Dal 2 al 14 dicembre 2018 si svolge a Katowice, in Polonia,la COP24, la 24esima Conferenza delle Parti promossa dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che riunisce i rappresentati di oltre 190 Paesi. Scopo della COP24 è proseguire l’attuazione dell´Accordo di Parigi per mantenere l’aumento della temperatura media globale sotto i 2 °C (meglio se sotto 1,5 °C), cercando di raggiungere un equilibrio tra le emissioni derivanti dalle attività umane e la riduzione/rimozione dei gas serra, anche attraverso l´assorbimento da parte delle foreste e del suolo.

La COP24 è appena iniziata, ed è già ultimatum. Dal segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, che parla di clima come “questione di vita o morte”, non si discosta di molto l’Istituto Superiore della Sanità, che afferma che “due generazioni, ovvero 20 anni, per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e dagli effetti devastanti che questi avranno sulla salute dell’uomo e dei territori…Già oggi le morti in Europa legate ai cambiamenti climatici sono migliaia l’anno, ma saranno milioni nel prossimo futuro se non si agisce subito“. Si pensi alle criticità connesse alle ondate di calore, che “nel 2003 hanno fatto 70 mila morti“.

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Precisamente, sottolinea il Presidente dell’ISS, Walter Ricciardi, “attualmente l’Organizzazione mondiale della sanità parla di 7 milioni di morti legate ai cambiamenti climatici e in Italia ben il 12% dei ricoveri pediatrici in ospedale sono connessi all’inquinamento”, segnalando che la stessa OMS ci dice oggi che “circa 250mila morti l’hanno nei prossimi 20 anni saranno attribuibili, direttamente o indirettamente al cambiamento climatico“. La situazione è ancor più preoccupante per i Paesi meno sviluppati (LDC), come sottolineato dal Presidente delle delegazioni LDC, Endalew: “siamo i meno responsabili del cambiamento climatico ma anche i più vulnerabili alle sue conseguenze“, il che apre al delicato problema del costo della riparazione, considerate le promesse dei Paesi ricchi di garantire allo scopo finanziamenti per i più poveri per cento miliardi di dollari l’anno entro il 2020, e della Banca mondiale, che ha reso nota l’intenzione di stanziare 200 miliardi per il periodo compreso tra il 2021 e il 2025, una somma doppia rispetto a quella prevista per il quinquennio precedente.


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