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Approvvigionamento energetico e meccanismi di capacità

(di M. Adele Cerizza)

Categoria: Energia

La Commissione europea ha pubblicato la relazione finale dell’indagine di settore sui meccanismi di capacità, dalla quale risulta che gli Stati membri devono valutare meglio la necessità di tali meccanismi e nella quale si suggerisce come concepirli in modo da garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico riducendo nel contempo al minimo le distorsioni della concorrenza. I meccanismi di capacità sono progettati per garantire la disponibilità di forniture di energia elettrica sufficienti in ogni momento, onde evitare black-out, e implicano molto spesso l’utilizzo di sussidi statali che possono incidere sulla concorrenza nel mercato energetico interno dell’UE. Le fonti rinnovabili sono, chiaramente, il futuro della produzione di energia e sono fondamentali per un’economia a basse emissioni di carbonio e la sicurezza energetica. Allo stesso tempo, l’implementazione delle energie rinnovabili è una sfida: vento e sole, le tecnologie rinnovabili più dinamiche, non garantiscono apporto costante alla rete in quanto dipendono dalle condizioni meteorologiche e pertanto occorre comunque fare ricorso ai tipi di generazione convenzionale – come gas e carbone – che hanno in genere costi operativi più elevati rispetto rinnovabili. L’indagine settoriale sui meccanismi di capacità ha alimentato e viene a integrare il pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei”, il cui scopo è di creare nell’Unione europea mercati dell’energia elettrica moderni che funzionino meglio e siano più integrati.
I meccanismi di capacità devono rispondere a un problema emerso sul mercato ed essere aperti a tutte le tecnologie e agli operatori degli altri paesi dell’UE. Non devono mascherare il sovvenzionamento di una tecnologia specifica, come i combustibili fossili, o risultare troppo onerosi per i consumatori di energia elettrica. Anche se ben concepiti, i meccanismi di capacità non possono tuttavia sostituirsi alle essenziali riforme del mercato dell’energia elettrica. In questo senso l’indagine settoriale viene a integrare l’importante pacchetto di proposte della Commissione “Energia pulita per tutti gli europei” al fine di rendere più integrati i mercati europei dell’energia elettrica e far sì che funzionino meglio.”

Le principali conclusioni della relazione sono le seguenti.

*I meccanismi di capacità devono essere accompagnati da riforme del mercato adeguate

Sebbene i mercati europei dell’energia elettrica si caratterizzino in genere per la sovraccapacità e le penurie di approvvigionamento siano estremamente rare, molti Stati membri temono di mancare in futuro di una capacità di produzione elettrica sufficiente a soddisfare la domanda. Alcuni hanno pertanto deciso d’introdurre meccanismi di capacità per retribuire i produttori di energia elettrica e altri fornitori di capacità in modo da assicurare la disponibilità di energia in caso di bisogno. La Commissione ha repertoriato in totale 35 meccanismi di capacità – passati, esistenti o programmati – negli 11 Stati membri interessati dall’indagine settoriale (Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia).
Dall’indagine è emerso che, in molti Stati membri, i fallimenti del mercato e le carenze della regolamentazione inibiscono i segnali di prezzo necessari per mantenere la sicurezza dell’approvvigionamento a un livello adeguato. A molti di questi problemi si potrebbe ovviare attuando le riforme del mercato proposte nel pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei”: eliminando i bassi massimali tariffari sull’energia elettrica, permettendo alla gestione della domanda di partecipare al mercato e facendo sì che le zone di offerta corrispondano alle congestioni di rete. La maggior parte degli Stati membri non ha tuttavia ancora varato riforme del mercato atte a ridurre o addirittura eliminare la necessità di un meccanismo nazionale di capacità.
Quando uno Stato membro avrà in progetto d’introdurre un meccanismo di capacità, la Commissione gli imporrà quindi di attuare prima le necessarie riforme del mercato.

*La necessità di un meccanismo di capacità dev’essere dimostrata

L’indagine ha rilevato che, in molti casi, il meccanismo di capacità introdotto non intendeva risolvere un problema ben preciso di sicurezza dell’approvvigionamento. In tema di sicurezza dell’approvvigionamento le valutazioni effettuate dagli Stati membri non sono sufficientemente approfondite e non sempre si fondano su un obiettivo che trovi giustificazione economica. La Commissione impone quindi che la necessità di un meccanismo di capacità sia corroborata da una valutazione solida dell’adeguatezza della produzione. L’odierno pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” propone una valutazione europea dell’adeguatezza delle risorse, dalla quale scaturiranno dati sempre più attendibili sulla cui base sarà possibile stabilire se siano necessari meccanismi di capacità.

*I meccanismi di capacità devono essere rispondenti allo scopo e aperti a tutti i fornitori di capacità

L’indagine ha evidenziato che, nella maggior parte dei casi, la concezione dei meccanismi di capacità presenta notevoli margini di miglioramento.
In primo luogo, il meccanismo scelto deve rispondere al problema riscontrato. Per i problemi di adeguatezza a lungo termine è probabile che la risposta più calzante sia un meccanismo a dimensione di mercato, mentre per i problemi di adeguatezza temporanei una soluzione migliore consiste in una misura provvisoria, ad esempio una riserva strategica che permetta di tenere fuori dal mercato una determinata capacità per usarla solo in situazioni di emergenza. Nei casi in cui l’adeguatezza della produzione è un problema circoscritto a una data zona, è probabile che una soluzione più idonea consista nel miglioramento delle connessioni di rete e in una migliore delimitazione geografica delle zone di offerta.
In base ai “regimi di interrompibilità” i consumatori vengono pagati per ridurre la domanda di energia elettrica quando questa scarseggia. L’indagine ha portato a concludere che tali regimi possono risultare utili per incoraggiare la flessibilità della domanda a più lungo termine, ma che non devono trasformarsi in sovvenzioni a beneficio degli utenti ad alta intensità energetica.
In secondo luogo, il prezzo pagato per la capacità dev’essere stabilito con un processo concorrenziale. L’indagine ha confermato che i prezzi fissati con procedura amministrativa sono inadeguati, perché rischiano di determinare una sovra-compensazione dei beneficiari o rivelarsi incapaci a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Con un processo concorrenziale di formazione del prezzo, associato a criteri di ammissibilità aperti che consentano la partecipazione di tutti i potenziali fornitori di capacità, si assicura che la capacità sia pagata al prezzo più basso possibile, il che è importante per contenere il prezzo dell’energia elettrica anche per i consumatori.
In terzo luogo, i meccanismi di capacità dovrebbero essere accessibili ai fornitori degli altri Stati membri: s’incentiveranno così gli investimenti negli interconnettori e nella capacità di produzione in altri Stati membri e si ridurranno i costi del sistema.
Poiché dall’indagine è emerso che vari meccanismi di capacità esistenti presentano carenze sostanziali, la Commissione continuerà a lavorare con gli Stati membri per allinearli alle norme sugli aiuti di Stato. Qualsiasi nuovo progetto degli Stati membri volto all’introduzione di meccanismi di capacità sarà inoltre vagliato alla luce delle risultanze ottenute con l’indagine di settore.

21.08.2017

(A cura di M.Adele Cerizza)

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