Il 6 e 7 giugno si è tenuto a Livorno il primo congresso dedicato al mare MS SeaDay, patrocinato dall’ARPA Toscana, che ha riunito ricercatori, organi istituzionali ed enti di ricerca per un confronto multidisciplinare in ambito chimico, biologico e ingegneristico finalizzato alla tutela dell’ambiente marino e costiero. Lo segnala proprio ARPAT, sul proprio portale, riportando che si è parlato di monitoraggio dello stato di salute dell’habitat marino, strumenti innovativi per il campionamento robotizzato, monitoraggio e studio fotografico dei fondali marini, qualità delle acque marine, tossine algali, metodiche e strumentazioni, tra cui le applicazioni di spettrometria di massa in alta risoluzione, da utilizzare per ottenere precise ed attendibili determinazioni dei livelli di contaminanti presenti nell’ambiente marino derivanti dalle attività umane (pesticidi, antivegetativi per navi, prodotti farmaceutici, metalli pesanti e micro-plastiche) affinché rimangano contenuti almeno entro i limiti di legge in acqua di mare, biota e sedimenti.

Nell’ambito della Strategia Marina, che impegna gli stati membri a sviluppare strategie, da aggiornare ogni sei anni, per raggiungere il buono stato ambientale, la relazione della Commissione europea del luglio 2018 inserisce l’Italia tra gli otto paesi membri che hanno molte probabilità di raggiungere gli obiettivi fissati dalla direttiva per il 2020.

Il territorio italiano è stato suddiviso in tre sottoregioni: Adriatico, Ionio e Mediterraneo centrale, Mediterraneo occidentale, di cui la Toscana fa parte.

E’ stata, infatti, presentata l’attività di monitoraggio svolta dal 2015 ad oggi in Toscana ed i risultati di tali attività.

Relativamente alle microplastiche, il cosiddetto microlitter che comprende tutto il materiale solido con dimensioni inferiori ai 5 mm, nei quattro anni di monitoraggio è stato rilevato un numero medio di microplastiche di 0,38 per metro cubo e di 0,09 per metro quadrato, dato confrontabile con quelli rilevati nelle altre sottoregioni italiane (Mediterraneo Occidentale di cui la Toscana fa parte, Adriatico, Ionio e Mediterraneo centrale): rispetto alle altre sottoregioni, si legge sul portale ARPAT, il dato toscano risulta più basso. Quanto a forma e colore degli oggetti rilevati: trasparente e bianco sono i colori dominanti (70%), ma tra i frammenti più colorati, il blu è il più comune e il rosso è il meno comune; la forma degli oggetti più comuni è quella di frammenti (90%).

Nel 2018 ARPAT (responsabile di monitorare le attività sui corpi idrici della Regione Toscana) ha effettuato una campagna di monitoraggio relativa alla presenza di contaminanti ambientali, definiti come inquinanti organici persistenti. I risultati ottenuti indicano che i campioni di acqua di mare sono diffusamente contaminati dal TBT (80% dei campioni analizzati) e in misura minore dal mercurio, dall’altra parte in tutti i campioni di biota sono state rilevate concentrazioni ben rilevabili dell’intero pool di sostanze (con eccezione di TBT, che non è analizzato in questo tipo di matrice).


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