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Autorizzazione alle emissioni in atmosfera

(di Andrea Sillani)

Categoria: Aria

L’attuale sistema autorizzativo/abilitativo alle emissioni in atmosfera di impianti ed attività prevede:

  • l’esclusione dal      campo di applicazione della disciplina delle emissioni in atmosfera per      taluni stabilimenti e/o impianti (articolo 272, comma 5, Impianti ed      attività in deroga ed articolo 267, commi 2-3, Campo di      applicazione );
  • un’autorizzazione ordinaria      per tutti gli stabilimenti che producono emissioni (articolo 269, comma 1,      Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti);
  • l’esclusione      dall’obbligo dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, pur nel      rispetto di specifiche prescrizioni, per taluni impianti (articolo 269,      comma 10, Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli      stabilimenti e articolo 272, comma 5 Impianti ed attività in deroga);
  • l’esclusione      dall’obbligo dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, pur nel      rispetto di specifiche prescrizioni, e l’assoggettamento alla sola comunicazione      all’Autorità competente per gli impianti e le attività elencate alla      Parte I dell’Allegato IV al D.Lgs. n. 152/06 progressivamente ampliato nel      corso degli anni (articolo 272, comma 1, Impianti ed attività in deroga);
  • l’esclusione      dall’obbligo dell’autorizzazione ordinaria alle emissioni in      atmosfera e l’assoggettamento ad un’autorizzazione di carattere      generale, adottata dall’Autorità competente, per specifiche      categorie di stabilimenti elencate alla Parte II dell’Allegato IV al      D.Lgs. n. 152/06 progressivamente ampliato nel corso degli anni (articolo      272, comma 2, Impianti ed attività in deroga).

 

Nello specifico è poi l’articolo 269 ha regolamentare la richiesta di un’autorizzazione, ordinaria, per tutti gli stabilimenti che producono emissioni fatto salvo il riferimento alle esclusioni previste nella Parte V ed agli impianti/attività in deroga.

L’autorizzazione è rilasciata con riferimento allo stabilimento in quanto i singoli impianti e le singole attività presenti all’interno dello stesso non sono oggetto di distinte autorizzazioni come poteva avvenire ancora nella prima versione del D.Lgs. n. 152/06.

Il gestore, cioè la persona fisica o giuridica che ha potere decisionale in merito all’istallazione o l’esercizio dello stabilimento e che ne risulta responsabile dell’applicazione dei limiti e delle prescrizioni previste dalla disciplina, che intende installare uno nuovo stabilimento ovvero trasferire uno stabilimento da un luogo ad un altro ovvero sottoporre a modifica sostanziale un impianto e/o un’attività, dovrà presentare all’Autorità competente una domanda di autorizzazione accompagnata dalla seguente documentazione principale:

  • Progetto dello stabilimento in cui sono      descritti gli impianti e le attività, le tecniche adottate per limitare le      emissioni e la quantità e la qualità di tali emissioni, le modalità      di esercizio, la quota dei punti di emissione individuata in modo da      garantire l’adeguata dispersione degli inquinanti (una specifica novità      tecnica introdotta recentemente dal D.Lgs. n. 128/10 all’articolo 269,      Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti      rispetto all’edizione del 2006), i parametri che caratterizzano      l’esercizio e la quantità, il tipo e le caratteristiche      merceologiche dei combustibili di cui si prevede l’utilizzo, nonchè, per      gli impianti soggetti, il minimo tecnico definito tramite i parametri di      impianto che lo caratterizzano;
  • Relazione tecnica che descrive il complessivo ciclo      produttivo in cui si inseriscono gli impianti e le attività in      grado di indicare il periodo previsto intercorrente tra la messa in      esercizio e la messa a regime degli impianti.

 

Il motivo fondamentale per cui è assolutamente necessaria l’indicazione specifica di tutte le sorgenti di emissione da inserire nella domanda di autorizzazione alle emissioni, compresi i dispositivi mobili, è ovviamente legato alla necessità di conoscere l’impatto complessivo di uno stabilimento e non più solo di un impianto come avveniva ancora nel 2006.

Gli stabilimenti dotati di autorizzazione espressa o tacita saranno, in tal modo, considerati in esercizio irregolarmente ed i loro gestori saranno passibili delle sanzioni indicate all’articolo 279 Sanzioni del D.Lgs. n. 152/06.

L’Autorità competente al rilascio dell’autorizzazione si pronuncia in un termine pari a otto mesi o, in caso di richiesta integrazione della domanda di autorizzazione, in un termine pari a dieci mesi dalla ricezione della domanda.

L’autorizzazione ordinaria alle emissioni, rilasciata dall’Autorità competente al rilascio dell’autorizzazione alle emissioni ed all’adozione degli altri provvedimenti, ha una durata di quindici anni con l’obbligo di presentare almeno un anno prima della scadenza la domanda di rinnovo.

 

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