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Esistono titoli equivalenti all’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali?

Categoria: Rifiuti
Autorità: Tar Campania
Data: 06/07/2018
n. 1031

L’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali per il trasporto di determinate categorie di rifiuti attesta il possesso da parte dell’impresa interessata di precisi requisiti organizzativi e di capacità tecnica che sono stati accertati dall’organo tecnico a ciò preposto: tale attestazione non ammette equipollenti.


Leggi la sentenza

Fatto e Diritto

 

1. Con ricorso principale la società E. impugna il provvedimento prot. n. 11240/2018 del 23 marzo 2018 con cui il Comune di Angri ha disposto la sua esclusione dalla “Procedura negoziata per la concessione del servizio di ripristino post incidente mediante la pulizia della piattaforma stradale e il reintegro delle matrici ambientali eventualmente compromesse da incidente stradale – durata 2 anni”.

 

2. Con il ricorso per motivi aggiunti, essa ha impugnato gli atti di cui è venuta a conoscenza a seguito del deposito degli stessi fatto dalla amministrazione resistente, ed in particolare: il verbale della commissione di gara del 15 marzo 2018, la nota datata 22 gennaio 2018 dell’Albo Gestori Ambientali – Sezione regionale della Campania nonché la Determinazione del Comune di Angri n. 360/2018 del 23 aprile 2018 recante l’esclusione della ricorrente pubblicata ai sensi dell’art. 29 comma 1 del D.Lgs 50/2016.

 

3. Il provvedimento di esclusione, impugnato con il ricorso principale, si fonda sul presupposto che la società E. non fosse in possesso del requisito richiesto dall’art. 4 lett. c) del bando, e cioè, dell’iscrizione all’albo dei gestori ambientali nella categoria “trasporto rifiuti in conto proprio” di cui all’art. 212, comma 8 del d. lgs 152 del 2006 per le categorie 5, 8 e 9 relative all’oggetto di gara.

La Società E., peraltro, non risultava abilitata al trasporto dei seguenti codici CER: 15.02.02 -assorbenti, materiali filtranti (inclusi i filtri dell'olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose - 16.03.03 - rifiuti inorganici, contenenti sostanze pericolose-, 16.03.04 - rifiuti inorganici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 03, 16.10.01 soluzioni acquose dì scarto, contenenti sostanze pericolose- tutti necessari per lo svolgimento del servizio oggetto di gara, che include tra le altre cose l'aspirazione dei liquidi inquinanti sversati.

La stazione appaltante aveva, infatti, verificato che l’impresa non era in possesso dello specifico requisito, avendo formulato precisa richiesta all’Albo nazionale gestori Ambientali della Regione Campania.

In particolare, la sezione regionale dell’Albo aveva rilevato che la società E. risultava abilitata al trasporto nelle categorie 4 e 5 dei rifiuti, come se iscritta in categoria 2 bis, derivanti dallo svolgimento dell’attività trasporto in proprio di “Smontaggio e demolizioni di pareti, tettoie, pannelli, di amianto in genere (bonifica di siti civili e industriali)”.

 

2. A seguito di istanza di annullamento pervenuta dalla interessata, l’amministrazione precisava che le iscrizioni nelle categorie 4 e 5 consentono l’esercizio delle attività di cui alle categorie 2-bis e 3-bis purché lo svolgimento di queste ultime attività non comporti variazioni della categoria della classe e della tipologia dei rifiuti per le quali l’impresa è iscritta.

Poiché la concorrente E. risultava abilitata al trasporto dei rifiuti derivanti dallo svolgimento di una attività diversa da quella oggetto di gara, essa avrebbe dovuto dimostrare l’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali ex art. 212 comma 8 del d. Lgs 3 Aprile 2006 n. 152, per le operazioni di trasporto di rifiuti pericolosi e non pericolosi.

 

2. Con un unico motivo di ricorso, la ricorrente deduce la illegittimità del provvedimento di esclusione sotto vari profili di violazione di legge ed eccesso di potere.

Le medesime censure sono riproposte anche avverso i provvedimenti impugnati con il ricorso per motivi aggiunti,
Secondo la prospettiva della ricorrente:
- l’oggetto sociale perseguito dalla società è molto ampio e non è circoscritto alle sole attività edili ma riguarda anche la bonifica ed il trasporto rifiuti in conto terzi;
- l’attività di trasporto per conto di terzi ha contenuto più ampio di quella per conto proprio ed è subordinata a condizioni e requisiti più rigorosi: il trasporto per conto terzi, può essere considerato senz'altro comprensivo anche del trasporto per conto proprio;
- nella delibera di iscrizione della E. s.p.a. sono indicati espressamente anche i rifiuti CER 150202* - Cer 150203 - Cer 160303* - Cer 160304 -Cer 161001 – Cer 161002, ossia proprio quelli derivanti dalle attività di ripristino delle condizioni di sicurezza e viabilità post incidente e bonifica mediante pulitura ed eventuale manutenzione straordinaria del manto stradale.

 

3. Così sintetizzate le censure proposte dalla ricorrente, ritiene il Collegio che esse non possano essere condivise.

Dalla certificazione rilasciata il 22 gennaio 2018 dall'Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, Sezione regionale della Campania, emerge che la società E. s.p.a. è abilitata al trasporto in proprio dei rifiuti derivanti dalla attività di "smontaggio e demolizioni di pareti, tettoie, pannelli, ecc. di amianto in genere (bonifica di siti civili e industriali)" per specifici codici ERR in categoria 4 e 5.

 

Tuttavia, oggetto della gara è altra tipologia di attività per la quale l’impresa non risulta dotata della necessaria certificazione.

Non può essere condivisa la deduzione difensiva secondo cui l’ampiezza dell’oggetto sociale consentirebbe di ritenere che l’impresa possa trasportare in proprio anche le altre tipologie di rifiuti derivanti dalle attività svolte, tra cui anche quella oggetto dell’appalto.

 

Va infatti ribadito, che l’iscrizione all’Albo dei gestori ambientali per il trasporto di determinate categorie di rifiuti, attesta il possesso da parte dell’impresa interessata di precisi requisiti organizzativi e di capacità tecnica che sono stati accertati dall’organo tecnico a ciò preposto: tale attestazione non ammette equipollenti.

In specie, assume rilievo determinante la circostanza - attestata nella relazione della sezione regionale dell’Albo dei gestori ambientali e dagli atti ad essa allegati - che l’impresa ricorrente non sia abilitata al trasporto per specifici codici CER (16.03.03 -rifiuti inorganici, contenenti sostanze pericolose-; 16.03.04 -rifiuti inorganici, diversi da quelli di cui alla voce 16.03.03-; 16.10.01 -soluzioni acquose di scarto, contenenti sostanze pericolose) tutti necessari per lo svolgimento del servizio oggetto della gara, che include anche l'aspirazione dei liquidi inquinanti sversati, come emerge dall’art. 2 del capitolato d'oneri.

 

4. Dalla infondatezza del ricorso principale, discende anche la infondatezza del ricorso per motivi aggiunti.

Quest’ultimo risulta, infatti, proposto avverso atti di natura endoprocedimentale e mediante la formulazione delle medesime censure articolate avverso il ricorso principale già oggetto di scrutinio.

5. Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate nel dispositivo.

[omissis]

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