Durante uno dei tanti Convegni tenutisi a Rimini, nel corso della fiera di Ecomondo 2018, il commissario straordinario unico per la depurazione, Enrico Rolle, ha anticipato che l’Italia sarà con tutta probabilità coinvolta in due ulteriori procedure di infrazione per la “mancanza di depuratori”, che andrebbero ad aggiungersi alle due tutt’ora in corso: “una che era partita nel 2014 e che probabilmente si concluderà con una condanna nel prossimo anno. Un’altra che è iniziata nel 2017 e che avrà tempi più lunghi” (v. anche Acque reflue, arriva la multa dall’UE: maxi sanzione per il mancato adeguamento dei sistemi di raccolta e trattamento). Si tratterebbe di centinaia di interventi per importi già stanziati per 1,8 miliardi di euro, da svolgere in prevalenza in Sicilia, Calabria e Campania. Mentre alcuni agglomerati siano usciti dalla procedura d’infrazione, segnala il Commissario che “per altri si sono avviati i lavori, le progettazioni sono in corso. E’ un sistema che si è messo in movimento … Lavoriamo da poco più di un anno in una situazione molto difficile. Abbiamo dovuto metter mano a progetti fermi e su alcuni di loro siamo riusciti a muovere gli interventi. Prevediamo di realizzare le opere previste nei prossimi cinque anni“.

Sulle procedure in arrivo, invece, il Commissario segnala la problematica di “ottenere le pronunce di compatibilità ambientale da parte delle Regioni, oltre all’impossibilità di far transitare personale capace e utile da altre amministrazioni verso la struttura commissariale, perché nella legge istitutiva non era stato previsto alcun incentivo“.


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