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Qual è la funzione della verifica di assoggettabilità a VIA?

Categoria: Vas e Via
Autorità: TAR Campania (SA) Sez. II
Data: 03/08/2021
n. 1861

La funzione della verifica di assoggettabilità a VIA (c.d. ‘screening’) è quella di verificare se effettivamente sussiste una significatività del progetto in termini di incidenza negativa sull’ambiente tale da imporre il passaggio alla fase successiva della procedura di VIA.


Leggi la sentenza

Ritenuto in fatto e considerato in diritto

 

La società ricorrente impugna il decreto dirigenziale della Regione (omissis) n. 134 del 10.05.2021, con il quale, nell’ambito del procedimento di rilascio ex post di AIA, si è ritenuta l’assoggettabilità a VIA di un intervento di potenziamento di un impianto di trattamento e trasformazione del pomodoro, inteso ad incrementarne la produzione giornaliera oltre i 300 mg/giorno.

 

Il ricorso è manifestamente fondato per difetto di un’adeguata motivazione.

 

Occorre muovere dal fatto che, nell’atto impugnato, l’impatto ambientale riscontrato ai fini della sottoposizione della pratica a VIA risulta espresso in termini meramente possibilistici e motivato sulla base dell’asserita insufficienza della documentazione prodotta dalla società istante.

Esso, infatti, riposa sulla constatazione dell’esistenza di “una serie di elementi che non sono stati affrontati in maniera corretta e/o esaustiva” e che sono tali da non consentire “di poter escludere con assoluta certezza la produzione di impatti ambientali negativi”.

 

Ciò premesso, è vero che, nella fase di verifica dell’assoggettabilità di un progetto a VIA (c.d. screening), l’art. 19, comma 6, del D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 attribuisce all’amministrazione la facoltà, e non l’obbligo, di richiedere chiarimenti e dettagli di carattere tecnico o di altra natura (cfr. Cons. Stato, Sez. II, 7 settembre 2020, n. 5379).

Tuttavia, è palese come, nell’inserire tale previsione, il legislatore abbia inteso introdurre un elemento di discrezionalità valutativa che richiede un’apposita argomentazione sulle ragioni che rendono ragionevolmente superfluo un supplemento istruttorio, specialmente quando, nelle more della procedura VIA, potrebbe determinarsi il rischio di un fermo della produzione.

 

D’altronde, la necessità di una motivazione in termini di evidenza, e non di dubbio, si ricava dalla funzione stessa dello screening, che è quella di verificare se effettivamente sussiste una significatività del progetto in termini di incidenza negativa sull’ambiente, tale da imporre il passaggio alla fase successiva della procedura VIA, in luogo della sua pretermissione, con conseguente intuibile risparmio, sia in termini di costi effettivi, che di tempi di attuazione (cfr. sentenza n. 5379/2020, citata).

 

Le spese del giudizio possono essere compensate, stante la natura formale della decisione.

 

(Omissis..)

 

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