Il 28 novembre 2018 il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato la sua posizione sul regolamento di rifusione relativo agli inquinanti organici persistenti, sul quale il Parlamento UE già si era espresso pochi giorni prima, destando preoccupazioni circa il possibile rischio paralisi per il riciclo di determinate plastiche.

La notizia è stata diffusa tramite il seguente Comunicato Stampa (698/18):

 

“28.11.2018 – Inquinanti organici persistenti: il Consiglio concorda la sua posizione:

L’UE aggiorna le norme per le sostanze chimiche più persistenti ed inquinanti al mondo. Il Consiglio ha approvato oggi la sua posizione sul regolamento di rifusione relativo agli inquinanti organici persistenti, l’elenco di sostanze altamente tossiche convenuto dalle Nazioni Unite. Dal 2004 la produzione, l’uso e il commercio di tali sostanze sono stati progressivamente vietati ed è stato attuato un sistema di stigmatizzazione (“name and shame“) per sanzionare coloro i quali violano le norme.

L’accordo di oggi getta le basi per consentire alla presidenza austriaca di avviare i negoziati con il Parlamento europeo.

Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo eliminare la produzione e l’uso delle sostanze più tossiche al mondo. Oggi facciamo un altro importante passo avanti per tutelare la salute umana e prevenire l’inquinamento ambientale causato dalle sostanze chimiche più pericolose (Elisabeth Köstinger, ministro federale austriaco della sostenibilità e del turismo).

La proposta di rifusione assicurerà l’allineamento del regolamento con il trattato di Lisbona, e con le più recenti modifiche della convenzione di Stoccolma, che fornisce il quadro giuridico globale per eliminare la produzione, l’uso, l’importazione e l’esportazione di inquinanti organici persistenti. Varie modifiche migliorano l’allineamento del regolamento con la normativa generale dell’UE in materia di sostanze chimiche. Tali modifiche apporteranno maggior chiarezza e trasparenza e una maggiore certezza del diritto per tutte le parti coinvolte nell’attuazione del regolamento.

In base alle nuove norme, l’attuale elevato livello di tutela della salute umana e dell’ambiente in Europa sarà mantenuto, ma alcuni compiti previsti a norma del regolamento saranno trasferiti dalla Commissione europea all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ad Helsinki, in quanto si prevede che ciò ridurrà i costi globali e accrescerà le conoscenze scientifiche disponibili ai fini dell’attuazione.

Nella sua posizione il Consiglio ha consentito, per tutti i materiali riciclati, una concentrazione fino a 500 parti per milione per la somma cumulativa di tutti gli eteri di difenile polibromurato (PBDE), una categoria di ritardanti di fiamma che include il decaBDE. La proposta della Commissione ha vietato il decaBDE eccetto che per tracce non intenzionali a concentrazioni non superiori a 10 parti per milione.

Il Consiglio ha anche convenuto una deroga per la fabbricazione, l’immissione in commercio e l’uso del decaBDE per aeromobili, veicoli a motore come pure apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Per le paraffine clorurate a catena corta (SCCP), il Consiglio ha introdotto una deroga al divieto di fabbricazione, immissione in commercio e uso di sostanze o miscele contenenti SCCP in concentrazioni inferiori all’1% in peso o di articoli contenenti SCCP in concentrazioni inferiori all’0,15% in peso.

Contesto e prossime tappe
Il 22 marzo 2018 la Commissione europea ha adottato una proposta di rifusione del regolamento relativo agli inquinanti organici persistenti.L’accordo odierno fa seguito a intense discussioni a livello di gruppo in seno al Consiglio. La presidenza austriaca può ora avviare i negoziati con il Parlamento europeo, che ha adottato la sua posizione sul regolamento il 15 novembre 2018. Una prima riunione è in programma per il 4 dicembre“.


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