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Check up normativo ambientale di un’impresa. Come? Perché?

(di Francesco Marazzi)

Categoria: Vigilanza e controlli

Qualsiasi impresa la cui attività genera degli impatti ambientali, più o meno significativi, ha sicuramente a che fare con dei titoli autorizzativi ambientali (es. AUA, AIA, rifiuti e relative prescrizioni), con adempimenti e normative di vario rango (europee, nazionali e regionali), spesso molto complesse, articolate ed in continua evoluzione. Sempre più spesso, inoltre, la corretta gestione di un’attività imprenditoriale richiede di intrattenere rapporti (non sempre facili) con le pubbliche amministrazioni ed i diversi enti di controllo.

 

Le difficoltà aumentano, in particolare, per quelle aziende che, operando in province e/o regioni diverse, devono adeguarsi a standard ambientali differenti pur generando gli stessi impatti ambientali in tutti i propri siti. Ed infine non deve sottovalutarsi la complessa gestione e prevenzione dei rischi e delle sanzioni che, se non adeguatamente attuate, possono portare anche alla diffida, sospensione o revoca dei titoli autorizzativi, alla chiusura dell’attività e/o addirittura a conseguenze sul piano della responsabilità penale del legale rappresentante.

Nel contesto ambientale, così come nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro, la prevenzione rappresenta ancora oggi la migliore strategia che ogni impresa, piccola, medio o grande che sia, dovrebbe adottare ed implementare in continuo al fine di rimanere sempre rispettosa delle norme ambientali generali e specifiche del proprio settore di appartenenza e svolgere la propria attività tranquillamente e nella piena tutela ambientale.

 

Da alcuni anni numerose imprese hanno investito ingenti risorse nella compliance ambientale, ad esempio inserendo al proprio interno figure deputate alla “gestione ambientale”, adottando Sistemi di Gestione Ambientali (SGA) volontari e conformi allo standard internazionale UNI EN ISO 14001:2015 e, per le più virtuose, dotandosi di un modello organizzativo 231 di gestione dei rischi con annesso l’organo di controllo interno ossia l’Organismo di Vigilanza (OdV).

 

Accade sovente che la gestione ambientale di una impresa sia affidata a soggetti con formazione ed esperienza nel settore, quali ad esempio HSE Manager, Environmental Specialist o Responsabili Ambientali. La funzione svolta da queste figure nella governance aziendale è ormai fondamentale.Tuttavia chi ricopre questi ruoli e ha certe responsabilità (talvolta anche con procura dedicata) non sempre è adeguatamente formata e non riesce ad aggiornarsi e a risolvere da solo tutte le problematiche legate all’ambito ambientale e prevenire così i potenziali rischi e le relative sanzioni che possono esserci.

 

Pertanto, sempre nell’ottica della prevenzione, effettuare un effettivo check up normativo ambientale tramite una parte terza autorevole e competente, ossia un controllo serio ed approfondito della attuale gestione, può rappresentare per una impresa l’occasione di verificare la conformità normativa ambientale della propria attività.

 

Lo scopo di tale check up è quindi quello di identificare le criticità e trovare sia soluzioni efficaci dal punto di vista operativo e normativo sia valutare eventuali opportunità per recuperare competitività e migliorare così la reputazione aziendale.

Tale attività di check up viene svolta principalmente nelle seguenti fasi:

 

FASE I “Conoscenza preliminare”:

 

  • Sopralluogo tecnico-operativo presso la sede dell’impresa;
  • Interviste ai responsabili delle principali funzioni coinvolte;
  • Analisi della documentazione inerente la gestione ambientale.

 

La prima fase permette ai consulenti di terza parte che effettuano il check up di fotografare la situazione attuale dell’impresa e rilevare sia tramite il sopralluogo sia durante le interviste le incongruenze presenti tra quanto svolto operativamente dall’impresa e quanto prescritto in merito nel titolo autorizzativo ambientale o dalla normativa vigente in materia. Un tipico esempio è quello relativo alla gestione del deposito temporaneo dei rifiuti che non sempre risulta essere gestito secondo i criteri volumetrici/temporali come previsto dall’art. 183 lett.bb) del D.L.vo 152/06.

