Destinati agli Stati membri oltre 222 milioni di euro in investimenti per ambiente, natura e clima

La Commissione europea ha approvato un pacchetto di investimenti di 222 milioni di euro dal bilancio UE, a titolo del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, allo scopo di sostenere la transizione dell’Europa verso un futuro più sostenibile e a basse emissioni di carbonio. Il finanziamento dell’Unione mobiliterà ulteriori investimenti per un totale di 379 milioni di euro da destinare a 139 nuovi progetti in 20 Stati membri.

Finanziare un futuro a basse emissioni di carbonio e un’economia circolare: 181.9 milioni di EUR saranno destinati a progetti riguardanti tre ambiti: ambiente e uso efficiente delle risorse, natura e biodiversità, governance e informazione in materia di ambiente.

In linea con il pacchetto della Commissione europea sull’economia circolare, i progetti aiuteranno gli Stati membri nella transizione verso un’economia più circolare. Tra i progetti vi sono: la sperimentazione di un prototipo italiano che potrebbe convertire in modo economicamente efficiente le autovetture a benzina in veicoli ibridi, la fabbricazione, nei Paesi Bassi, di bioprodotti a partire da fanghi e l’applicazione di un nuovo trattamento biologico per eliminare i pesticidi e i nitrati dall’acqua nella Spagna meridionale. Altri progetti sosterranno l’attuazione del piano d’azione per la natura, in particolare la gestione dei siti Natura 2000. La protezione delle specie è un altro aspetto considerato, come nel progetto sloveno transfrontaliero inteso a salvare dall’estinzione una specie di lince alpina ad alto rischio.

Sul fronte del clima, l’UE investirà 40,2 milioni di EUR per sostenere progetti mirati all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mitigazione, alla governance e all’informazione. I progetti selezionati concorrono al conseguimento dell’obiettivo dell’UE di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. I finanziamenti LIFE contribuiranno inoltre a migliorare la resilienza di una via navigabile tra le più trafficate di Europa, l’estuario della Schelda, in Belgio, a mettere a punto strumenti per prevedere le tempeste di sabbia e a contrastare il fenomeno dell’isola di calore nelle città.

I 59 progetti della componente LIFE Ambiente e uso efficiente delle risorse mobiliteranno 134,6 milioni di EUR, di cui 73 milioni forniti dall’UE, e riguardano azioni in cinque aree tematiche: aria, ambiente e salute, uso efficiente delle risorse, rifiuti e acqua. I 15 progetti sull’uso efficiente delle risorse mobiliteranno da soli 37,9 milioni di EUR, agevolando la transizione verso un’economia più circolare in Europa.

I 39 progetti LIFE della componente Natura e biodiversità sostengono l’attuazione del piano d’azione per la natura, delle direttive Habitat e Uccelli e della strategia dell’UE in materia di biodiversità fino al 2020. La dotazione di bilancio complessiva di questi progetti è di 135,5 milioni di EUR, a cui l’UE contribuirà per 90,9 milioni.

I 14 progetti LIFE della componente Governance e informazione in materia di ambiente sensibilizzeranno alle questioni ambientali. La dotazione di bilancio complessiva di questi progetti è di 30,2 milioni di EUR, a cui l’UE contribuirà per 18 milioni.

I 12 progetti LIFE della componente Adattamento ai cambiamenti climatici mobiliteranno 42,6 milioni di EUR, di cui 20,6 milioni forniti dall’UE. Queste sovvenzioni sono concesse a progetti relativi a sei aree tematiche: adattamento basato sugli ecosistemi, salute e benessere, adattamento delle zone montagnose/insulari incentrato sul settore agricolo, adattamento/pianificazione urbana, valutazione della vulnerabilità/strategie di adattamento, e acqua (in cui sono comprese la gestione delle inondazioni, le zone costiere e la desertificazione).

