Il Rapporto Ambiente del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), giunto all’Edizione 2018 pubblicata a febbraio 2019, viene redatto sulla base dei dati raccolti nell’Annuario ISPRA e si struttura in tre parti: la prima descrive le realtà regionali attraverso l’analisi di 16 indicatori, la seconda è composta da brevi articoli che riguardano attività SNPA particolarmente rilevanti e di interesse per la collettività, mentre la terza consiste in brevi articoli riguardanti specificità regionali. Si tratta di un efficace mezzo di conoscenza delle condizioni ambientali in Italia, utile a decisori politici e istituzionali, scienziati, tecnici e cittadini.

Nell’ambito di tutto quanto rilevato dal SNPA nell’edizione del 2018, si legge che l’inquinamento atmosferico è un fattore di rischio per la salute umana e per gli ecosistemi. In particolare, l’andamento decrescente dei livelli atmosferici di PM10 prosegue, coerentemente con quanto osservato in Europa negli ultimi dieci anni, come risultato della riduzione congiunta delle emissioni di particolato primario e dei principali precursori del secondario (ossidi di  azoto, ossidi di zolfo, ammoniaca). Però, segnala il Rapporto, avendo come orizzonte temporale il 2020, in riferimento all’esposizione a breve termine della popolazione, oltre al lontanissimo obiettivo di raggiungere i livelli raccomandati dall’OMS (nel 76% dei casi si registrano oltre tre superamenti della soglia di 50 µg/m³ per la media giornaliera), anche rispettare l’obiettivo previsto dalla normativa (non più di 35 superamenti della soglia di 50 µg/m³ in un anno) su tutto il territorio nazionale sembra piuttosto difficile: nel 2017 non è stato rispettato nel 31% dei casi.

Prosegue, il documento, segnalando che i superamenti del valore limite giornaliero sono stati numerosi e diffusi solo nelle regioni del bacino padano, vale a dire Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, e in Campania. Con frequenza e diffusione spaziale minore si segnalano, invece, Friuli, Toscana, Lazio e Umbria: in questi casi i superamenti sono per lo più limitati a specifiche aree dove esistono localmente fonti emissive significative e/o condizioni meteorologiche che favoriscono l’accumulo degli inquinanti.


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