E’ sempre più vicina la revisione del Regolamento sui composti organici persistenti, conosciuto come Regolamento POP.

E’ il Consiglio dell’Unione Europea a darne notizia, tramite il Comunicato Stampa 794/18, nel quale si legge che il 19 febbraio 2019 la Presidenza rumena del Consiglio ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento europeo sull’aggiornamento del regolamento sugli inquinanti organici persistenti, l’elenco concordato ONU di sostanze pericolose. Questo regolamento, prosegue il Consiglio, aiuterà a proteggere le persone e l’ambiente da queste sostanze chimiche.

In particolare, la proposta di rifusione garantisce l’allineamento del regolamento esistente con le ultime modifiche alla convenzione di Stoccolma, che fornisce il quadro giuridico globale per l‘eliminazione della produzione, l’uso, l’importazione e l’esportazione di inquinanti organici persistenti, mentre vari emendamenti allineano il regolamento più strettamente con la legislazione generale dell’UE in materia di sostanze chimiche. Le nuove norme manterranno l’attuale livello elevato di protezione della salute umana e dell’ambiente in Europa, ma alcuni compiti previsti dal regolamento saranno trasferiti dalla Commissione europea all’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) a Helsinki, novità che dovrebbe ridurre i costi complessivi e ampliare le conoscenze scientifiche disponibili per l’attuazione. In base all’accordo, viene aggiunto all’elenco delle sostanze il decaBDE ritardante di fiamma, e per gli aeromobili, i veicoli a motore e le apparecchiature elettroniche vengono introdotte esenzioni specifiche per l’uso del decaBDE anche in caso di importazioni.

Tutto è iniziato il 22 marzo 2018, quando la Commissione europea ha adottato una proposta di rifusione del regolamento sugli inquinanti organici persistenti, il Consiglio ha, poi, adottato la sua posizione sul regolamento il 28 novembre; i negoziati con il Parlamento europeo sono iniziati il 4 dicembre e si sono conclusi con l’accordo del 19 febbraio 2019, che sarà presentato per approvazione politica da parte degli ambasciatori dell’UE nel Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio.


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