Con delibera n. 6438 del 3 aprile 2017 la Giunta regionale della Lombardia ha avviato l’aggiornamento del Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA) e al procedimento di verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del medesimo Piano. Esclusa la VAS, con delibera n. 449 del 2 agosto 2018 è stato approvato l’aggiornamento: il PRIA 2018, che conferma i macrosettori di intervento e le misure già individuate nel PRIA 2013, contiene anche disposizioni sulle nuove limitazioni ai veicoli più inquinanti attive dal 1° ottobre 2018 e individua nel 2025 la data per il possibile rientro di tutti gli inquinanti monitorati.

Sul tema, il Commissario Ambiente UE, Karmenu Vella, è recentemente intervenuto in risposta ad un’interrogazione, esprimendosi nei seguenti termini:

“La Commissione non è ancora in grado di verificare i fatti in questione per l’anno 2019 in quanto la relazione dell’Italia sui valori registrati è prevista al più tardi entro la fine di settembre 2021.

Le violazioni ricorrenti delle norme sulla qualità dell’aria hanno indotto la Commissione ad avviare procedimenti di infrazione nei confronti di tutti gli Stati membri interessati, tra cui l’Italia. La Commissione segue attentamente la situazione dell’Italia, tenendo in considerazione e valutando le informazioni sui piani per la qualità dell’aria messe a disposizione dal paese. Sulla base di tali valutazioni, volte a stabilire se le misure adottate possano effettivamente soddisfare i requisiti della direttiva relativa alla qualità dell’aria ambiente (Direttiva 2008/50/CE) al fine di garantire che il periodo di superamento sia il più breve possibile, la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia nella causa C644/18, in cui si fa riferimento anche all’inadeguatezza delle misure adottate dalla Regione Lombardia.

Gli articoli 2 e 3 della direttiva sulla valutazione ambientale strategica (Direttiva 2001/42/CE) definiscono i “piani e programmi”, inclusi quelli “elaborati e/o adottati da un’autorità a livello nazionale, regionale o locale” e “previsti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative” e con “effetti significativi sull’ambiente”, che sono soggetti a una valutazione ambientale. Le misure aggiornate introdotte nel 2018 sono previste dalle disposizioni legislative che recepiscono nel quadro giuridico italiano la direttiva relativa alla qualità dell’aria ambiente. Nel preambolo al piano, le autorità competenti hanno fatto presente che non era necessaria una valutazione ambientale, il che significa che in questo caso non vi sarebbero “effetti significativi sull’ambiente”. In considerazione del fatto che un procedimento è attualmente pendente dinanzi alla Corte (Causa C-644/18.), la Commissione non è in grado, in questa fase, di formulare ulteriori osservazioni al riguardo“.


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