 

FASE II “Studio ed approfondimento”:

 

  • Verifica della documentazione ambientale (Formulari/Registri/MUD, ecc);
  • Verifica delle procedure e dei moduli operativi di eventuali SGA certificati ISO 14001:2015;
  • Studio ed approfondimento delle principali criticità emerse;
  • Coinvolgimento di esperti in merito a specifiche norme di settore e/o a case studies specifici;
  • Elaborazione della relazione finale riportante le risultanze emerse (non conformità ed osservazioni);

 

La seconda fase rappresenta invece il vero centro dell’attività poiché consiste nell’analisi approfondita della normativa ed in particolare delle sanzioni connessi alle principali criticità emerse. E’ in questa fase che viene redatto il documento della relazione finale comprendente per ogni singola matrice ambientale (Aria, Acqua, Suolo, Rifiuti, Rumore) l’elenco delle Non conformità riscontrate e delle Osservazioni. In diverse occasioni le imprese non riuscendo a rimanere costantemente aggiornate dal punto di vista della normativa ambientale corrono il rischio di non rispettare inconsciamente dei nuovi limiti tabellari di emissioni piuttosto che ad esempio l’adeguamento alle nuove BAT in seguito alla loro recente pubblicazione a livello europeo.

 

FASE III “Condivisione delle risultanze”:

 

  • Condivisione della relazione con le principali funzioni aziendali coinvolte;
  • Eventuale discussione interattiva attraverso una Call Conference con i referenti coinvolti;
  • Eventuale sessione formativa per chiarire dubbi e valutare i rischi e le sanzioni;
  • Analisi per l’individuazione di spunti di miglioramento ed azioni correttive;

 

La terza ed ultima fase consiste invece nella condivisione con i referenti (es. Responsabili Ambientali e Dirigenti con procura) che permette ai consulenti di terza parte di esporre i risultati emersi dall’attività svolta e valutare la corretta gestione dei rischi e le eventuali opportunità di miglioramento sempre nell’ottica di consentire all’impresa di porre rimedio in tempi rapidi e con soluzioni efficaci prima che corra il rischio di venire sanzionata durante un eventuale controllo ispettivo.

 

Tale attività di check up ambientale pertanto va intesa come un valido supporto alle figure aziendali sopracitate poiché consente a loro e quindi all’impresa stessa di:

 

  • poter lavorare con maggiore consapevolezza, competenza;
  • ricevere un aggiornamento normativo completo rispetto alle ultime novità legislative in campo ambientale (attività non sempre facile da svolgere al proprio interno);
  • rispondere in maniera più efficace alle eventuali richieste in occasione di un Audit Ambientale richiesto dall’ OdV;
  • prepararsi ed adeguarsi alla verifica annuale di mantenimento del SGA certificato ISO 14001/EMAS;
  • risultare “conformi” di fronte ad un eventuale controllo ispettivo da parte di un ente di controllo;
  • prepararsi ad un eventuale rinnovo del titolo autorizzativo inserendo così specifiche richieste di modifica (sostanziale o non) se risultanti necessarie in seguito al check up;
  • evitare rischi e pesanti sanzioni;
  • Instaurare un migliore rapporto con gli enti competenti dimostrando di essere più precisa ed attenta grazie allo svolgimento di questo controllo volontario.

 

Il check up normativo ambientale rappresenta uno strumento molto efficace poiché, se condotto da una parte terza (possibilmente da veri esperti ambientali), consente davvero ad un’impresa di poter operare nel pieno rispetto delle prescrizioni contenute nei titoli autorizzativi ambientali, prevenire possibili fenomeni di impatti negativi sull’ambiente evitando così il rischio di potenziali reati ambientali e relative sanzioni consentendogli di poter incrementare tranquillamente il proprio business e risultare competitiva.

 

Inoltre l’ affidarsi a veri esperti ambientali consente ad un’impresa di avvalersi anche di un’arma di difesa come già precisato in una nota sentenza della Corte di Cassazione[1]:” Il soggetto che svolga professionalmente una specifica attività nel settore ambientale può invocare l’ignoranza incolpevole della legge penale facendo venir meno l’elemento soggettivo del reato, solo qualora dimostri di aver fatto tutto il possibile per richiedere alle autorità competenti i chiarimenti necessari e per informarsi in proprio, ricorrendo ad esperti giuridici.”.

 

TuttoAmbiente offre questo servizio di check up normativo ambientale per le aziende ed è in grado di svolgerlo in maniera autorevole grazie al suo pool di esperti con diverse competenze sia giuridiche sia tecniche e risolvere in tempi rapidi le diverse problematiche ambientali di una impresa.

 

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[1] Cass. Pen., Sez. III, n. 2246 del 18/1/2017 – Pres. Amoroso – Est. Rosi

 

Piacenza, 21 Febbraio 2020

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