La dotazione complessiva dei 9 progetti LIFE della componente Mitigazione dei cambiamenti climatici è pari a 25,7 milioni di EUR, di cui 13,6 milioni provenienti dall’UE. Queste sovvenzioni sono concesse a progetti di migliori pratiche, progetti pilota e progetti dimostrativi in tre settori tematici: industria, contabilizzazione/comunicazione delle emissioni di gas serra, uso del suolo/silvicoltura/agricoltura.

I 6 progetti LIFE della componente Governance e informazione in materia di clima miglioreranno la governance e sensibilizzeranno ai cambiamenti climatici. La dotazione di bilancio complessiva di questi progetti è di 10,4 milioni di EUR, a cui l’UE contribuirà per 6 milioni.

 

 

L’Ue in prima linea nell’azione globale volta a garantire una migliore governance degli oceani

Nel quadro della conferenza organizzata dall’Unione europea a Malta, i soggetti pubblici e privati si sono impegnati a destinare più di sei miliardi di euro al miglioramento della gestione dei nostri oceani. Durante la conferenza Our Ocean 2017 la Commissione europea ha annunciato iniziative finanziate dall’UE per oltre 550 milioni di EUR per far fronte alle minacce globali riguardanti gli oceani.

Gli impegni annunciati a Malta dalla Commissione e dagli altri soggetti pubblici e privati provenienti da più di 112 paesi di tutto il mondo hanno superato i 6 miliardi di euro. Le risorse saranno investite per rinvigorire la lotta contro l’inquinamento marino e ampliare le zone protette, migliorare la sicurezza degli oceani, promuovere le iniziative a favore dell’economia blu e della pesca sostenibile e intensificare l’impegno dell’UE contro i cambiamenti climatici, in linea con l’accordo di Parigi e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. I partecipanti hanno inoltre annunciato la creazione di nuove zone marine protette che si estendono su una superficie di oltre 2,5 milioni di km²², corrispondente a più della metà dell’Unione europea.

L ‘elenco completo degli oltre 400 impegni registrati (36 assunti dall’UE, oltre 200 dai governi dei paesi terzi, più di 100 dalle imprese e molti altri da ONG, fondazioni, istituti di ricerca e organizzazioni internazionali) è disponibile online.

La conferenza Our Ocean ha riunito soggetti pubblici e privati dei sei continenti, che hanno sposato collettivamente la causa del miglioramento della governance degli oceani e del loro uso sostenibile. Gli impegni dell’UE si estendono ben oltre i confini geografici e mirano a promuovere un utilizzo internazionale sostenibile degli oceani in tutto il mondo, concentrandosi in particolare sui paesi in via di sviluppo.

Nel quadro della conferenza Our Ocean 2017 sono stati affrontati i temi delle zone marine protette, della sostenibilità della pesca, dell’inquinamento marino e dei cambiamenti climatici. Quest’anno la Commissione europea ha inoltre introdotto i temi dell’economia blu e della sicurezza marittima. La conferenza ha indotto i partecipanti di tutto il mondo ad assumere impegni significativi. Puntando su impegni, partenariati e iniziative di alto livello, l’UE continua a stimolare e ispirare gli sforzi degli altri attori internazionali, ad esempio per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. La conferenza va inoltre ad integrare l’iniziativa dell’UE sulla governance internazionale degli oceani, che definisce un programma sul futuro degli oceani di tutto il mondo, basato su 50 azioni concrete.

 

 

Obbligatorie dal 1 settembre prove nuove e più efficaci delle emissioni degli autoveicoli

A partire dal 1º settembre 2017, prima di poter circolare sulle strade europee i nuovi modelli di autoveicoli dovranno superare prove aggiornate più affidabili delle emissioni in condizioni di guida reali (“emissioni reali di guida”, Real Driving Emissions – RDE) nonché una prova di laboratorio migliorata (“procedura di prova per i veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale”, World Harmonised Light Vehicle Test Procedure – WLTP). Le nuove prove delle emissioni garantiranno risultati più attendibili e contribuiranno a ripristinare la fiducia relativamente alle prestazioni dei nuovi autoveicoli. Le prove rappresentano una delle diverse importanti attività che la Commissione porta avanti per un’industria automobilistica pulita, sostenibile e competitiva.

