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Una bioeconomia sostenibile per l'UE: economia, società e ambiente

(di Maria Adele Cerizza)

Categoria: Europa

 L’11 ottobre 2018 la Commissione europea ha presentato un piano d’azione che mira a sviluppare una bioeconomia circolare e sostenibile, a beneficio della società, dell’ambiente e dell’economia europei.

L’obiettivo è migliorare e incrementare l’uso sostenibile di risorse rinnovabili al fine di far fronte a sfide mondiali e locali quali il cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile. In un mondo in cui le risorse biologiche e gli ecosistemi non sono infiniti, serve uno sforzo diinnovazione per nutrire la popolazione e garantire a tutti acqua pulita ed energia. La bioeconomia permette di trasformare le alghe in carburante, riciclare la plastica, produrre mobili e capi di abbigliamento a partire dai rifiuti o ricavare fertilizzanti a base di biomassa dai sottoprodotti industriali. Ha il potenziale di creare un milione di nuovi posti di lavoro “verdi” entro il 2030.

La realizzazione di una bioeconomia circolare e sostenibile richiede uno sforzo congiunto da parte delle autorità pubbliche e dell’industria. Per guidare questo sforzo collettivo, e concentrandosi su tre obiettivi principali, nel 2019 la Commissione avvierà una serie di misure concrete, tra cui:

 

1 . Espandere e rafforzare i biosettori:

la bioeconomia ha il potenziale di modernizzare l’economia e le industrie europee, garantendo così una prosperità sostenibile e a lungo termine. Al fine di valorizzare questo potenziale la Commissione intende: creare una piattaforma di investimento tematica dedicata alla bioeconomia circolare con una dotazione di 100 milioni di euro, che permetta di avvicinare le bioinnovazioni al mercato e di ridurre il rischio per i privati che investono in soluzioni sostenibili; agevolare lo sviluppo di bioraffinerie sostenibili in tutta Europa.

 

2. Introdurre rapidamente le bioeconomie in tutte Europa:

gli Stati membri e le regioni, in particolare nell’Europa centrale e orientale, hanno un grande potenziale in termini di biomassa e rifiuti sottoutilizzati. Per sfruttarlo la Commissione intende: definire un programma strategico per sistemi alimentari e agricoli, silvicoltura e bioprodotti sostenibili; istituire un meccanismo di sostegno dell’UE alle politiche in materia di bioeconomia affinché gli Stati membri possano, nell’ambito di Orizzonte 2020, dotarsi di programmi nazionali e regionali in questo settore; avviare azioni pilota per lo sviluppo delle bioeconomie nelle zone rurali, costiere e urbane, ad esempio su gestione dei rifiuti e le pratiche agricole che consentono il sequestro del carbonio.

 

3. Proteggere l’ecosistema e comprendere i limiti ecologici della bioeconomia:

il nostro ecosistema deve far fronte a gravi minacce e sfide, tra cui l’aumento della popolazione, il cambiamento climatico e il degrado del suolo. In risposta a queste sfide, la Commissione intende: introdurre un sistema di monitoraggio a livello UE per seguire i progressi compiuti verso una bioeconomia circolare e sostenibile; ampliare la base di conoscenze relative a specifici settori della bioeconomia e migliorarne la comprensione attraverso la raccolta di dati; fornire orientamenti e promuovere buone pratiche per operare nell’ambito della bioeconomia entro limiti ecologici sicuri.

 

Affinché la bioeconomia produca risultati in termini di sostenibilità, occorre comprendere meglio e misurare gli effetti e l’impatto che produce sui limiti ecologici del nostro pianeta. Tale comprensione è necessaria affinché la bioeconomia si sviluppi in modo tale da attenuare le pressioni sull’ambiente, valorizzi e protegga la biodiversità e migliori la gamma completa di servizi ecosistemici. Il miglioramento della base di conoscenze e la comprensione di specifici ambiti della bioeconomia si baseranno sull’acquisizione di una quantità di dati maggiore, generando informazioni migliori e l’analisi sistemica (ad esempio grazie all’intelligenza artificiale) di dati e informazioni, compreso lo stato e resilienza degli ecosistemi terrestri (agricoli e forestali) e marini e relativa biodiversità nonché la disponibilità di biomassa sostenibile e investimenti pubblici e privati nella bioeconomia.

