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Materiale da demolizione: rifiuto o non rifiuto?

Categoria: Rifiuti
Autorità: Cass. Pen. Sez. VII
Data: 24/07/2018
n. ord. 35042

In materia di rifiuti, ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art. 256, commi 1-3, del D.L.vo 152/2006, i materiali provenienti da demolizione debbono essere qualificati dal giudice come rifiuti speciali, in quanto oggettivamente destinati all'abbandono, salvo che l'interessato non fornisca la prova della sussistenza dei presupposti previsti dalla legge per l'applicazione di un regime giuridico più favorevole, quale quello relativo al "deposito temporaneo" o al "sottoprodotto”.


Leggi la sentenza

Ritenuto in fatto e considerato in diritto

 

1.La Corte di Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, con la decisione in epigrafe indicata confermava la sentenza emessa dal Tribunale di Taranto che aveva condannato G. D. alla pena di mesi 4 e giorni 15 di arresto ed C 2.100,00 di ammenda, per il reato di cui all'art. 256, comma 3, d. Igs. 152/2006, 44 lett. b) d.P.R. 380/2001; accertati in Martina Franca il 15 ottobre 2012.

 

2.L'imputato propone ricorso per Cassazione, tramite difensore, con due motivi di ricorso: mancanza o manifesta illogicità della motivazione in relazione alla prova sulla penale responsabilità dell'imputato, ed intervenuta prescrizione del reato contestato.

 

3.Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza dei motivi, e per la sua genericità.

 

3.1. La sentenza impugnata con motivazione adeguata, immune da vizi di contraddizione o di manifesta illogicità, e con corretta applicazione dei principi giurisprudenziali di questa Corte di Cassazione ha evidenziato come dall'esame delle risultanze dell'istruttoria dibattimentale emerge in modo incontrovertibile non solo l'abbandono di cumuli di rocce, plastica e altro materiale all'interno dell'area in questione ma anche, per una parte della stessa, il compattamento e lo spianamento dei rifiuti stessi, argomentando altresì sull'incongruità delle testimonianze rese a discarico, come tali ritenute non incidenti sul risultato della prova.

 

Il materiale di risulta da demolizioni, inoltre, è da considerare rifiuto: "Ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art. 256, commi 1- 3, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, i materiali provenienti da demolizione debbono essere qualificati dal giudice come rifiuti, in quanto oggettivamente destinati all'abbandono, salvo che l'interessato non fornisca la prova della sussistenza dei presupposti previsti dalla legge per l'applicazione di un regime giuridico più favorevole, quale quello relativo al "deposito temporaneo" o al "sottoprodotto" (Sez. 3, n. 29084 del 14/05/2015 - dep. 08/07/2015, Favazzo e altro, Rv. 26412101).

 

3.1. Alla data della decisione (5 luglio 2017) il reato non risultava prescritto; accertato il 15 ottobre 2012, quindi il termine massimo di prescrizione di anni 5, ex art. 157 e 161 cod. pen. è quello del 15 ottobre 2017.

 

4.L'inammissibilità del ricorso esclude la valutazione della prescrizione eventualmente maturata dopo la sentenza impugnata.

L'inammissibilità del ricorso per Cassazione dovuta alla manifesta infondatezza dei motivi non consente il formarsi di un valido rapporto di impugnazione e preclude, pertanto, la possibilità di rilevare e dichiarare le cause di non punibilità a norma dell'art. 129 cod. proc. pen. (Nella specie la prescrizione del reato maturata successivamente alla sentenza impugnata con il ricorso). (Sez. U, n. 32 del 22/11/2000 - dep. 21/12/2000, D. L, Rv. 217266).

Alla dichiarazione di inammissibilità consegue il pagamento in favore della Cassa delle ammende della somma di C 3.000,00, e delle spese del procedimento, ex art 616 cod. proc. pen.

[omissis]

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