accordo di Parigi, in particolare, è stato reso possibile grazie a uno sforzo diplomatico concertato da parte dell’UE e della presidenza francese. La sfida futura consiste ora nel tradurlo in azione, nel creare norme e procedure per tale processo nel corso delle prossime conferenze delle Nazioni Unite sul clima e nel mantenere l’impegno internazionale a favore dell’azione per il clima.
 
Da qui l’importanza di inserire il clima nell’agenda degli organismi e degli attori responsabili delle relazioni esterne. I gravi effetti dei cambiamenti climatici sono tangibili a livello mondiale e devono quindi costituire una priorità strategica nell’ambito delle relazioni diplomatiche internazionali. Dal momento che gli sviluppi legati al clima incidono sulla stabilità geopolitica, sull’approvvigionamento alimentare e idrico (e quindi sulla sicurezza regionale delle popolazioni colpite) e sui flussi migratori, la questione deve essere affrontata a tutti i livelli e in tutti i campi della diplomazia internazionale.
 
Per questo motivo la commissione per gli affari esteri e la commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo dedicano una relazione congiunta a questo argomento e formulano raccomandazioni per le future attività dell’UE in materia di diplomazia climatica. La relazione – presentata il 1 marzo scorso – costituisce il fondamento per il futuro impegno delle commissioni parlamentari, in particolare della commissione per gli affari esteri e della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, a favore della diplomazia climatica, stabilendo che il Parlamento europeo sarà uno dei protagonisti delle relazioni esterne in tale settore.
 
 
Invito a presentare proposte nell’ambito del programma di lavoro pluriennale per la concessione di sovvenzioni nel settore delle infrastrutture energetiche transeuropee
 
Il Meccanismo per collegare l’Europa ha lanciato un invito a presentare progetti (codice identificativo: ID: 2018-1 CEF-Energy Call) il cui obiettivo è finanziare iniziative di interesse comune nel settore dell’energia, e precisamente dell’elettricità e del gas, che apportano significativi benefici sociali e garantiscono un’ampia solidarietà tra gli Stati membri ma che non ricevono finanziamenti adeguati dal mercato. I progetti devono contribuire a conseguire gli obiettivi generali della politica energetica europea e in particolare devono realizzare i seguenti risultati:
 
– aumentare la competitività promuovendo l’ulteriore integrazione del mercato interno dell’energia e l’interoperabilità delle reti elettriche e del gas a livello transfrontaliero;
 
– rafforzare la sicurezza dell’Unione in materia di approvvigionamento energetico;
 
– contribuire allo sviluppo sostenibile e alla tutela dell’ambiente, tra l’altro attraverso l’integrazione di energia da fonti rinnovabili e lo sviluppo di reti di energia intelligenti.
 
Il Budget disponibile è pari a 200.000.000 euro. La scadenza il 26 aprile 2018.
Sito web: https://ec.europa.eu/inea/en/connecting-europe-facility/cef-energy/calls/2018-cef-energy-calls-proposals/2018-1-call-proposals.

(A cura di M.A.Cerizza)


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