 

Accrescere la base di conoscenze richiede un atteggiamento lungimirante, valutazioni trasversali fra vari settori, nonché l’elaborazione di modelli e scenari. I progressi nell’ambito della bioeconomia sono monitorati in modo sistematico al fine di garantire una governance responsabile e inclusiva e un’elaborazione coerente delle politiche. Vengono monitorati aspetti, quali lo stato della biodiversità, degli ecosistemi, delle aree degradate e delle aree a rischio di subire le conseguenze dei cambiamenti climatici, quali la desertificazione, per ripristinare gli ecosistemi terrestri e marini.

 

La Commissione attuerà un sistema di monitoraggio coerente a livello internazionale a livello europeo per tracciare i progressi compiuti verso una bioeconomia sostenibile e circolare in Europa e sostenere gli ambiti strategici connessi. Le conoscenze acquisite saranno utilizzate per fornire orientamento facoltativo per la gestione della bioeconomia entro limiti ecologici sicuri.

 

I benefici derivanti da ecosistemi ricchi in termini di biodiversità saranno meglio integrati nella produzione primaria attraverso un sostegno specifico all’agroecologia, allo sviluppo di soluzioni basate sul microbioma, a nuovi strumenti per l’integrazione degli impollinatori all’interno delle catene di valore e al sostegno specifico all’agroecologia I dati e le informazioni generati da tali azioni saranno resi accessibili al pubblico attraverso il Centro di conoscenze sulla bioeconomia.

 

Le risorse biologiche e gli ecosistemi limitati del nostro pianeta sono le fonti essenziali dell’alimentazione umana, e dell’approvvigionamento di acqua pulita e di energia pulita e a costi abbordabili. Una bioeconomia sostenibile è essenziale per far fronte ai cambiamenti climatici e al degrado del suolo e degli ecosistemi. Permette di rispondere alla domanda crescente di risorse alimentari, mangimi, energie, materiali e prodotti causata dall’aumento della popolazione mondiale e consente di ridurre la nostra dipendenza dalle risorse non rinnovabili.

 

La diffusione di una bioeconomia sostenibile e circolare stimolerà la competitività dei settori che la compongono e sosterrà la creazione di nuove catene di valore in Europa, migliorando al contempo lo stato complessivo delle nostre risorse naturali. Una tale bioeconomia sarà basata su risorse endogene rinnovabili e sostenibili e trarrà vantaggio dai progressi compiuti a livello scientifico e tecnologico e dalle innovazioni che fondono il mondo fisico, quello digitale e quello biologico in alcuni dei settori e delle industrie più significativi dell’UE.

 

La presente strategia propone azioni a sostegno dello sviluppo delle zone rurali e costiere, anche remote, assicurando una condivisione più proporzionata dei benefici derivanti da una bioeconomia competitiva e sostenibile su vari territori e lungo diverse catene di valore in Europa. Tali azioni assicureranno che la bioeconomia rispetti i limiti del nostro pianeta. Una bioeconomia sostenibile deve valorizzare le risorse naturali, ridurre le pressioni ambientali e aumentare l’uso di prodotti rinnovabili e sostenibili, nonché ripristinare e migliorare le funzioni e la biodiversità degli ecosistemi. Ciò promuoverà sistemi alimentari e una produzione primaria, terrestre e marina, sostenibili, circolari e liberi da rifiuti.

Realizzare una bioeconomia circolare sostenibile significa che la nostra prosperità economica e lo stato di salute del nostro ambiente si rafforzeranno vicendevolmente. Per garantire l’effettivo conseguimento degli obiettivi strategici proposti, la Commissione riferirà regolarmente in merito ai progressi del piano d’azione e si impegna ad adattare o a sospendere le attività che non contribuiscono agli obiettivi della strategia in maniera soddisfacente.

 

Piacenza, 19.11.2018

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