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Industrie insalubri: che poteri spettano al sindaco?

Categoria: Aria
Autorità: Tar Toscana, Sez. II
Data: 10/05/2022
n. 697

Ai sensi degli art. 216 e 217 del testo unico delle leggi sanitarie, il sindaco è il titolare di un particolare potere di vigilanza sulle industrie insalubri e pericolose che può anche concretarsi nella prescrizione di accorgimenti relativi allo svolgimento dell'attività, volti a prevenire, a tutela dell'igiene e della salute pubblica, situazioni di inquinamento, e tale potere è ampiamente discrezionale ed esercitabile in qualsiasi tempo, sia nel momento in cui è richiesta l'attivazione dell'impianto, sia in epoca successiva.


Leggi la sentenza

Premesso che:

 

- all’odierna udienza, la causa, chiamata per la trattazione dell’incidente cautelare, è stata discussa dai difensori delle parti e quindi trattenuta dal Collegio in decisione previo avviso circa la possibilità di definizione del ricorso con sentenza in forma semplificata;

 

Ritenuto che:

 

- i ricorsi in decisione, principale e per motivi aggiunti, sono fondati sotto l’assorbente e dirimente profilo del difetto di competenza del dirigente comunale ad adottare gli atti impugnati;

- infatti, rispetto alla censura in tal senso formulata dalla ricorrente basandosi sulla qualificazione delle ordinanze impugnate come extra ordinem ex artt. 50 e 54 del d.lgs. n. 267 del 2000, la difesa del Comune ha replicato che i provvedimenti impugnati non concretizzerebbero delle ordinanze contingibili ed urgenti, essendo piuttosto espressione del potere di cui all’art. 217 del r.d. 1265/1934, che spetterebbe al dirigente;

- effettivamente le ordinanze impugnate sembrano porsi in esecuzione del disposto dell’art. 217 R.D. 27 luglio 1934 n. 1265;

- l’assunto difensivo del Comune di (omissis) non può tuttavia essere seguito per il resto, avendo la consolidata giurisprudenza formatasi sul punto, condivisibilmente evidenziato come anche a seguito della riforma “Bassanini”, che ha distinto fra competenze di carattere politico e competenze di carattere amministrativo, rimanga pienamente vigente la specifica disposizione di cui all’art. 217 del T.U.LL.SS. che assegna al podestà (oggi al sindaco, ovviamente) i poteri di intervento in materia di igiene e sanità pubblica;

- l'art. 217 del testo unico delle leggi sanitarie (27 luglio 1934 n. 1265) dispone infatti che "quando vapori, gas o altre esalazioni ... provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il podestà prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno". Il sindaco pertanto agisce in questa veste quale autorità sanitaria locale, chiamato ad esercitare poteri-doveri di controllo, anche preventivo, a tutela dell'ambiente e della salute pubblica. Ai sensi degli art. 216 e 217 t.u., il sindaco è dunque titolare di un particolare potere di vigilanza sulle industrie insalubri e pericolose che può anche concretarsi nella prescrizione di accorgimenti relativi allo svolgimento dell'attività, volti a prevenire, a tutela dell'igiene e della salute pubblica, situazioni di inquinamento, e tale potere è ampiamente discrezionale ed esercitabile in qualsiasi tempo, sia nel momento in cui è richiesta l'attivazione dell'impianto, sia in epoca successiva (cfr. T.A.R. Veneto, sez. II, 5 marzo 2014, n. 281);

- anche il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla questione affermando che le disposizioni del Testo Unico delle leggi sanitarie (artt. 216 e 217 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265) attribuiscono al sindaco, ausiliato dalla struttura sanitaria competente, il cui parere tecnico ha funzione consultiva ed endoprocedimentale, un ampio potere di valutazione della tollerabilità o meno delle lavorazioni provenienti dalle industrie classificate "insalubri", per contemperare le esigenze di pubblico interesse con quelle pur rispettabili dell'attività produttiva, anche prescindendo da situazioni di emergenza ( cfr. Cons. Stato Sez. V, 27 dicembre 2013, n. 6264);

- pertanto, rispetto ai poteri esercitati nel caso di specie, non rileva il riferimento effettuato dalla difesa del Comune di (omissis) ai compiti dei dirigenti, in quanto, come evidenziato dalla citata giurisprudenza, nella materia in esame le norme del R.D. n. 1265 del 1934 attribuiscono una competenza speciale al sindaco, correlata alla tutela di preminenti interessi di sanità ed igiene pubblica in relazione all’esercizio di industrie insalubri, prevalente sugli ordinari criteri di riparto dei compiti amministrativi in ambito locale (cfr. anche TAR Piemonte, 31 luglio 2008, n. 1805; T.A.R. Lazio, sez. II ter, 7 marzo 2005 n. 5508);

- in conclusione, ritenuta la fondatezza di tale censura d’incompetenza, assorbite le ulteriori censure, sia il ricorso principale sia i motivi aggiunti proposti avverso le ordinanze dirigenziali indicate in epigrafe, sono meritevoli di accoglimento;

- le spese di lite, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.

 

(Omissis..)

 

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