Il 27 maggio il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera definitivo al regolamento sulla progettazione ecocompatibile, nonché a due regolamenti chiave del Green Deal, ossia l’atto sull’industria a zero emissioni nette (Net-Zero Industry Act) e il regolamento che obbliga a ridurre le emissioni di metano nel settore energetico.

Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile sostituisce l’attuale direttiva ecodesign 2009/125/CE, ampliandone il campo di applicazione, oltre ai prodotti energetici, a tutti i tipi di beni immessi sul mercato dell’UE, salvo poche eccezioni (automobili o prodotti destinati alla difesa e alla sicurezza). Introduce nuovi requisiti quali durabilità, riutilizzabilità, aggiornabilità e riparabilità dei prodotti, regole sulla presenza di sostanze che inibiscono la circolarità; efficienza energetica e delle risorse; contenuto riciclato, rigenerazione e riciclaggio; impronta di carbonio e ambientale; requisiti di informazione, compreso un passaporto dei prodotti digitali. Inoltre, prevede il divieto di distruzione dei prodotti tessili e delle calzature invenduti e, al contempo, autorizza la Commissione ad estendere il divieto per altri prodotti in futuro.

L’atto sull’industria a zero emissioni nette, che mira a promuovere la diffusione industriale delle tecnologie a impatto zero necessarie per raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE. I progressi verso gli obiettivi del regolamento saranno misurati mediante due parametri indicativi: in primo luogo, la capacità di produzione di tecnologie a impatto zero, come i pannelli solari fotovoltaici, le turbine eoliche, le batterie e le pompe di calore, che raggiungono il 40% delle esigenze di implementazione dell’UE; in secondo luogo, un obiettivo specifico per una maggiore quota dell’Unione per queste tecnologie al fine di raggiungere il 15% della produzione mondiale entro il 2040. Inoltre, il regolamento fissa un obiettivo di 50 milioni di tonnellate di capacità annua di iniezione nei siti di stoccaggio geologico della CO2 dell’UE entro il 2030.

Il regolamento sul monitoraggio e la riduzione delle emissioni di metano, che fa parte del pacchetto “Fit for 55”, obbliga l’industria del gas fossile, del petrolio e del carbone in Europa a misurare, monitorare, segnalare e verificare le proprie emissioni di metano secondo i più elevati standard di monitoraggio e ad adottare misure per ridurle. In particolare, richiede ai gestori di rilevare e riparare le fuoriuscite di metano, effettuare indagini sulle fuoriuscite in diversi tipi di infrastrutture a intervalli prestabiliti e quindi riparare o sostituire tutti i componenti al di sopra di determinati livelli di fuoriuscita di metano immediatamente dopo il rilevamento e comunque non oltre i cinque giorni successivi. Per una riparazione completa il termine stabilito è di 30 giorni. Inoltre, il regolamento vieta il rilascio e la combustione in torcia del metano dalle stazioni di drenaggio entro il 2025 e dai pozzi di ventilazione entro il 2027, a meno che non sia strettamente necessario o in caso di emergenza o malfunzionamento.

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