Il 2020 è ormai alle porte e, a norma del regolamento (UE) 2018/1999, ogni Stato membro è tenuto a ridefinire gli obiettivi di riduzione dei combustibili fossili per il decennio 2021-2030. L’Italia ha presentato alla Commissione europea il proprio Piano Nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec 2021-2030) lo scorso 8 gennaio. La proposta italiana – un corposo volume di ben 238 pagine – ha analizzato tutti gli aspetti del complesso problema della gestione energetica di un paese: dall’interconnessione tra le reti nazionali e quelle dei paesi limitrofi, agli approvvigionamenti di gas e petrolio, fino al problema sociale della povertà energetica e gli sviluppi di nuove tecnologie nell’ambito della ricerca accademica. Lo scorso 18 giugno la Commissione ha risposto ufficialmente con la raccomandazione, in merito al nostro Pniec 2021-2030, oggi pubblicata in Gazzetta Ufficiale UE.

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La Commissione ha invitato il Governo italiano a sostenere la quota del 30% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, aumentare il livello di ambizione per le fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffrescamento e migliorare le misure per conseguire l’obiettivo nel settore dei trasporti fissato all’articolo 25 della direttiva 2018/2001.Inoltre si chiede all’Italia di ridurre la complessità e l’incertezza normativa, di precisare i quadri favorevoli all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e alle comunità di energia rinnovabile. Per quanto riguarda l‘efficienza energetica il Piano dovrebbe garantire risparmi adeguati anche nel periodo 2021-2030. La Commissione chiede di chiarire se la misura del previsto sviluppo nel settore del gas sia compatibile con gli obiettivi di decarbonizzazione dichiarati e con il programmato abbandono graduale degli impianti termoelettrici a carbone.Si richiede poi all’Italia di precisare gli obiettivi nazionali e di finanziamento per la ricerca, l’innovazione e la competitività da raggiungere nel periodo 2021-2030, di svolgere consultazioni con i paesi limitrofi per approfondire e integrare meglio l’aspetto della transizione, di chiarire le misure previste su società, occupazione, competenze e distribuzione del reddito, anche nelle regioni industriali e ad alta intensità di carbonio.

In linea di massima, pur apprezzando l’impegno mostrato dal Paese, la Commissione richiede una maggior ambizione che assicuri il raggiungimento dei target climatici per il 2030 definiti con l’accordo di Parigi e la transizione verso un’economia a impatto climatico zero entro il 2050, attraverso un maggior ricorso alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica.

 


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