Arriva dall’ONU l’ennesimo ultimatum per lo stato ambientale del Pianeta. Il sesto Global Environmental Outlook (GEO 6), la cui prima pubblicazione risale al 1997, individua anche l’efficacia della risposta politica per affrontare le sfide ambientali, e i possibili percorsi per raggiungere vari obiettivi ambientali concordati a livello internazionale.

In tutto il mondo, delle morti premature e delle malattie una su quattro dipende dall‘inquinamento e dai danni all’ambiente causati dall’uomo (9 milioni di morti solo nel 2015), a rischio Asia, Medio Oriente e Africa, dove le morti premature sarebbero milioni entro il 2025, se non si cambiano drasticamente le protezioni ambientali; inoltre, l’eccesso di consumi, i prodotti inquinanti e lo spreco al Nord del mondo portano fame, povertà e malattie al Sud. L’inquinamento atmosferico causa 6-7 milioni di morti premature all’anno.

Si tratta di un’epidemia globale, causata da emissioni inquinanti, sostanze chimiche che contaminano l’acqua potabile e distruzione degli ecosistemi fondamentali per la sopravvivenza di miliardi di persone. Infatti, anche l’acqua dolce diventerà una minaccia: l’inquinamento di queste acque, provocato dalla resistenza antimicrobica, può costituire una delle principali cause di morte. Si pensi al mancato accesso all’acqua potabile per 1,4 milioni di persone, che perdono la vita ogni anno per patologie che si potrebbero evitare come, ad esempio, i parassiti presenti nelle acque contaminate, e al fatto che i prodotti chimici rilasciati nel mare sono nocivi per diverse generazioni, così come al fatto che miliardi di persone vivono in terre rovinate dall’agricoltura intensiva e dalla deforestazione.

Scienza, tecnologia e disponibilità economica non mancano, ma devono orientarsi verso uno sviluppo che sia più sostenibile, rileva l’ONU, ad esempio limitando le emissioni di CO2 e l’uso di pesticidi, e riducendo lo spreco alimentare.

 

 

 

 

 


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