Dal 18 al 26 novembre la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti

Nata nel 2009 con un progetto LIFE e proseguita nel periodo 2013-17 con un altro LIFE+ “Informazione e comunicazione”, la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (SERR) è un’iniziativa volta a promuovere l’attuazione di azioni di sensibilizzazione sulla gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti. Obiettivi della SERR sono sensibilizzazione la società sulla corretta riduzione dei rifiuti, il riutilizzo dei prodotti, le strategie di riciclaggio dei materiali e sulle relative politiche dell’UE e degli Stati membri; dare visibilità al lavoro svolto dai partecipanti; mobilitare e incoraggiare i cittadini europei a concentrarsi su alcuni temi centrali; rafforzare le capacità degli attori coinvolti fornendo loro strumenti sia di comunicazione sia di formazione; valutare l’impatto delle azioni di comunicazione sul cambiamento nei comportamenti in merito alla gestione dei rifiuti. L’attenzione dell’edizione 2017 si concentrerà su uno degli aspetti più facili ma al contempo più importanti della prevenzione dei rifiuti: il riuso attraverso la riparazione, passando quindi da un atteggiamento “usa e getta” verso uno volto ad apprezzare i prodotti e le risorse utilizzate.

 

Preparare l’Europa ai cambiamenti climatici: il coordinamento è essenziale per ridurre i rischi causati dagli eventi atmosferici estremi

Rafforzare il collegamento tra gli esperti dell’adattamento ai cambiamenti climatici e gli esperti di riduzione del rischio di catastrofi è più importante che mai, alla luce dei recenti, devastanti eventi atmosferici estremi che hanno colpito l’Europa e altre aree del mondo. Una cooperazione più stretta, che comprenda un migliore allineamento delle politiche, sarà cruciale per ridurre gli impatti di rischi atmosferici e climatici quali alluvioni, ondate di calore, incendi boschivi e mareggiate. Una maggiore coerenza degli interventi e l’utilizzo di metodi innovativi consentiranno di migliorare la gestione di questi eventi, secondo una relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) pubblicata lo scorso 17 ottobre dal titolo «Climate change adaptation and disaster risk reduction in Europe — enhancing coherence of the knowledge base, policies and practices».

La relazione illustra i 10 pericoli naturali di maggior rilievo in Europa, nello specifico: ondate di calore, piogge torrenziali, straripamento di corsi d’acqua, tempeste di vento, frane, siccità, incendi boschivi, valanghe, grandinate e mareggiate. Questi eventi hanno pesanti impatti sulla salute umana, l’economia e gli ecosistemi e possono essere aggravati da altri cambiamenti quali l’impermeabilizzazione del suolo, l’edificazione in aree a rischio, l’invecchiamento della popolazione o il degrado degli ecosistemi.

La relazione presenta nuovi modelli di governance del fenomeno, di collegamento tra il livello nazionale e quello locale e con modalità intersettoriale su scala europea. Questi modelli comprendono politiche di pianificazione del territorio e di prevenzione del rischio, nonché misure tecniche come la costruzione di argini, modelli assicurativi e finanziamenti a lungo termine, nonché soluzioni di tipo naturalistico. Se realizzati in modo efficace, questi progetti possono essere molto efficienti, convenienti sotto il profilo dei costi e fonte di molteplici benefici. I progetti possono includere, ad esempio, la realizzazione di spazi di espansione per ridurre gli straripamenti dei fiumi, progetti agroforestali per ridurre l’erosione dei suoli, e la realizzazione di parchi e corpi idrici che rinfreschino le città in estate e raccolgano le acque di deflusso in occasione di intense piogge. Questi sforzi possono inoltre rafforzare la biodiversità e il benessere umano. Cinque punti chiave:

-Per rafforzare ulteriormente la resilienza, è utile integrare meglio le strategie e piani nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici con quelle di riduzione del rischio di catastrofi.

-Un maggior numero di paesi potrebbe effettuare e aggiornare valutazioni nazionali approfondite dei rischi e della vulnerabilità ai cambiamenti climatici.

-I servizi climatici che forniscono dati e proiezioni in merito al clima (come Copernicus) possono essere allineati meglio con le conoscenze relative alla prevenzione del rischio di catastrofi. È inoltre importante acquisire più dati in merito ai costi economici dei rischi naturali. Anche le piattaforme web nazionali di dati e le piattaforme di coordinamento tra soggetti interessati possono contribuire a rafforzare la comunicazione e la condivisione di informazioni.

-Il monitoraggio, la rendicontazione e la valutazione delle politiche e delle azioni sono in aumento, ma si può fare di più anche in questo campo per rafforzare lo scambio e l’apprendimento tra i due settori di intervento.

– Sebbene siano già disponibili finanziamenti dell’Unione per gli interventi, si possono rendere di più facile accesso e utilizzo, ad esempio per soluzioni di tipo naturalistico

 

Progetto pilota: rete di capitali verdi europee

L’obiettivo del presente appalto è assistere la Direzione Generale Ambiente della Commissione europea nel sostegno e nella gestione della rete di capitali verdi europee mediante l’organizzazione di seminari mirati, lo sviluppo di kit di strumenti tematici, la valutazione dell’adesione alla rete e la progettazione e la realizzazione di una campagna di promozione e divulgazione.

Il Budget è pari a 1.000.000 euro. La scadenza della presentazione dei dossier di candidatura è il 28 novembre 2017.

Sito web: https://etendering.ted.europa.eu/cft/cft-display.html?cftId=2977

 

(A cura di M. A. Cerizza)


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