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SICUREZZA – Nozione di “causa violenta”

Categoria: Sicurezza lavoro
Autorità: Cassazione Civile
Data: 26/05/2006
n. 12559

Con riferimento all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, la nozione attuale di causa violenta comprende qualsiasi fattore presente nell’ambiente di lavoro, in maniera esclusiva o in misura significativamente diversa che nell’ambiente esterno, il quale, agendo in maniera concentrata o lenta, provochi (nel primo caso) un infortunio sul lavoro o (nel secondo) una malattia professionale. La prova del relativo nesso causale deve avere un grado di ragionevole certezza, nel senso che, esclusa la rilevanza della mera possibilità dell’eziopatogenesi professionale, questa può essere ravvisata in presenza di un elevato grado di probabilità, per accertare il quale il giudice deve valutare le conclusioni probabilistiche del consulente, desunte anche da dati epidemiologici. (Nella specie la S.C. ha cassato, con rinvio la decisione di merito che aveva escluso la causa violenta nelle verruche contratte da alcuni lavoratori addetti alla macellazione e lavorazione di carni fresche presso vari salumifici, ritenendo il fenomeno caratterizzato dall’abbassamento delle difese immunologiche, provocato da fattori esterni. Il consulente tecnico aveva, invece, rinvenuto il fattore causale nell’azione di alcune proteine della carne, non identificate, le quali importavano la distrazione delle difese immunologiche della cute, provocando l’abbassamento della soglia di controllo dell’organismo, con conseguente esplosione della virulenza del virus, già di per sé presente, allo stato latente, in molti organismi umani. Il giudice del merito aveva ritenuta ostativa al riconoscimento della causa violenta la circostanza che non vi fosse penetrazione del virus dall’esterno nell’organismo umano).


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