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Come sono considerati i rottami ferrosi: EoW o rifiuti?

(di Stefano Maglia)

Categoria: Rifiuti

Per rispondere al quesito occorre innanzi tutto segnalare che dal 9 ottobre 2011 è in vigore il Reg. (CE) 333/2011 del Consiglio del 31 marzo 2011, pubblicato sulla GUUE L 94 dell’8 aprile 2011, recante i criteri che determinano quando alcuni tipi di rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti. L’obiettivo principale del provvedimento è quello di stimolare i mercati del riciclaggio nell’Unione europea, attraverso disposizioni che permetteranno di creare certezza giuridica e parità di condizioni per l’industria del riciclaggio.
I rottami di metallo, non dovranno così essere classificati come rifiuti, a condizione che:

–   si tratti di rottami puliti e sicuri;

–   i produttori applichino un sistema di gestione della qualità;

–   i produttori prevedano una dichiarazione di conformità, nel rispetto dei criteri indicati, per ciascuna partita di rottami.

Inoltre, affinché i rottami possano perdere la qualifica di rifiuti, occorre terminare qualsiasi trattamento (come taglio, frantumazione, lavaggio e disinquinamento) necessario per preparare i rottami all’utilizzazione finale in impianti di lavorazione dell’acciaio o dell’alluminio oppure nelle fonderie.
Il provvedimento rappresenta il primo regolamento di attuazione dell’articolo 6 della direttiva 2008/98/Ce sull’“end of waste”, dato che la Commissione sta attualmente elaborando criteri applicabili ad altri flussi di materiali di particolare importanza per i mercati del riciclaggio dell’UE come il rame, la carta, il vetro e il compost.
Date queste premesse, si ritiene dover attribuire ai rottami ferrosi e non la qualifica di rifiuto, sulla base della considerazione, da un lato, dell’esclusione della categoria del sottoprodotto e, dall’altra, della possibilità di applicazione della categoria dell’EoW, ex Regolamento 333/2011, la quale comunque presuppone la sussistenza di un rifiuto.
Si rileva, tuttavia, che il Regolamento 333/2011 richiede che vengano rispettati determinati obblighi, anche in riferimento alle caratteristiche che i rifiuti potenziali EoW devono possedere, in caso contrario anche la qualificazione di End of Waste non sarà corretta e dovranno essere considerati veri e propri rifiuti.

 

*Tratto da “La gestione dei rifiuti dalla A alla Z, III ed – 350 problemi, 350 soluzioni“, Stefano Maglia, 2012.

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