Come osservato dal Ministro dell’Ambiente, e riportato nel Comunicato Stampa del 28 agosto 2018,  la legge della regione Marche sull’incenerimento dei rifiuti ha “evidenti profili di incostituzionalità, oltre che rilievi comunitari“.
 

Precisava, infatti, il Ministro che non è tale legge regionale lo strumento adatto per non bruciare Css, il combustibile solido secondario, bensì una normativa statale, sottolineando che “uno dei rilievi di incostituzionalità riguarda proprio la sovrapposizione della legge marchigiana con lo “Sblocca Italia” che, imponendo una gestione dei rifiuti contraria a quanto previsto dal contratto di governo, dovremo modificare“.
 

Come annunciato dal Comunicato Stampa di seguito riportato, la legge regionale Marche sull’incenerimento dei rifiuti è stata impugnata:
 

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Roma, 3 settembre 2018 – “Nel Consiglio dei ministri conclusosi da poco è passata l’impugnativa da me proposta della legge regionale Marche sull’incenerimento dei rifiuti. La competenza in materia è statale e quindi chiederne l’impugnativa era un atto doveroso”: lo dichiara il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
 

“Però – continua il Ministro – proprio perché la competenza è statale e noi non siamo contrari alla ratio della legge, ho dato disposizione agli uffici legislativi affinché sia modificato l’art.35 dello SbloccaItalia contro cui tantissimi cittadini e comitati si sono sempre battuti. È arrivato il momento di non puntare più sull’incenerimento ma sulla differenziata di qualità e sull’economia circolare“, conclude Costa a margine del Consiglio dei Ministri” (si veda anche Impianti di incenerimento rifiuti: il Tar boccia lo Sblocca-Italia).
 


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