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Attraverso quali modalità può essere strutturata la raccolta differenziata all’interno di un condominio?

(di Stefano Maglia)

Categoria: Rifiuti

La raccolta differenziata posta in essere dai condomini all’interno di un locale a ciò deputato, accessibile solo ed esclusivamente dagli stessi, è un’attività più che lecita, in quanto il locale destinato alla raccolta rifiuti va considerato parte comune : infatti, già la Corte di Cassazione con sentenza n. 428 dell’11 febbraio 1966 aveva ritenuto che alle parti comuni, quali la lavanderia, la portineria, etc … “va assimilato un locale destinato alla raccolta di rifiuti, ossia ad un servizio di comune interesse per i condomini”. Peraltro, si ritiene che la decisione di collocare i contenitori in un’area chiusa e delimitata assolva, oltre all’esigenza estetica di non posizionare in bella vista i rifiuti, anche alla funzione di evitare atti vandalici o sconsiderati conferimenti estranei che pregiudicano la responsabile gestione dei rifiuti condotta dai condomini. Non risulta, pertanto, corretto che individui terzi, peraltro non soggetti al pagamento della tassa rifiuti in funzione delle ripartizioni immobiliari del condominio (Cass. civ., n. 15131 del 28 novembre 2001), possano accedere a tale area e ivi depositare i loro rifiuti.

Discorso diverso, invece, deve essere svolto per le tradizionali campane per la raccolta differenziata dei rifiuti collocate (non da privati, ma da enti preposti a tale servizio) ai margini delle strade, presso le quali qualsiasi soggetto, anche un condomino, può conferire vetro, lattine, carta, etc … per meglio effettuare la raccolta differenziata. Queste, correttamente, sono e devono essere accessibili da parte di tutta la collettività, nell’ottica del servizio di pubblico interesse svolto dal Comune per i suoi cittadini.

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