L’11 gennaio 2024 entrerà in vigore la Legge 27 dicembre 2023, n. 206 che detta “Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del made in Italy“, tese a “valorizzare e promuovere, in Italia e all’estero, le produzioni di eccellenza, il patrimonio culturale e le radici culturali nazionali, quali fattori da preservare e tramandare non solo a fini identitari, ma anche per la crescita dell’economia nazionale nell’ambito e in coerenza con le regole del mercato interno dell’Unione europea“.

All’art. 2 del provvedimento, viene precisato che “Le misure di promozione e di incentivazione sono coerenti con i principi di sostenibilità ambientale della produzione, di transizione dei processi produttivi verso la digitalizzazione e l’ecoinnovazione, in misura necessaria e sufficiente a potenziare e a rendere piu’ efficienti i processi, senza dismettere, ove sussistenti, le peculiarità artigianali che caratterizzano il prodotto o l’attività, nonche’ con i principi dell’inclusione sociale, della valorizzazione del lavoro femminile e giovanile e della non discriminazione tra le imprese“.

Con riguardo alla indivuazione di “Misure settoriali”, l’art.10 stabilisce criteri volti alla valorizzazione della filiera delle fibre tessili naturali e provenienti da processi da riciclo:

“In conformità ai principi dello sviluppo sostenibile e con l’obiettivo dell’accrescimento dell’autonomia di approvvigionamento delle materie prime nell’industria, il Ministero delle imprese e del made in Italy, in coordinamento con il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e con il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, promuove e sostiene gli investimenti nel territorio nazionale, la ricerca, la sperimentazione, la certificazione e l’innovazione dei processi di produzione nella filiera primaria di trasformazione in Italia di fibre tessili di origine naturale nonche’ provenienti da processi di riccio e dei processi di concia della pelle, con particolare attenzione alla certificazione della loro sostenibilità per quanto concerne il riciclo, la lunghezza di vita, il riutilizzo, la biologicità e l’impatto ambientale. A tal fine e’ autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l’anno 2024 (…)”.

L’art. 11, invece, stabilisce misure per la transizione verde e digitale nella moda:

“Ai fini della promozione e del sostegno, da parte del Ministero delle imprese e del made in Italy, di investimenti nel territorio nazionale finalizzati alla transizione ecologica e digitale nel settore tessile, della moda e degli accessori, è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2023 e di 10 milioni di euro per l’anno 2024. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati le imprese beneficiarie, le modalità di attuazione della misura nonchè il soggetto gestore incaricato della relativa gestione, con oneri nel limite dell’1,5 per cento delle risorse destinate all’attuazione della presente misura (…)”

 

 


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