– Prove delle emissioni più severe e precise: le emissioni di NOx e di particolato, che sono una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico, saranno misurate in maniera più affidabile in condizioni di guida reali (prova RDE). Questa prova andrà ad integrare una procedura di prova in laboratorio nuova e più realistica (prova WLTP) per tutte le emissioni, comprese quelle di CO2, e il consumo di carburante, nonché le emissioni di NOx e di altri inquinanti atmosferici. Entrambe le prove diventeranno obbligatorie dal settembre 2017 per tutti i nuovi modelli di autoveicoli e saranno introdotte gradualmente per tutti gli autoveicoli nuovi tra il 2018 e il 2019 (per ulteriori informazioni cfr. MEMO/17/2821).

– Revisione completa del sistema di omologazione: una volta adottata, la proposta di regolamento che la Commissione ha presentato nel gennaio 2016 garantirà una maggiore qualità e indipendenza delle prove sui veicoli e un controllo più attento sugli autoveicoli già in circolazione e introdurrà la vigilanza dell’UE nell’intero sistema.

– Norme sulla qualità dell’aria: gli Stati membri sono tenuti a rispettare i valori limite dell’UE per una serie di inquinanti, tra cui l’NO2, e a stabilire piani per la qualità dell’aria nelle zone o negli agglomerati in cui tali valori limite sono superati.

– Mobilità a basse emissioni: la strategia europea per una mobilità a basse emissioni mira ad aumentare l’efficienza del sistema dei trasporti e ad accelerare la diffusione delle energie alternative a basse emissioni per i trasporti e la transizione verso veicoli a emissioni zero. Detta strategia si basa su una gamma di alternative energetiche a basse emissioni per le autovetture e gli autobus e pone l’accento sull’elettrificazione dei trasporti ferroviari e sull’impiego dei biocarburanti nei settori del trasporto aereo e del trasporto su gomma di merci e passeggeri. La Commissione prevede altresì di adottare entro novembre 2017 un piano d’azione riguardante un’infrastruttura per i combustibili alternativi allo scopo di diffondere maggiormente l’uso dei carburanti alternativi in Europa.

Al tempo stesso la Commissione segue con attenzione i provvedimenti adottati dagli Stati membri relativamente ai veicoli inquinanti già in circolazione.

A seguito delle rivelazioni del settembre 2015, con cui era stato reso noto l’uso da parte del gruppo Volkswagen di software di manipolazione per eludere le norme in materia di emissione per alcuni inquinanti atmosferici, la Commissione ha invitato tutti gli Stati membri, in qualità di autorità responsabili della vigilanza del mercato e dell’applicazione della normativa in materia di omologazione, a effettuare le necessarie indagini al fine di verificare i livelli di emissioni reali dei veicoli circolanti sui rispettivi territori e di garantire la conformità al diritto dell’UE. La Commissione ha appoggiato le attività a livello nazionale mediante l’elaborazione di una metodologia comune di prova che riveli la presenza di dispositivi di manipolazione che alterano i risultati delle prove di laboratorio e garantisca la coerenza dell’esito delle indagini nazionali. Ha inoltre pubblicato un documento orientativo per aiutare le autorità degli Stati membri a valutare se i costruttori automobilistici utilizzino dispositivi di manipolazione o mettano in atto altre strategie risultanti in un aumento delle emissioni del veicolo al di fuori del ciclo di prova e ad analizzare se ciò sia tecnicamente giustificato. Nel dicembre 2016 e nel maggio 2017 la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di otto Stati membri per violazione della normativa UE in materia di omologazione e continua a controllare se il diritto dell’Unione in materia sia correttamente applicato. Inoltre la Commissione garantirà il rispetto delle norme sulla concorrenza e continuerà a lavorare affinché ai consumatori sia assicurato un trattamento equo. La Commissione continua infine ad adoperarsi per assicurare l’applicazione delle norme UE in materia di qualità dell’aria tramite procedure di infrazione nei confronti dei 16 Stati membri che violano i valori limite dell’NO2 ambiente.

(A cura di M. A. Cerizza)


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